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Export armi in Turchia: arriva il decreto per bloccarlo

14 Ottobre 2019
Export armi in Turchia: arriva il decreto per bloccarlo

Nelle prossime ore, sarà firmato il decreto ministeriale per bloccare l’export degli armamenti verso la Turchia.

Gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati a bloccare l’export degli armamenti verso la Turchia, impegnata in operazioni militari nel nord della Siria. A riferirlo è il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un doorstep per la stampa italiana a margine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. “E’ stato un Consiglio molto importante – ha dichiarato il ministro – in cui la richiesta dell’Italia era un impegno da parte di tutti gli Stati europei a bloccare nel futuro l’export degli armamenti verso la Turchia, perché non possiamo accettare quello che sta facendo la Turchia. L’Europa oggi parla con una voce e tutti gli Stati condannano quello che sta facendo la Turchia in territorio siriano. E soprattutto tutti gli Stati membri si sono impegnati a bloccare l’export degli armamenti”. Il blocco riguarderà solo le nuove commesse o anche gli ordini in essere? “E’ ovvio che riguarda quello che succede da domani in poi”, risponde Di Maio.

Dopodiché, ha aggiunto: “Nelle prossime ora anche l’Italia firmerà, con un decreto ministeriale, l’export degli armamenti verso la Turchia, per quanto riguarda il futuro dei prossimi contratti e dei prossimi impegni”.

“Era importante per noi – ha continuato Di Maio – che tutta l’Europa assumesse la stessa posizione: abbiamo lasciato ai singoli Stati l’impegno di farlo, perché questo crea immediatezza. Ognuno di noi, dopo questo impegno, potrà firmare i propri atti, che servono a bloccare l’export e, ovviamente, questo fa sì che non si debba lavorare ad un embargo europeo, che poi porta a mesi e mesi di lavoro, che avrebbero vanificato l’immediatezza dell’intervento”.

“Non serve che vada in Parlamento – ha proseguito il ministro – è un atto di secondo livello, un decreto ministeriale. Domani sarò alla Camera per dare tutte le informazioni che servono al Parlamento e spiegherò i dettagli di questo intervento di blocco dell’export di armamenti verso la Turchia“. Il decreto non dovrebbe riguardare le commesse già in essere, ma solo quelle future: “E’ ovvio che riguarda quello che succede da domani in poi”, risponde il ministro.

“Per me era importante che l’iniziativa fosse europea, perché in questo modo tutti i Paesi si mettono a pari condizioni nei confronti della Turchia, in modo tale che nessun Paese ne risentisse più di un altro. Tutti insieme lavoreremo al blocco dell’export delle armi“. “Ho detto anche a Federica Mogherini – prosegue il ministro – che ci sarà bisogno nei prossimi Consigli europei di fare uno screening dell’applicazione di questo impegno in ogni Stato: ognuno di noi si è impegnato; tutti noi dovremo emanare degli atti, ognuno con i suoi tempi, ma sicuramente saranno tempi inferiori ad una procedura di embargo Ue”.

“Detto questo – ha concluso Di Maio – io credo nella soluzione diplomatica: questa è un’azione come Paesi europei sul blocco delle esportazioni, ma adesso con il dialogo e la diplomazia dobbiamo lavorare a fermare questa escalation. E inizieremo dalla riunione dell’alleanza anti Daesh”. Non ci saranno altre misure nei confronti di Ankara? “In questo momento – risponde – è molto importante il segnale unitario come Ue sul fatto che condanniamo l’azione, chiediamo di fermarla e allo stesso tempo avviamo una procedura concreta sulle armi. Poi ovviamente giovedì ci sarà il Consiglio Europeo e ci saranno tutte le discussioni eventuali”, conclude.



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