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Ecco come Google ha ucciso la ricerca

14 Ottobre 2019
Ecco come Google ha ucciso la ricerca

Internet, il 42% dei giovani fa ricerche solo sul web. L’indagine commissionata da Registro.it su un campione di 1.400 ragazzi tra i 16 e i 25 anni.

Un tempo era la vecchia enciclopedia di famiglia su cui i ragazzi facevano le ricerche per le scuole medie e liceali. I più fortunati ne avevano anche due a casa. Poi talvolta si scambiavano le informazioni con il compagno di banco. Una piccola “rete” dove l’informazione era sempre la stessa. Oggi le cose sono completamente cambiante: con l’avvento del web e di Google, igiovani si informano sempre (27%) o comunque spesso (47%) usando prevalentemente internet (42%) e i social network e prevedono che tra dieci anni la Rete per informarsi sarà ancora più utilizzata di oggi (48%). 

All’ultimo posto, tra i media di informazione c’è la radio (6%) che giudicano in calo come mezzo di informazione nel prossimo decennio (5%). 

E’ quanto emerge da un campione di 1.400 giovani (1000 in età compresa tra i 19 ed i 25, i rimanenti tra i 16 ed i 18 anni) intervistato per un’indagine statistico/sociologica sul tema “Orientamento e percezione del digitale e dei nomi a dominio”.

L’indagine è stata commissionata da Registro.it, l’anagrafe dei nomi a dominio con suffisso ‘.it’, il ‘marchio’ del Made in Italy in Rete. La ricerca ha avuto come obiettivo quello di indagare il bagaglio informativo ed esperienziale dei Millenials sui domini in particolar modo su quello ‘.it’, per conoscere la percezione della sicurezza 

informatica con la consapevolezza di diritti, doveri e privacy, e sondare come i giovani si relazionano con le informazioni che attraversano la Rete ed i social (fake news, marketing, intrattenimento).

L’informazione disponibile su internet è secondo il target, la più attendibile e viene giudicata pluralista (8.4%), completa (8.1%) e indipendente (8.0%), seguita dai social network. Tutti i media raggiungono comunque, la sufficienza salvo la tv per quanto attiene l’indipendenza (5.5%).

In prevalenza nel corso del 2019, il 44% del campione dichiara di aver letto qualche volta notizie false, ma di non aver mai (68%) condiviso o pubblicato (81%) fake. Nel caso in cui abbiano scoperto che si trattava di una fake gli intervistati hanno avuto in 

maggioranza comportamenti opposti: il 40% non ha mai eliminato il post, il 50% non ha mai rettificato il commento, né segnalato il post al gestore (44%) e per contro un 34% ha dichiarato di aver eliminato il post, rettificato il commento (21%) e segnalato la fake news al gestore del network (21%). 

Le fake news possono influenzare poco (34%) o per niente (31%), le opinioni personali, abbastanza (43%) quelle dei familiari e molto (54%) lopinione pubblica generale.

 


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