Detrazioni solo per chi paga con bancomat o carta di credito

15 Ottobre 2019
Detrazioni solo per chi paga con bancomat o carta di credito

Così cambieranno le nostre abitudini: digitalizzazione delle detrazioni al 19% solo per chi paga con strumenti tracciabili; taglio delle detrazioni per i ricchi. 

Abbandonata l’idea del cashback a chi paga con carte – ossia il rimborso tra il 2% e il 4% dell’Iva sull’estratto conto – ora il Governo intende combattere l’evasione con un’altra mossa a sorpresa che non mancherà di far discutere nei prossimi giorni: le tradizionali detrazioni fiscali (quelle che, in gran parte dei casi, sono al 19%) saranno garantite solo a chi paga con sistemi tracciabili come bancomat o carta di credito. Nessuno sconto fiscale sarà più riconosciuto, pertanto, a chi userà i contanti. Non solo.

Sarà ampliato il catalogo delle spese detraibili: nell’elenco troveremo ora anche il conto dell’idraulico e degli operai per piccoli lavori in casa, il parrucchiere, il ristorante. Il nuovo bonus “tracciabilità” verrà esteso a quei comparti su cui il Fisco ha tutto l’interesse a garantirsi una maggiore emersione di imponibile. Il tutto entro una spesa massima agevolabile che dovrebbe aggirarsi tra 250 e 500 euro, a seconda delle coperture che saranno trovate.

L’idea partorita nelle ultime ore dall’esecutivo Conte 2 mira a risolvere “definitivamente” il problema dell’evasione Iva (l’Italia, anche in questo, è fanalino di coda dell’Ue). Da quando il canone Rai è stato inserito sulla bolletta della luce, è l’Iva la tassa più evasa. Così lo Stato è disposto a dividere con il cittadino una fetta dei guadagni derivanti dal recupero dell’imposta rendendo più conveniente chiedere la fattura, almeno fino a quando non cambieranno i “costumi” sociali. 

Ecco che allora, alla tradizionale domanda, “ha bisogno di fattura” il cliente risponderà di sì proprio per garantirsi lo sconto fiscale. Non si tiene però conto che, il più delle volte, il professionista o l’artigiano è disposto a riconoscere uno sconto superiore alla detrazione fiscale a chi non richiede la ricevuta (di solito variabile tra il 20 e il 30%). 

In più, come anticipato in apertura, sono previste nuove voci di spesa: dall’estetista all’idraulico, dall’insegnante al ristorante, potranno essere scaricate dalle tasse con la dichiarazione dei redditi (come detrazioni) ma, appunto, solo pagando con bancomat o carta di credito.

Digitalizzazione delle detrazioni fiscali

Come dicevamo, le detrazioni fiscali – vecchie e nuove – saranno riconosciute solo in caso di pagamento in modo tracciabile. Non solo il bonifico parlante (attualmente obbligatorio per le detrazioni per ristrutturazioni e risparmio energetico): sarà sufficiente anche il pagamento con il bancomat, la carta di credito o di un bonifico semplice, attualmente già ammesso per il bonus mobili.

A partire dalla dichiarazione 2021, cioè dall’anno di imposta 2020, aumenteranno gli sconti fiscali, ma solo per chi paga con strumenti tracciabili e quindi non in contante.

Dunque, la tax expenditures – ossia il taglio alle agevolazioni fiscali – ci sarà, partendo però da chi utilizza i contanti. Una sorta di digitalizzazione delle detrazioni esistenti.

Così cambieranno i nostri costumi: le spese sanitarie (in gran parte già “tracciate” attraverso il sistema della tessera sanitaria), quelle per l’istruzione scolastica o universitaria e per le attività sportive dei ragazzi, quelle per l’assistenza personale (essenzialmente per le badanti) riservate ai casi di non autosufficienza certificata e con un limite di reddito di 40mila euro, saranno tutte vincolate all’utilizzo di strumenti tracciabili. 

L’incentivo al pagamento con metodi tracciabili si concretizzerà anche in un abbassamento delle commissioni per gli esercenti. Pagare in contanti sarà disincentivato anche dal ritorno alle soglie più basse dei trasferimenti in denaro per le compravendite. Dai 3.000 euro attuali si tornerà ai 1.000 euro. Oltre si dovrà necessariamente utilizzare una modalità tracciata.

Taglio delle detrazioni per i ricchi

Non è tutto: le detrazioni fiscali per gli interessi passivi dei mutui – tanto per l’abitazione principale quanto per gli altri immobili – e gli interventi di recupero edilizio saranno ridotte a chi ha un reddito superiore a 100-120mila euro; le stesse saranno via via ridotte con l’aumentare del reddito per essere completamente escluse dopo una certa soglia. 

La stretta non sarà retroattiva. In pratica, il taglio delle detrazioni scatterà nell’anno d’imposta 2020, con l’effetto che diventerà visibile nella dichiarazione dei redditi da presentare nel 2021.



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4 Commenti

  1. Mi spiegate cosa vuol dire che “Da quando il canone rai è stato inserito in bolletta, l’IVA è la tassa più evasa”?

    1. Significa che prima di tale modifica, era il Canone Rai l’imposta più evasa. Al secondo posto c’era l’Iva. Ora lo è l’Iva

  2. Dovrò passare sui LORO cadaveri prima che mi convincano ad usare il bancoCAZ e le carte…cON TANTI VAFFA !

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