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Arretrati quattordicesima Inps

15 Ottobre 2019
Arretrati quattordicesima Inps

Anche i pensionati hanno diritto a percepire, al ricorrere di determinati presupporti, la quattordicesima.

A partire dal 2007, la legge ha introdotto anche per i pensionati una misura alla quale hanno diritto molti dipendenti, ossia, la cosiddetta quattordicesima. Al pari di ciò che avviene durante il rapporto di lavoro, si tratta di una mensilità aggiuntiva che viene erogata oltre le dodici mensilità di pensione che spettano per legge. Come vedremo, la quattordicesima non spetta indistintamente a tutti i pensionati ma solo ad alcuni di essi, in possesso di determinati requisiti.

Molti pensionati si domandano se possono richiedere gli arretrati quattordicesima Inps. Considerando che la quattordicesima Inps viene erogata in automatico al ricorrere di certe condizioni, la risposta è negativa. La quattordicesima Inps viene dunque percepita solo nel periodo in cui il pensionato ha i requisiti per prenderla ma non c’è nessun diritto alle prestazioni pregresse.

Quattordicesima Inps: cos’è?

Come noto, nel corso del rapporto di lavoro, il lavoratore dipendente prende lo stipendio mensilmente, in dodici mensilità. I contratti collettivi nazionali di lavoro, tuttavia, hanno introdotto in molti casi il pagamento di ulteriori mensilità, le cosiddette mensilità aggiuntive o mensilità supplementari.

In sostanza, si prevede che il datore di lavoro debba erogare ai dipendenti, oltre alle dodici mensilità di stipendio mensile, anche altre mensilità. In particolare, alcuni Ccnl prevedono l’erogazione di tredici mensilità ed altri di quattordici mensilità.

La tredicesima, spesso definita gratifica natalizia, viene erogata solitamente a dicembre.

La quattordicesima, invece, laddove prevista, viene pagata a luglio e la sua funzione è permettere ai dipendenti di avere una somma di denaro a disposizione per le ferie estive.

Quando il lavoratore va in quiescienza per sopraggiunti limiti di età e per aver maturato i requisiti contributivi necessari al pensionamento lo stipendio erogato dal datore di lavoro viene sostituito dalla pensione erogata dall’Inps.

Il pensionato ha diritto a ricevere la quattordicesima? A partire dal 2007, la risposta è affermativa. La legge [1], infatti, ha introdotto, oltre agli ordinari assegni pensionistici regolarmente pagati al pensionato, un’ulteriore somma aggiuntiva alla pensione corrisposta dall’Inps a luglio o a dicembre di ogni anno, in base al momento in cui il pensionato matura il relativo diritto.

Tuttavia, come vedremo, la quattordicesima Inps, a differenza della quattordicesima prevista nei Contratti collettivi di lavoro, che spetta a tutti i dipendenti del settore, non si applica a tutti i pensionati ma occorre possedere determinati requisiti di età e di reddito.

Quattordicesima Inps: a chi spetta?

Nel rapporto di lavoro, se ad un dipendente viene applicato un Ccnl che prevede la corresponsione della quattordicesima, questa spetta in automatico. Non devono essere posseduti particolari requisiti: la quattordicesima spetta a tutti i lavoratori che operano nel raggio d’azione di quel contratto collettivo.

Nel caso della quattordicesima Inps, invece, il criterio di attribuzione della misura è sia anagrafico che sociale. L’emolumento, dunque, non spetta a tutti i pensionati indistintamente ma solo a quelli che raggiungono una certa età anagrafica e che abbiano un reddito da pensione che non superi determinate soglie.

In particolare, la quattordicesima Inps spetta solo ai pensionati di almeno 64 anni che hanno un reddito complessivo fino a un massimo di 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti fino al 2016 e fino a 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo lavoratori dipendenti dal 2017.

Esiste, dunque, un requisito anagrafico, ossia, l’aver compiuto i 64 anni di età ed un requisito reddituale che, nel tempo, ha subìto un incremento. Infatti, la legge di bilancio 2017 ha esteso il diritto a percepire questa somma aggiuntiva, nella stessa misura prevista fino al 2016, anche a coloro che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. In questo modo, la platea dei beneficiari della quattordicesima Inps è risultata evidentemente ampliata.

Inoltre, oltre ad aver incrementato il numero degli aventi diritto, la legge ha anche incrementato l’importo della somma aggiuntiva spettante a coloro che hanno un reddito complessivo pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Quattordicesima Inps: quanto spetta?

Per calcolare l’esatto ammontare della quattordicesima Inps occorre considerare che tale importo varia in base a due elementi: gli anni di contribuzione, che variano a seconda che il pensionato sia stato un lavoratore dipendente oppure un lavoratore autonomo, e l’importo della pensione attuale.

