Cartelle esattoriali: addio raccomandate

15 Ottobre 2019
Cartelle esattoriali: addio raccomandate

Notifiche solo in modalità digitali per risparmiare sulle spese postali. Così lo Stato farà conoscere al cittadino la pretesa fiscale.

Rivoluzione nel mondo delle notifiche delle cartelle esattoriali, multe, ingiunzioni dell’Inps e altri provvedimenti dello Stato. Diremo addio alla raccomandata da recuperare alla casa comunale o all’ufficio postale nei casi frequenti in cui il postino non trova il destinatario a casa o altre persone di famiglia disposte a “firmare” al suo posto. Dal 2020, ogni cittadino avrà la possibilità di collegarsi ad una nuova Piattaforma digitale – sviluppata dalla società PagoPa – che gli consentirà di accedere a un proprio “cassetto”, all’interno del quale verificare l’esistenza di atti in giacenza.

La novità sta prendendo piede in queste ultime ore e sarà inserita nella bozza della nuova legge di bilancio. Con questo sistema, lo Stato mira ad eliminare ben 32 milioni di raccomandate.

Ad oggi, le notifiche online delle cartelle e delle multe sono obbligatorie solo per professionisti, imprenditori e società. Chi ha una partita Iva riceve le intimazioni di pagamento al proprio indirizzo pec. In questi casi, l’Agente per la Riscossione o la PA inviano un’email di posta elettronica certificata che ha valore di notifica, senza far seguire ad essa il tradizionale atto di carta. Chi non è accorto a controllare la propria casella pec perde la possibilità di opporsi.

Un sistema simile sarà parzialmente previsto, dal prossimo anno, anche per i privati, senza però obbligarli a dotarsi di un indirizzo pec. Questi potranno, infatti, collegarsi a una piattaforma ministeriale e controllare l’arrivo di cartelle esattoriali nel momento in cui non erano a casa. In questo modo, peraltro, eviteranno l’incomodo di dover fare la fila alla posta o di recarsi in Comune per ritirare l’originale della notifica.   

Come scrive Il Sole 24 Ore questa mattina in edicola, «l’obiettivo è triplice. La notifica digitale prima di tutto costa meno, cancella gli oneri di spedizione e garantisce che la comunicazione andrebbe a buon fine nel 100% dei casi, eliminando il ricco contenzioso sui vizi di notifica che intasa le commissioni tributarie e i tribunali. Solo per questa via, secondo i calcoli della relazione che accompagna la bozza, si risparmierebbero 100 milioni di euro». Ma non solo. Con l’eliminazione del deposito della raccomandata e il successivo invio dell’avviso informativo, si evitano tutte le incertezze burocratiche e i numerosi ricorsi contro le cartelle esattoriali legati ai difetti di notifica o a relazioni incomplete o inesatte del postino. Su questo punto, sono numerose le pronunce della Cassazione che, sino ad oggi, hanno annullato il debito per dei vizi di forma.

Con la nuova «Piattaforma digitale», la strada sarebbe sicura e la data di notifica tracciata a priori, senza bisogno dell’intervento del postino. La notifica si intenderebbe «perfezionata» quando il contribuente apre la propria casella sulla piattaforma e, quindi, vede l’atto. Per evitare di intaccare i diritti di chi non consulterebbe la piattaforma per evitare sorprese, «la notifica scatterebbe ogni due mesi: al 30 aprile per i provvedimenti di gennaio e febbraio, al 30 giugno per quelli di marzo e aprile e così via».

La tradizionale “carta” ha sempre costituito un grosso problema per il Fisco: solo il 31,1% delle raccomandate trova il destinatario al primo tentativo, una minoranza (7,6%) ce la fa dopo più tentativi, mentre nel 58,4% dei casi la pratica sfocia in un deposito per irreperibilità relativa o assoluta (l’altro 2,3% dei documenti 2018 sta ancora cercando il proprio traguardo). E i vizi di notifica, veri o presunti, assorbono circa il 60% dei ricorsi contro l’Agente Nazionale della Riscossione.

C’è poi l’obiettivo ecologico: come si legge nella bozza, la riforma «avrebbe anche un rilevante impatto in termini ambientali, attraverso la trasformazione green del processo di notifica, con riduzione di utilizzo della carta stampata e delle conseguenti emissioni di CO2».



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1 Commento

  1. anche perché i “postini” non citofonano e lasciano l’avviso nella cassetta della posta condominiale. Succede spesso a me e non solo a me ci siamo rotti. Proprio oggni ho beccato il postino con cui Io sono MOLTO GENTILE, indicandogli le cassette postali condominiali e chi c’è e chi è sconosciuto o trasferito. Poiché io tengo conto delle spese con le date e l’ora degli scontrini fiscali, so sempre quando sono in casa e quando no confrontandola con quella della “notifica RRR. Se dobbiamo complicarci la vita con le PEC, PAC, PUC, sti’ usurocratici hanno capito male. Burocraziexit oltre che Italexit ! Prima in medicine, poi in cassa da morto per ogni estorsione contro il Popolo Sovrano. Altrimenti non è Sovrano è SovraCulo !

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