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Miscellanea In Italia ci sono troppi avvocati: lo dice la Cassazione

Miscellanea Pubblicato il 24 giugno 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 24 giugno 2013

In Italia, per chiudere una causa, ci vogliono tempi otto volte superiori alla Svizzera: questo non dipende dalle risorse destinate alla giustizia.

L’Italia è un Paese di litigiosi, ma questo dipende soprattutto “dall’enorme numero di avvocati” presenti sul territorio. Sono parole forti che, se anche corrispondono a un comune sentire, questa volta riecheggiano con particolare vigore e gravità perché proferite da Giorgio Santacroce, Presidente della Corte di Cassazione. Tale elevato numero di legali “è un fattore destinato ad alzare la propensione alla lite”, ha proseguito Santacroce, intervenuto nel corso di un convegno al Senato sulla presentazione del rapporto Ocse sullo stato della giustizia all’interno dei Paesi all’Organizzazione.

Il rapporto dell’Ocse, stilato con la collaborazione della Banca d’Italia ed appena presentato in Parlamento, attribuisce all’Italia la maglia nera per la giustizia. Secondo l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, per definire una causa civile, in Italia, sono necessari ben otto anni per i tre gradi di giudizio: quattro volte tanto i 788 giorni necessari (in media) negli altri Paesi Ocse.

La maglia rosa spetta invece alla Svizzera, con un totale di soli 368 giorni (appena un anno).  Gli elvetici sono otto volte più veloci degli italiani. Per usare una metafora chilometrica, in una gara tra due automobili con partenza da Milano, nello stesso tempo in cui l’una arriva a Parma, l’altra invece è già a Salerno.

L’Ocse avverte: il nostro sistema giudiziario costituisce una vera e propria “zavorra sull’attività economica” dell’Italia.

Cadono le scuse

Non si può attribuire – secondo l’Ocse – la giustificazione di tale divario di tempi alle risorse dallo Stato destinate al comparto giustizia: secondo i dati, altri Paesi che vi destinano la stessa quantità di denaro pubblico vantano tempi più brevi dell’Italia. È proprio il caso della Svizzera, che impiega la stessa percentuale di Pil dell’Italia. Con risultati evidentemente più efficienti.


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7 Commenti

  1. Ovviamente la colpa è degli avvocati “rei” di aver creato il vecchio brocardo “causa che pende causa che rende”. Non è colpa dei Giudici che tirano avanti le cause non decidendole subito anche quelle prive di fondamento (ho in mente le varie opp. a decreto ingiuntivo “farlocche”)? non è colpa dei giudici che non condannano mai per responsabilità processuale per lite temeraria? non è colpa della mala organizzazione degli uffici pubblici? allora davvero proseguiamo con l’intento “avvocaticida” ma se alla fine il contenzioso non calerà, la falcidia di avvocati a chi sarà servita?

  2. che corrispondenza c’è tra i tanti avvocati e la lunghezza del processo??? anche se vi fosse un solo avvocato allungherebbe la causa all’infinito!!! Vanno modificati i sistemi che permettono i rinvii…

  3. Occorre argomentare con rigore logico l’eventuale connessione tra durata del processo e numero di avvocati; non si può proporre un’ipotesi senza dimostrarla, soltanto per meravigliare la gente a buon mercato.
    Il motto “causa che pende causa che rende” è soltanto un detto moderno che non ha nulla di “vecchio” o di antico: i brocardi erano le regole generali del diritto elaborate dalla scuola dei glossatori di Bologna intorno al XIII secolo.

  4. mettiamo anche che sia vero; ed in gran parte è così; ma chi ha voluto tutto questo? quando il consiglio nazionale forense avvertiva del nascere del problema veniva tacciato di corporativismo. per troppi anni lo stato si è comportato come un cattivo domestico; ha nascosto la disoccupazione negli albi come un domestico nasconde la spazzatura sotto il tappeto e quando qualcuno inciampa dice che la colpa è del tappeto.

  5. tanti avvocati aumentano la tendenza a litigare? bel cocetto!! allora tanti polizziotti aumentano la tendenza a delinquere, proviamo a eliminare del tutt le forze dell’odine.. dovremmo tornare al paradiso trrestre!!!

  6. A me risulta invero che siano i magistrati a rinviare le cause a 2 anni di distanza per “esigenze di ruolo”, così come che gran parte del contenzioso sia affidato a Got che talvolta non possono nemmeno decidere la controversia e quindi rinviano sperando che il magistrato ordinario torni in possesso del suo ruolo. Sempre a me risulta che le Cancellerie, oberate come sono, sovente dimentichino di effettuare i dovuti adempimenti ed occorrono almeno due rinvii affinchè vi si provveda.
    Certo gli avvocati non sono esenti da colpe, ma credo che di questi tempi, preso atto anche dello svilimento del prestigio dell’avvocatura in genere, molti professionisti vengano pagati (si spera!) soltanto alla fine del giudizio.. ditemi voi se conviene loro allungare i tempi processuali!
    Come al solito le riforme sono effettuate per colpire il ceto medio ( in questo caso l’avvocato medio), mentre i grandi studi continuano e continueranno a fare il bello ed il cattivo tempo.. nel mezzo orde di avvocati ed “abrogati” che, attratti dal (oggi falso?) mito di facile ricchezza ed agiatezza che da sempre contorna la professione forense, devono campare di (più o meno leciti) espedienti per riuscire a galleggiare.

  7. La colpa è ESCLUSIVAMENTE dei magistrati, sia pubblici ministeri che giudici, anche civili.
    Due casi reali: i pubblici ministeri in Italia formulano imputazioni a secchiate sui cittadini, molti cittadini, facendo finire a processo anche tanti cittadini che poi si riveleranno innocenti: ma intanto questi cittadini patiranno anche economicamente, oltre che psicologicamente, le scelte scellerate di tanti p.m., i quali ragionano così: intanto li imputo, poi i g.i.p. se li tolgono davanti rinviando comunque a processo, con dibattimenti penali che durano anni per scoppiare poi come una bolla di sapone (tanto dei cittadini chissenefrega!).
    Altro caso: un ex p.m. viene spedito a fare il giudice civile e, di fronte ad una spinosa causa di divisione ereditaria, ha rinviato per ben 10 anni questa causa perchè per questo giudice era una rogna (per sua stessa ammissione e dichiarazione in udienza!) decidere questo tipo di controversie, obbligando di fatto le parti a conciliare! Intanto la causa è durata 10 anni!
    Meditate gente, meditate, che molti magistrati o non hanno voglia di fare le sentenze oppure hanno voglia di protagonismo!!!

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