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Chi decide il Presidente della Repubblica

16 Ottobre 2019 | Autore:
Chi decide il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica rappresenta l’unità nazionale, cioè tutti gli italiani, ed è il garante dei principi fissati dalla Costituzione.

La figura del Presidente della Repubblica ha sempre affascinato grandi e piccini. Ma qual è il suo ruolo nel nostro Paese? Che poteri ha? E’ responsabile per gli atti che compie quale Capo dello Stato? Nelle scuole, la materia dell’educazione civica o della civiltà è da sempre molto bistrattata e poco insegnata, relegata a qualche minuto, a fine giornata, quando gli alunni sono ormai stanchi e non hanno più voglia di ascoltare. Non ci deve meravigliare, quindi, che se proviamo a chiedere ad un giovane: “Chi decide il Presidente della Repubblica?”, rimanga spiazzato e non sappia rispondere.

Per i ragazzi sarebbe opportuno imparare a conoscere il nostro Paese non solo dal punto di vista letterario, storico e geografico ma anche per quanto riguarda le leggi che lo regolano ed il suo ordinamento giuridico. Il punto di partenza è senza dubbio rappresentato dallo studio della Costituzione in cui sono contenute le regole fondamentali su cui basa la vita della società italiana, che ogni cittadino così come organo dello Stato (Governo, Parlamento) deve rispettare ed attuare. Nella stessa si trova delineata anche la figura che è al vertice dello Stato italiano, quella del Presidente della Repubblica, del quale vengono individuati la modalità di elezione e le attribuzioni. In quest’articolo, perciò, cercheremo di spiegare come avviene la sua nomina, il ruolo ed i poteri in modo semplice e facilmente comprensibile da tutti in modo da evitare gaffe e di farsi trovare impreparati sull’argomento.

Chi è il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato [1].

L’attributo di “capo” non significa che è posto al vertice dell’organizzazione dello Stato in una posizione di supremazia rispetto agli altri organi bensì come simbolo dell’unità nazionale.

La sua non è un figura meramente rappresentativa, ma partecipa a tutti i poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), pur non appartenendo a nessuno di essi, mediante un’azione di coordinamento, controllo e di stimolo sul Parlamento, sul Governo e sulla Magistratura al fine di mantenere l’equilibrio istituzionale.

Ha, altresì, il ruolo di custode della Costituzione, in quanto garantisce il regolare funzionamento del sistema politico-istituzionale e l’unità nazionale nel rispetto dei principi costituzionali.

Nel nostro Paese, il Presidente della Repubblica è a metà strada tra un capo di una repubblica presidenziale o semi presidenziale (vedi gli Stati Uniti o la Francia), che è al vertice del potere esecutivo e svolge funzioni di indirizzo politico e quella di un sovrano di una monarchia costituzionale come la Gran Bretagna o i Paesi Bassi, che ha un ruolo simbolico e si limita a ratificare gli atti del Parlamento e del Governo.

Come viene eletto il Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica viene eletto dal Parlamento riunito in seduta comune. All’elezione partecipano anche tre delegati per ogni Regione, designati dai consigli regionali in modo che sia assicurata anche la rappresentanza delle minoranze politiche. Fa eccezione la Valle d’Aosta a cui spetta un solo delegato [2].

La sua elezione avviene:

  • a scrutinio segreto;
  • a maggioranza qualificata dei due terzi dell’assemblea nei primi tre scrutini, al fine di assicurare che il Presidente non sia espressione solo della maggioranza parlamentare ma anche delle minoranze;
  • a maggioranza assoluta in quelli successivi. Il numero delle votazioni si protrae finché non si giunge all’elezione.

Quali sono i requisiti richiesti per l’elezione

I requisiti per l’elezione del Presidente della Repubblica sono elencati dalla legge [3].

Più precisamente, consistono:

  • nel possesso della cittadinanza italiana;
  • nel compimento dei 50 anni;
  • nel godimento dei diritti politici e civili.

Il Capo dello Stato, quindi, non deve possedere particolari qualità ed ogni italiano, senza alcuna discriminazione (sesso, religione, cultura, ceto sociale, ideologia, ecc.) può aspirare a tale carica.

Finora, i Presidenti sono stati sempre scelti tra i membri del Parlamento e hanno dovuto abbandonare il loro mandato parlamentare, in quanto la funzione di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.

Al Capo dello Stato spetta un’indennità personale e una dotazione costituita da beni immobili in uso, come ad esempio il palazzo del Quirinale, e da una somma di denaro per il mantenimento e il funzionamento degli uffici presidenziali.

Quanto dura in carica il Presidente della Repubblica

La durata del mandato presidenziale è di 7 anni, che decorrono dalla data del giuramento [4].

Il neopresidente, dopo l’elezione, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza alla Costituzione davanti al Parlamento riunito in seduta comune [5].

La Costituzione non esclude che, al termine del settennato, il Presidente possa venire rieletto, cosa che peraltro, è già avvenuta con Giorgio Napolitano.

Il nostro ordinamento non prevede un vicepresidente e, pertanto, la legge attribuisce al Presidente del Senato il compito di assolvere temporaneamente le funzioni del Capo dello Stato in caso di impedimento (malattia, viaggio all’estero) [6].