Infatti, fermo il tetto massimo oltre il quale non si ha diritto alla quattordicesima Inps, esiste una diversificazione nell’ammontare dell’assegno a seconda che il pensionato riceva una pensione fino ad 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti oppure compresa tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Il pensionato con un trattamento pensionistico fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (che per il 2018 è pari a 9.894,69 euro) avrà diritto ai seguenti importi a titolo di quattordicesima Inps:

  • 437 euro: se ha cumulato fino a 15 anni di contribuzione per lavoratori dipendenti oppure fino a 18 anni di contribuzione per lavoratori autonomi;
  • 546 euro: se ha cumulato oltre 15 e fino a 25 anni di contribuzione per lavoratori dipendenti oppure oltre 18 e fino a 28 anni di contribuzione per lavoratori autonomi;
  • 655 euro: se ha cumulato oltre 25 anni di contribuzione per lavoratori dipendenti oppure oltre 28 anni di contribuzione per lavoratori autonomi;

Il pensionato con un trattamento pensionistico compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (che per il 2018 è pari a 9.894,69 euro) avrà diritto ai seguenti importi a titolo di quattordicesima Inps:

  • 336 euro: se ha cumulato fino a 15 anni di contribuzione per lavoratori dipendenti oppure fino a 18 anni di contribuzione per lavoratori autonomi;
  • 420 euro: se ha cumulato oltre 15 e fino a 25 anni di contribuzione per lavoratori dipendenti oppure oltre 18 e fino a 28 anni di contribuzione per lavoratori autonomi;
  • 504 euro: se ha cumulato oltre 25 anni di contribuzione per lavoratori dipendenti oppure oltre 28 anni di contribuzione per lavoratori autonomi.

Con l’aumentare del reddito da pensione disponibile, dunque, la quattordicesima Inps diminuisce, fermo restando il limite reddituale massimo (2 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti) ed il limite anagrafico (aver almeno 64 anni di età).

Quattordicesima Inps: come richiederla?

A differenza di molte altre prestazioni pensionistiche e sociali erogate dall’Inps, la quattordicesima Inps non deve essere richiesta dal pensionato in quanto il pagamento viene effettuato d’ufficio, direttamente dalla sede Inps competente, per tutti i pensionati di tutte le gestioni sulla base dei redditi degli anni precedenti e del requisito anagrafico.

Ciò che cambia è solo la data in cui la quattordicesima Inps viene percepita dal pensionato.

Infatti, fermo restando il requisito reddituale, per coloro che perfezionano il requisito anagrafico entro il 31 luglio dell’anno di riferimento, e cioè che compiono 64 anni di età prima del 31 luglio, la quattordicesima Inps viene liquidata sulla rata pensionistica di luglio.

Invece, per coloro che perfezionano il requisito anagrafico dal 1° agosto in poi, cioè che compiono 64 anni di età dopo il 1° agosto, la corresponsione della quattordicesima Inps è effettuata con una successiva elaborazione sulla rata di dicembre dell’anno di riferimento.

In ogni caso, la quattordicesima viene riconosciuta in via provvisoria in presenza delle condizioni prescritte dalla legge e viene successivamente verificata sulla base dei redditi consuntivi non appena disponibili.

L’Inps, tuttavia, nonostante l’automaticità dell’erogazione della misura, mette a disposizione dei pensionati un servizio online per la consultazione del cedolino che comprende anche la quattordicesima.

Arretrati quattordicesima Inps

Dalle modalità di pagamento della quattordicesima Inps e di controllo dei relativi requisiti deriva una conseguenza inevitabile: essendo il pagamento automaticamente disposto dall’Inps, non è possibile richiedere gli arretrati della quattordicesima Inps.

Infatti, come chiarito dall’Inps [2], questa misura non prevede il pagamento degli arretrati visto che la quattordicesima Inps non è una rata della pensione, ma una sorta di emolumento sociale, legato a requisiti di reddito e di età oltre, ovviamente, allo status di pensionato.

Se il pensionato ha i requisiti anagrafici e reddituali, la quattordicesima Inps viene pagata in automatico. Ne segue che non possono esserci degli arretrati da richiedere.

Discorso diverso, invece, deve essere fatto per l’ipotesi in cui il pensionato, pur avendo i requisiti per ottenerla, non riceve (a luglio o a dicembre a seconda dei casi) l’accredito della quattordicesima Inps.

In questo caso, l’avente diritto deve consultare direttamente sul sito Inps, nel portale dei servizi per il cittadino, il modello Obis/M che sarebbe il cedolino del pensionato. Lì potrà verificare se è venuto meno l’accredito per un errore o se l’istituto ha, invece, ravvisato l’assenza dei requisiti di legge per ottenere la quattordicesima Inps.

In questo caso, il pensionato potrà dapprima fare un ricorso interno all’Inps per chiedere il pagamento della misura e, se questo non basta, può fare causa all’Inps di fronte al giudice del lavoro.

In questo caso, spetteranno gli arretrati in quanto la quattordicesima Inps non è stata corrisposta per un errore dell’istituto relativo al possesso dei requisiti.


note

[1] Art. 5, co. da 1 a 4, D.L. n. 81 del 2.07.2007, convertito con modificazioni nella L. n. 127 del 3.08.2007.

[2] Inps, Circolare n. 199/2007.


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