Addio rimborsi d’imposta a chi ha cartelle esattoriali non pagate

14 Ottobre 2019
Addio rimborsi d’imposta a chi ha cartelle esattoriali non pagate

Crediti d’imposta erogati soltanto al netto di quanto dovuto per cartelle esattoriali sopra i 100 euro.

Potrà dire addio ai rimborsi di imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate chi non ha pagato i debiti col Fisco e magari ha in arretrato una o più cartelle esattoriali. Lo prevede la bozza del decreto legge fiscale che oggi il Consiglio dei Ministri è chiamato a discutere ed eventualmente ad approvare. 

La bozza di Dl prevede la compensazione fra i crediti di imposta e i carichi affidati all’Agente della Riscossione: prima di erogare i primi, il Fisco tratterrà i debiti portati dalle cartelle esattoriali sopra i cento euro purché non sospese o non dilazionate. Non resta che attendere il via libera al provvedimento.

Ecco il contenuto della norma. In sede di erogazione di un rimborso d’imposta prima di rendere disponibili i prospetti di liquidazione ai sostituti di imposta (ad esempio il datore di lavoro), l’Agenzia delle Entrate, per il tramite di Agenzia Entrate Riscossione, verifica se il beneficiario risulta iscritto a ruolo ossia se ha debiti che sono già stati affidati in riscossione all’Esattore. In tal caso, trasmette in via telematica apposita segnalazione ad Aver cha ha in carico il ruolo. 

La norma, però, fa riferimento a qualsiasi agente di riscossione, per cui varrà anche per le società private di riscossione dei crediti locali come multe, Tari, Imu.

Ricevuta la segnalazione da parte di Agenzia delle Entrate, l’Agente della Riscossione notificherà al debitore un avviso con cui gli comunica che, decorsi 60 giorni, le somme da rimborsargli non saranno versate ma compensatesenza ulteriori comunicazioni – con i debiti, da riscuotere alla data della compensazione, derivanti da cartelle di pagamento notificate a tale data. Le cartelle non devono essere state rateizzate dal contribuente o impugnate e sospese dal giudice. 

Entro 30 giorni dalla notifica del predetto avviso, il debitore potrà presentare osservazioni all’Agente della Riscossione per impedire la compensazione. 

All’Agente per la Riscossione spetterà il rimborso delle spese sostenute per l’invio dell’avviso predetto pari a quelle previste per la notifica della cartella di pagamento nonché un rimborso forfettario. 

Tale disposizione si applica a tutti i rimborsi di imposta previsti dal testo unico sulle imposte sui redditi, con riferimento a tutte le entrate iscritte a ruolo da qualsiasi ente creditore.  

Tale norma nasce dalla necessità di consentire una specifica forma di compensazione tra i debiti risultanti dai carichi affidati all’Agente della Riscossione e i crediti d’imposta oggetto di rimborso, compresi quelli scaturenti dalle dichiarazioni dei redditi.

In tale particolare ipotesi di compensazione, viene assicurata al debitore la possibilità di avviare il contraddittorio impugnando la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate dinanzi alla commissione tributaria provinciale. 


1 Commento

  1. Era ora! da sempre rimborsi e ruoli esattoriali viaggiano su binari separati per cui, se hai un rimborso, lo prendi anche se, quando devi pagare, non paghi. Era ora!!!!!!!! Ma si farà?

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