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Bonus di 50 euro al mese in busta paga

15 Ottobre 2019 | Autore:
Bonus di 50 euro al mese in busta paga

Nuovi bonus aggiuntivi in busta paga per i dipendenti: gli interventi allo studio nella legge di Bilancio 2020.

Con la legge di Bilancio 2020 dovrebbe finalmente essere realizzata una significativa riduzione del cuneo fiscale, cioè dell’ammontare di imposte e contributi che grava sul costo del lavoro. Solo i contributi previdenziali, difatti, possono arrivare al 40% della retribuzione lorda; considerando Irpef e addizionali, possiamo affermare che il cuneo fiscale comporti un aumento dei costi, per datore e lavoratore, che può ammontare anche all’80% dello stipendio. È proprio per questo motivo che il taglio del cuneo fiscale non può più essere rimandato, ma deve essere attuato in tempi brevi.

In particolare, grazie al primo intervento che dovrebbe essere attuato con la prossima legge di bilancio, dovrebbe essere riconosciuto un nuovo bonus di 50 euro al mese in busta paga, sia a favore dei lavoratori con un reddito sotto i 26.600 euro annui, in aggiunta al bonus Irpef, che ai lavoratori con redditi tra 26.600 e 35.000 euro, che non beneficiano del bonus Irpef.

Per i lavoratori con un reddito tra 26.600 euro e 35mila euro annui è inoltre prevista, dal 2021, una crescita della retribuzione annua di circa mille euro.

Nel dettaglio, i lavoratori con reddito complessivo annuo compreso tra 8.145 (limite della cosiddetta no tax area: si tratta della fascia di reddito al di sotto della quale l’Irpef non è dovuta, per effetto delle detrazioni da lavoro dipendente) e 26.600 euro dovrebbero continuare a percepire il cosiddetto bonus Renzi, o bonus Irpef, pari a 80 euro mensili; il bonus, però, anziché essere riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, potrebbe trasformarsi in una detrazione fiscale. Qui, i dettagli sul Bonus Renzi 2020.

Questi lavoratori potrebbero, inoltre, beneficiare del bonus extra di 50 euro al mese in busta paga, in aggiunta agli 80 euro mensili che verranno mantenuti del bonus Renzi, come credito d’imposta o detrazione fiscale.

Nessun taglio del cuneo fiscale è, invece, previsto per gli incapienti, cioè per coloro il cui reddito è sino a 8.145 euro annui, che beneficiano della no tax area: questi lavoratori, in sostanza, non pagano l’Irpef in quanto l’imposta dovuta è superata dalle detrazioni per reddito di lavoro dipendente spettanti. Gli incapienti avranno comunque diritto, nel 2020, a una serie di agevolazioni di varia natura, soprattutto assistenziale, come la nuova carta per i figli a carico e il reddito di cittadinanza, che continuerà ad essere operativo.

Modifica del bonus Renzi da 80 euro

Per quanto riguarda il bonus Renzi, ossia l’attuale credito d’imposta, del quale beneficiano i lavoratori dipendenti (e coloro che percepiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, come i collaboratori), sono allo studio numerosi interventi per rimodularlo.

Secondo una prima proposta, il bonus, da credito d’imposta, dovrebbe essere convertito in una detrazione fiscale (qui la guida alla Detrazione fiscale), ed esteso ai lavoratori con reddito annuo fino a 35mila euro.

La realizzazione di questa proposta amplierebbe non di poco la platea dei beneficiari del bonus: ad oggi, gli 80 euro al mese spettano in misura intera ai lavoratori con redditi annui tra 8.145 e 24.600 euro, mentre spetta in misura ridotta, sino ad azzerarsi, ai lavoratori con reddito annuo tra 24.600 e 26.600 euro.

Per calcolare il bonus Renzi spettante a coloro il cui reddito si trova nella fascia tra 24.600 e 26.600 euro annui, difatti, è applicata la seguente formula, che determina la diminuzione del bonus al crescere del reddito: 960 × (26.600 – reddito complessivo): 2000.

L’estensione del bonus Renzi a coloro i cui redditi annui si trovano nella fascia tra 26.600 euro e 35.000 euro comporterebbe un aumento della platea di beneficiari di circa 4,5 milioni di persone.

L’ampliamento del bonus Renzi scatterebbe da luglio, con un meccanismo che determinerebbe un beneficio decrescente al crescere del reddito: ad esempio, chi possiede un reddito annuo pari a 20.000 euro fruirebbe di un credito, o di una detrazione, maggiore rispetto a chi ha un imponibile di 35mila euro annuo.

In base alle stime effettuate, per la nuova platea di destinatari del bonus Renzi il beneficio dovrebbe attestarsi intorno ai 500-600 euro annui, circa 40-50 euro al mese, per raddoppiare sino a mille euro annui, oltre 80 euro al mese, nel 2021, grazie alle maggiori risorse a disposizione.

Credito d’imposta per i lavoratori incapienti

Tra le varie ipotesi allo studio, è stato proposto un nuovo credito d’imposta a favore degli incapienti, cioè dei lavoratori dipendenti con redditi sino a 8.145 euro annui: il credito non dovrebbe essere incassato mensilmente, ma in sede di dichiarazione dei redditi o di conguaglio annuale da parte del datore di lavoro o dell’ente sostituto d’imposta. Questa possibilità, tuttavia, risulta tecnicamente molto complessa, e probabilmente sarà messa da parte.

Detassazione degli aumenti dello stipendio

Sembra destinata ad essere accantonata anche la detassazione al 10% degli aumenti dello stipendio derivanti dal rinnovo dei contratti collettivi, a causa dei costi eccessivi.



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3 Commenti

  1. E chi sta già ottenendo il presunto 50% detrazioni lavoro ristrutturazioni ecc. Cosa ne otterrà con un’altra detrazione un bel niente visto che l’IRPEF che si versa e inferiore a quello che si dovrebbe percepire in dichiarazione dei redditi, mi troverei si gli 80euro di Renzi mese per mese sotto forma di detrazione ma melo ritrovo in meno in dichiarazione dei redditi quando mi devono restituire l’IRPEF che ho versato.Bella fregatura!!!

  2. Io che ho differenza tasse da pagare-detrazione coniuge e figli pari a zero, in pratica gli 80 euro li perdo.. Visto che non posso detrarre un bel niente.. Quest’anno avevo un mare di fatture da scaricare ma mi son rimaste sul groppone vista la suddetta situazione

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