Cartelle esattoriali per multe e Imu: novità in arrivo

14 Ottobre 2019
Cartelle esattoriali per multe e Imu: novità in arrivo

Limite massimo prestabilito all’aggio di riscossione per l’ingiunzione fiscale notificata direttamente dal Comune. 

L’ultima volta che abbiamo parlato di novità in materia di cartelle esattoriali è stato a luglio scorso quando, con l’introduzione del processo tributario telematico, è  cambiato il modo di fare ricorso contro gli atti dell’Agente della Riscossione. Ora, infatti, la procedura è interamente telematica: dalla notifica dell’atto introduttivo all’Esattore al successivo deposito dei documenti in cancelleria. Leggi Come fare ricorso contro la cartella esattoriale. A distanza di tre mesi, stanno per sopraggiungere ulteriori novità sul fronte riscossione: l’imminente approvazione del decreto fiscale potrebbe, infatti, mettere mano al sistema di calcolo degli aggi in base ai tempi di pagamento.

Già, la riforma di un paio di anni fa volle – in un’ottica più populistica – cambiare il nome da “aggio” a “oneri della riscossione”, per sottolineare che non si tratta di un’ulteriore imposizione, ma piuttosto della remunerazione per un servizio effettivamente reso: il recupero del credito statale.  

Il decreto fiscale in arrivo estende alle società locali di riscossione le regole del Fisco nazionale. Attualmente, Agenzia delle Entrate Riscossione ha il potere di applicare un aggio di riscossione del 3%, in caso di pagamento della cartella entro 60 giorni dalla notifica, che diventa il 6%, se il pagamento avviene oltre quella data. Questo stesso sistema viene allargato ora ai Comuni che, nel caso di riscossione delle proprie entrate (ad esempio multe e Imu) potranno stabilire un addebito dell’aggio di riscossione (del 3% o del 6%) anche in caso di notifica dell’ingiunzione di pagamento. Proprio il Dl stabilisce, infatti, che gli enti locali, per riscuotere contravvenzioni stradali, Imu e Tasi (ma anche tutti i proventi locali) non saranno tenuti a delegare l’Agente per la Riscossione, ma potranno farlo in proprio. In buona sostanza, il contribuente non riceverà più la cartella esattoriale dell’Agente della Riscossione locale, ma la cosiddetta ingiunzione di pagamento a firma del Comune. Il meccanismo è stato previsto da un vecchio regio decreto del 1910, mai abrogato. Leggi Multe stradali: novità in arrivo.

La novità del Dl fiscale è che pone un tetto all’arbitrio degli enti locali nel determinare gli aggi di riscossione (comportamenti peraltro di dubbia legittimità). Il testo di riforma dispone, quindi, l’applicazione delle medesime percentuali dell’Ader. Viene, pertanto, stabilito che se l’ingiunzione è pagata entro 60 giorni, è dovuto l’aggio del 3%, con un massimo di 300 euro, dopo tale data l’aggio diventa del 6%, con un massimo di 600 euro. Come scrive Il Sole 24 Ore questa mattina in edicola, «la disciplina è la stessa, sia che la riscossione avvenga in economia, da parte del Comune, sia che avvenga con affidamento a terzi. È inoltre disposto l’addebito delle ulteriori spese di notifica e di formazione degli atti cautelari ed esecutivi, secondo la tipizzazione da attuarsi con un apposito decreto del Mef. Nelle more del decreto, si rinvia alle quantificazioni valevoli per l’agente della riscossione».

Ulteriore novità riguarda il conto su cui dovrà avvenire il pagamento che potrà essere solo quello dell’ente impositore (il Comune) e non del concessionario del servizio (si pensi al caso della Tosap o dell’imposta rifiuti).  



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