Il Presidente del Senato sostituisce il Capo dello Stato anche se questo dovesse cessare dall’incarico prima della scadenza del mandato per un impedimento permanente (condanna della Corte Costituzionale, grave infermità, ecc.), per dimissioni o per morte.

Quali sono le attribuzioni del Presidente della Repubblica

Le attribuzioni presidenziali, cioè i compiti e le funzioni che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica, sono diverse [7]. Peraltro, si possono distinguere a seconda se vengono esercitate nei confronti del potere legislativo, di quello esecutivo o di quello giudiziario.

Rapporti con il Parlamento

Il Presidente interviene nei confronti del Parlamento per:

  • inviare messaggi alle Camere, al fine di consigliare o esprimere la sua opinione in merito a problemi di particolare interesse;
  • indire le elezioni delle nuove Camere, che devono tenersi entro 60 giorni dalla fine della precedente legislatura, e fissare la prima riunione delle stesse che non deve essere indetta oltre il ventesimo giorno dalle elezioni;
  • autorizzare la presentazione alle Camere dei disegni di legge;
  • promulgare le leggi ed emanare i decreti e i regolamenti governativi;
  • indire il referendum popolare, dopo che la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale ne hanno verificato la validità e i presupposti.

Rapporti con il Governo

Inoltre, il Presidente esercita una sorta di controllo sull’operato del Governo in quanto:

  • nomina i funzionari dello Stato;
  • accredita e riceve i rappresentanti diplomatici e ratifica i trattati internazionali dopo l’autorizzazione delle Camere (se necessario);
  • ha il comando della Forze armate, sia in tempo di pace sia in tempo di guerra;
  • presiede il Consiglio supremo di difesa e dichiara lo stato di guerra dopo che è stato deliberato dalle Camere;
  • conferisce le onorificenze della Repubblica come l’Ordine al merito della Repubblica Italiana o l’Ordine al merito del lavoro, ecc.

Rapporti con la Magistratura

Relativamente ai rapporti con la Magistratura, il Presidente:

  • presiede il Consiglio Superiore della Magistratura;
  • può concedere la grazie e commutare le pene.

In cosa consiste la funzione di “scioglimento” delle Camere

Tra le funzioni più delicate del Presidente della Repubblica, vi è il potere di “sciogliere” le Camere o una sola di esse [8].

Le Camere dovrebbero essere sciolte anticipatamente solo in casi eccezionali (ad esempio quando il Parlamento non riesce più ad esercitare le sue funzioni per un conflitto tra le Camere oppure nel caso in cui non si riesca a costituire una maggioranza di governo, ecc.), perché lo scioglimento prima della scadenza del mandato determina una riduzione della legislatura, in contrasto con la durata di 5 anni prevista dalla Costituzione.

Il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere negli ultimi sei mesi del suo mandato (semestre bianco) a meno che tale scadenza non coincida con la fine della legislatura.

Cos’è l’irresponsabilità politica del Presidente della Repubblica

La legge stabilisce che ogni atto compiuto dal Presidente della Repubblica nell’esercizio delle sue funzioni deve essere controfirmato da un membro del Governo (Presidente del Consiglio, ministri) sul quale ricade la responsabilità politica [9].

La firma del Presidente è, quindi, un atto puramente formale e soltanto il ministro o il Presidente del Consiglio che controfirma, è responsabile dell’atto.

Ciò perché il Presidente deve potere assolvere al compito di coordinamento delle diverse funzioni dello Stato in maniera imparziale e coerente, senza essere coinvolto nelle scelte politiche.

In cosa consiste la responsabilità per i reati speciali

Strettamente collegata all’irresponsabilità politica del Presidente della Repubblica è la sua responsabilità per i reati speciali [10].

Infatti, il Capo dello Stato non è responsabile per gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni tranne che in due casi specifici; si tratta di:

  • alto tradimento;
  • attentato alla Costituzione.

Sono questi due atti compiuti volontariamente che minacciano l’unità e l’indipendenza dello Stato.

L’alto tradimento si verifica quando il Presidente della Repubblica si dovesse accordare con le autorità o con le forza armate di un altro Paese per sovvertire l’ordinamento democratico (colpo di Stato).

L’attentato alla Costituzione, invece, si ha quando il Presidente assume un comportamento contrario al dettato costituzionale.

In entrambi i casi, il Presidente viene messo in stato d’accusa dalle Camere riunite in seduta comune e, nell’ipotesi in cui il Parlamento dovesse ritenere l’accusa fondata, viene giudicato dalla Corte Costituzionale.

Per i reati commessi dal Presidente della Repubblica al di fuori dall’esercizio delle sue funzioni, la Costituzione non prevede alcuna immunità. Egli è considerato come un qualunque privato cittadino e, quindi, viene giudicato dalla magistratura ordinaria.


note

[1] Art. 87 Cost.

[2] Art. 83 Cost.

[3] Art. 84 Cost.

[4] Art. 85 Cost.

[5] Art. 91 Cost.

[6] Art. 86 Cost.

[7] Art. 87 Cost.

[8] Art. 88 Cost.

[9] Art. 89 Cost.

[10] Art. 90 Cost.


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