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Si possono avere le sentenze senza essere parte in causa?

14 Ottobre 2019
Si possono avere le sentenze senza essere parte in causa?

Chi può avere una copia di una sentenza di un processo a cui non ha partecipato? La regola degli atti pubblici e le limitazioni della privacy altrui.

«In nome del popolo italiano»: così iniziano tutte le sentenze dei giudici di pace o dei tribunali italiani, delle Corti d’appello e della Cassazione. Se è vero allora che si tratta di atti pubblici, si possono avere le sentenze senza essere parte in causa? In altre parole, per avere una copia di un atto giudiziario bisogna per forza essere uno dei soggetti che ha partecipato al processo oppure lo stesso diritto è riconosciuto anche ai terzi estranei? La questione va analizzata alla luce di quelle che sono le norme contenute nell’ordinamento e, in particolare, nel codice di procedura. 

Ma perché mai dovrebbe servirti la copia di una sentenza pronunciata tra altre persone? Se lo fai per una finalità di studio (perché, ad esempio, ti interessa conoscere un precedente e l’interpretazione di una determinata norma) puoi anche cercare su internet, digitando gli estremi dell’atto giudiziario. Se la pronuncia è stata oggetto di pubblicazione da parte delle riviste scientifiche, sicuramente troverai una versione online. Esistono poi alcune banche dati a pagamento che, di solito, sono in possesso degli studi legali ed a cui potrai affacciarti se hai un amico che fa l’avvocato. Basterà procurarsi, anche in questo caso, il tribunale che ha emesso l’atto (ad esempio Tribunale di Roma, Corte di Cassazione, Corte di Appello di Milano, Commissione Tributaria di Brescia, ecc.), il numero e l’anno del provvedimento (ad esempio «sentenza n. 1/2020»).

Ma non tutte le sentenze vengono pubblicate nelle banche dati o, ancor meno, su internet. Ragion per cui l’unico modo per ottenerne una copia è rivolgerti allo stesso tribunale cui appartiene il giudice che ha firmato il provvedimento. Di qui il problema: si possono avere le sentenze senza essere parte in causa? Ecco cosa prevede, a riguardo, la legge.

Chi può avere copie degli atti giudiziari?

Il codice di procedura civile stabilisce che chiunque può chiedere una copia degli atti giudiziari. Del resto tutte le attività dello Stato, compresi gli atti giudiziari, sono pubblici e, quindi, liberamente accessibili. Si tratta di un principio conforme alle regole di trasparenza della pubblica amministrazione e di demarcazione. Del resto, se pubblici sono i processi (che solo eccezionalmente si svolgono a porte chiuse) e chiunque vi può assistere, sono pubbliche anche le sentenze. Ma come vedremo a breve, tale regola è soggetta ad alcune limitazioni (ne parleremo nel prossimo paragrafo).

Il principio di pubblicità delle sentenze è stato sancito anche dalle Sezioni Unite della Cassazione nel 2010 [1]. Nella pronuncia in questione si legge che «ogni cittadino ha il diritto di ottenere copia degli atti detenuti per lui da un soggetto (notai, cancellieri, conservatori di registri, ecc.), cui la legge attribuisce la qualifica di pubblico depositario, nel senso che detiene non (soltanto) per sé (per l’esercizio di una pubblica funzione) ma (anche) per il pubblico, salvo che sussistano impedimenti previsti dalla legge». Se non viene rispettato il diritto di ottenere il rilascio di copia degli atti ci si può rivolgere con ricorso al tribunale ordinario.

Solo le parti in causa tuttavia possono avere una copia esecutiva della sentenza, mentre i terzi estranei possono ricevere solo una copia semplice [2]. 

La tutela della privacy in caso di rilascio di sentenze

A fronte del diritto di ogni cittadino di avere copia degli atti pubblici corrisponde però la tutela della privacy delle parti in giudizio. Queste ultime, se è vero che sono tenute a rivelare al giudice i propri fatti privati proprio per ottenere tutela (si pensi a problemi di salute, al contenuto di un testamento, al prezzo di acquisto di un immobile, a un tradimento, ai motivi di un licenziamento, ecc.), non è perciò detto che siano disposte a farli conoscere agli estranei. Ecco perché, allora, nella pratica applicata dai tribunali, il diritto a ottenere copia di una sentenza viene riconosciuto solo se c’è un interesse meritevole di tutela. In buona sostanza, non si può avere copia della sentenza solo per spirito di curiosità o di pettegolezzo. 

Leggendo le linee guida pubblicate da numerosi tribunali italiani sul proprio sito internet si scopre infatti che solo le parti e i loro difensori e, più in generale, chiunque abbia un interesse tutelato dalla legge può ottenere una copia semplice di una sentenza. Mentre le copie in forma esecutiva (necessarie cioè per avviare l’esecuzione forzata) possono essere riconosciute solo alle parti in causa e non a terzi estranei. 

Di qui il problema si sposta su un altro piano: chi sono i “terzi” che possono avere un «interesse tutelato dalla legge» e che, pertanto, possono accedere alle copie delle sentenze altrui? Si tratta di coloro che hanno interesse a tutelare un proprio diritto e che, senza la conoscenza della sentenza, potrebbero essere altrimenti lesi. Si pensi ad eventuali eredi o all’acquirente di un appartamento, intenzionato a far valere un proprio diritto già esercitato dal precedente titolare del bene nei confronti del condominio o di un vicino. O al caso di un datore di lavoro che, in una causa sulla legittimità del licenziamento intimato al proprio dipendente, voglia procurarsi le prove di precedenti penali da questi commessi.

Come chiedere una copia di una sentenza 

Se l’interesse ad avere una copia di una sentenza sorge nel corso di un processo, si può presentare l’istanza allo stesso giudice che, tramite uffici interni al tribunale, si procurerà la suddetta copia. Ma poiché l’onere della prova spetta sempre alla parte che rivendica l’esistenza del proprio diritto, sarà meglio che questa faccia un primo tentativo da sé. Dunque, in generale, per avere copia di una sentenza bisogna presentare una istanza all’ufficio presso cui si trova incardinato il giudice firmatario. In particolare: per le copie delle sentenze in materia civile ci si deve rivolgere alla Cancelleria Pubblicazioni Sentenze, per le copie delle sentenze in materia di lavoro presso l’Ufficio Sentenze del Lavoro. E così via. Per i nuovi procedimenti di contenzioso civile ordinario è prevista la richiesta delle copie elettroniche degli atti di scambio sia verbalmente portando una chiavetta usb o cd rom, sia via mail all’indirizzo pubblicato sul sito internet.

Maggiori informazioni su Come avere copia di una sentenza. 


note

[1] Cass. sent. n. 1629/2010.

[2] Art. 744 cod. proc. civ.


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