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Come dimostro di avere meno debiti di quelli necessari per fallire?

19 Ottobre 2019
Come dimostro di avere meno debiti di quelli necessari per fallire?

La mia società ha molti debiti ed è già stata avviata da un creditore la procedura per dichiararne il fallimento.

Se pago ora una parte dei debiti per scendere sotto il limite di 30.000 euro (limite sotto cui non si fa luogo a fallimento), sono poi in tempo per dimostrare al tribunale di aver eseguito questi pagamenti?

Come Le è noto la cosiddetta legge fallimentare (cioè l’articolo 15, comma 9, del regio decreto n. 267 del 1942) stabilisce che se l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell’istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore ad euro trentamila non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento.

Come ha evidenziato la Corte di Cassazione con sentenza n. 18.997 del 2017 la prova del superamento del limite dei trentamila euro tocca al creditore (cioè a colui il quale abbia proposto istanza di fallimento).

Questo vuol dire che spetta invece al debitore la dimostrazione che il limite dei trentamila euro non è stato superato.

Il superamento o meno di questo limite (cioè dei trentamila euro di debiti scaduti e non pagati) deve essere comunque valutato dal Tribunale in base a ciò che risulta esclusivamente dalla istruttoria prefallimentare, cioè in base agli atti ed ai documenti che risultano in quella fase del procedimento che si chiude o con la sentenza che dichiara il fallimento o con provvedimento che respinge il ricorso con cui veniva richiesto il fallimento del debitore.

Esiste allora un limite di tempo oltre il quale il debitore non può più depositare atti e/o documenti utili per dimostrare che il limite dei trentamila euro di debiti scaduti e non pagati non è stato superato?

L’articolo 15, comma 4, della legge fallimentare stabilisce che nel decreto con cui convoca per un’apposita udienza il debitore ed i creditori che hanno proposto l’istanza di fallimento (ed eventualmente anche il pubblico ministero), il Tribunale:

  • indichi che il procedimento ha lo scopo di accertare se esistono i presupposti per il fallimento;
  • fissi un termine non inferiore a sette giorni prima dell’udienza per la presentazione di memorie e il deposito di documenti e relazioni tecniche.

Quindi se il debitore dispone di un documento (una quietanza di pagamento ad esempio) che possa dimostrare che l’ammontare complessivo dei debiti scaduti e non pagati è inferiore a trentamila euro, dovrebbe depositarlo entro e non oltre il termine, anteriore all’udienza, fissato dal Tribunale con il decreto di convocazione (cioè sette o più giorni prima dell’udienza).

E’ possibile allora depositare documenti dopo la scadenza del termine fissato dal Tribunale nel decreto di convocazione? (termine che, ripetiamo, scade sempre, in base alla legge fallimentare, almeno sette giorni prima della data dell’udienza).

La Corte di Appello di Palermo, con decisione del 18 maggio 2007, decise che il termine stabilito dall’articolo 15, comma 4, della legge fallimentare (il termine cioè che impone anche al debitore di depositare documenti non oltre i sette giorni prima dell’udienza), è un termine ordinatorio e non perentorio.

Questo vuol dire che per la Corte di Appello di Palermo non c’è alcuna conseguenza per i documenti che vengano depositati oltre quel termine: è cioè possibile depositare documenti anche dopo la scadenza del termine fissato dal Tribunale nel decreto di convocazione.

Sulla base di questo precedente della Corte di Appello di Palermo, nulla impedisce quindi al debitore di depositare il documento che dimostri il pagamento anche parziale del debito e che sia utile, perciò, a provare il non superamento del limite dei 30.000 euro di debiti scaduti e non pagati risultanti dall’istruttoria prefallimentare.

Ovviamente, e concludo, non si può escludere che il Tribunale che sta trattando l’istanza di fallimento abbia un orientamento differente rispetto a quello della Corte di Appello di Palermo e che, perciò, possa anche considerare inammissibile il deposito di un documento oltre il termine fissato decreto di convocazione.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Angelo Forte



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