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Problemi alla prostata: cura e prevenzione del cancro

13 Ottobre 2019
Problemi alla prostata: cura e prevenzione del cancro

La dieta e un corretto stile di vita, sessuale e sportivo, possono evitare le infiammazioni prostatiche ed aiutare il paziente a regolarizzare le funzioni dell’apparato urinario.

Dopo la mezza età, ogni uomo deve iniziare un’attenta cura della propria prostata, anche solo ai fini preventivi. Il cancro alla prostata, infatti, è ancora uno dei più diffusi. Ma proprio perché, se si interviene in tempo, il male può essere sconfitto definitivamente, non bisogna sottovalutare i primi sintomi (frequente stimolo di urinare, bruciore alla minzione, sangue nelle urine, difficoltà nell’erezione). Non si deve peraltro ricorrere all’urologo solo quando i fenomeni infiammatori sono già conclamati. Anticipare il problema serve ad allontanare qualsiasi tipo di complicazione, non solo il tumore. 

Le cosiddette «regole prostatiche» sono, in realtà, molto semplici da seguire. Le elencheremo qui di seguito. Chi ha problemi alla prostata potrà trovare in queste brevi righe le indicazioni essenziali per la cura e la prevenzione del cancro.

Visite e analisi periodiche

Il consiglio più importante è effettuare, almeno una volta all’anno, una visita urologica di controllo a partire da 50 anni.

All’urologo bisognerà portare gli esiti delle analisi del sangue e, in particolare, il dosaggio del Psa nelle sue tre frazioni (totale, libero e rapporto libero/totale). 

Di solito, l’urologo richiederà un’ecografia della prostata con sonda transrettale. Negli studi specialistici, questa analisi viene fatta in loco. 

Nel caso in cui il paziente presenti una certa predisposizione ereditaria al cancro della prostata – ciò che succede quando i genitori o altri parenti in linea retta abbiano avuto questo tipo di problema – i controlli andranno avviati a partire dai 40 anni e ripetuti più frequentemente, meglio se una volta ogni sei o dieci mesi. Per tali soggetti, infatti, il rischio di contrarre un cancro alla prostata è 8 volte superiore a quello di una persona normale.

È ormai noto che una delle principali cause del tumore della prostata è il fattore ereditario. L’ereditarietà, di solito, viene valutata in relazione ai genitori, ma non si tiene conto solo del tumore alla prostata del padre, ma anche del tumore al seno della madre. In questi casi, è necessario sottoporsi a controlli con più attenzione. 

Moderare l’uso di bici, scooter e moto

È assolutamente sconsigliato andare in bicicletta, motocicletta o anche scooter. Lo stesso vale per l’uso di cyclette sportive da palestra. I microtraumi peritali, infatti, possono essere responsabili di processi infiammatori prostatici. L’impiego di selle imbottite è in grado solo parzialmente di ridurre tali fenomeni. Gran parte dei ciclisti – non solo professionisti – presenta maggiori problemi alla prostata; all’ecografia sarà facile trovare delle “calcificazioni” che possono rendere più difficile il deflusso dell’urina e lo svuotamento della vescica. 

Praticare attività fisica

Tutte le attività fisiche e sportive di tipo aerobico (corsa, calcetto, tennis, nuoto, ecc.) riducono la congestione della prostata e stimolano la circolazione pelvica. Sarà bene, quindi, non tralasciare lo sport e praticarlo con regolarità, meglio se con cadenza giornaliera o almeno tre volte a settimana. In ogni caso, chi soffre di prostata troverà un grosso vantaggio nelle lunghe passeggiate. 

La dieta per la prostata

Chi soffre di prostata deve evitare una serie cibi assai dannosi per il basso tratto urinario. Ecco alcuni alimenti sconsigliati dall’urologo: birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, superalcolici, caffè, coccolato, formaggi grassi, pesci grassi (anguilla, tonno, sgombro, salmone), molluschi, frutti di mare, crostacei (gamberi, aragosta). Tutti gli alimenti eleganti presentano spiccate proprietà irritanti sul basso tratto urinario (prostata e vescica). 

Bisogna preferire cibi contenenti sostanze antiossidanti: cibi ricchi di vitamine (frutta e verdura di stagione, olio d’oliva), pomodori rossi, selenio (come carne, noci, tuorlo d’uovo), zinco (carni rosse, noci, fegato), manganese (cereali integrali, tè nero, verdure a foglie verdi). Tutti gli alimenti elencati presentano spiccate proprietà antiossidanti per cui aiutano a ridurre l’infiammazione sul basso tratto urinario (prostata e vescica). 

Mantenere un’attività sessuale regolare

Una regolare attività sessuale ha effetti benefici per la prostata. Al contrario, l’astinenza prolungata provoca ristagno di secrezioni nella ghiandola prostatica ed una possibile infezione seminale. 

Attenzione ai segnali di prostatiti

Non bisogna mai sottovalutare i piccoli fenomeni infiammatori derivanti da occasionali prostatiti. Se non curate, infatti, possono portare delle conseguenze a lungo termine. Di solito, una prostata malata è sempre una prostata che ha sofferto nel tempo. Non appena si avverte difficoltà a urinare o bruciore nella minzione, bisognerà ricorrere subito all’urologo che prescriverà una spermiocoltura per verificare la presenza di eventuali virus o batteri. La terapia è di solito antinfiammatoria di tipo orale.

Evitare di praticare il coito interrotto

Il coito interrotto è una delle cause delle prostatiti e delle calcificazioni alla prostata. Quando sopraggiunge lo stimolo eiaculatorio, questo va sempre assecondato per evitare fastidiosi fenomeni di reflusso intraprostatico del liquido seminale. 

Bere almeno 2 litri di acqua al giorno

Per ridurre il peso specifico delle urine ed evitare le infezioni urinarie, che sono molto frequenti nel paziente che soffre di prostata, è consigliabile bere almeno due litri di acqua oligominerale, a piccoli sorsi, nel corso della giornata. Bisogna evitare, però, di bere troppa acqua due o tre ore prima di coricarsi, onde evitare di alzarsi di notte per urinare a causa di un’aumentata diuresi. 

Regolare la funzione intestinale

La funzione dell’intestino deve essere regolare. Sia la stipsi cronica che la diarrea possono determinare fenomeni di passaggio di batteri tra intestino e prostata (circolo entero-urinario). Ecco perché molto spesso i pazienti che soffrono di colon irritabile hanno anche problemi prostatici.

Nessuna eccezione

Bisogna tenere presente che la “trasgressione” anche di una sola delle suddette regole è sufficiente a generare processi infiammatori a livello prostatico. Ovviamente, la contemporanea trasgressione di più regole determina l’amplificazione dei fenomeni infiammatori a carico della ghiandola prostatica. 



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