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Canto del gallo: è disturbo alla quiete pubblica?

15 Ottobre 2019
Canto del gallo: è disturbo alla quiete pubblica?

Reato per il proprietario di animali che disturbano, di notte, un numero indeterminato di persone.

Dove sono finiti i bucolici tempi in cui la natura era ispirazione di poesie? Quando alzarsi con il cinguettio degli uccelli o il verso degli animali era un privilegio su chi, invece, era costretto al clacson delle auto. Nella società di oggi, si fanno cause anche per il canto del gallo. Non fosse altro perché non ci si sveglia più alle cinque del mattino per arare i campi. E così, chi ha la fortuna di protrarre il sonno fino alle sette accoglierà con scarso entusiasmo il richiamo del protettore del pollaio. 

Per quanto strano ti possa sembrare, anche per ragioni come queste si finisce in Cassazione (non ci si lamenti poi che i giudici escogitano sempre nuovi sistemi per punire il ricorso smodato alla tutela giudiziaria). 

Al centro della questione giuridica c’è un tema nuovo alle aule giudiziarie: il canto del gallo è disturbo alla quiete pubblica? Per capire meglio i termini della vertenza legale facciamo un esempio pratico.

Immagina di vivere in una zona residenziale ove il Comune ha iniziato la lottizzazione di terreni. Su alcuni di questi, vi sono ancora delle vecchie villette a uso contadino, con tanto di orto, recinto e galline. Una di queste confina proprio con l’edificio di nuova costruzione dove hai appena acquistato un appartamento. Prima dell’alba, però, il pollame lasciato libero per l’aia inizia a “cantare”. Sicché vieni giornalmente svegliato di soprassalto prima del sorgere del sole. 

Nessuna evocazione naturalistica ti frena dal denunciare il proprietario per disturbo della quiete pubblica. Ma lui si difende sostenendo che non si può impedire agli animali di fare il proprio verso e se il Comune lo ha autorizzato a tenere galli e galline, non potrà certo farne un brodo solo per garantirti un’ora in più di sonno. 

Chi ha ragione? Come dicevamo in apertura, la questione è finita sul banco della Cassazione che, con la sentenza appena pubblicata [1], si è così espressa.

Canto del gallo: il proprietario è responsabile penalmente?

Il proprietario del pollaio – così come quello del cane, degli uccelli, ecc. – è responsabile dei rumori prodotti dai propri animali. Non importa che si tratti di versi tipici connessi alla natura delle bestie. 

Se è vero che non si può impedire al cane di abbaiare, al gallo di cantare, ai volatili di cinguettare è anche vero che chi vuol godere di queste “note” in un centro abitato deve tutelare i diritti dei vicini che potrebbero, invece, mal gradire tale suono; sicché, dovrà approntare gli opportuni accorgimenti come, ad esempio, l’insonorizzazione delle stanze o la chiusura degli animali all’interno della loro gabbia. 

In termini pratici, questo significa che, se non è vietato avere galline e galli in cortile, bisogna però fare in modo di custodirli nel pollaio durante la notte. 

Gallo che canta: conseguenze penali

Quali sono le conseguenze per chi viola questo precetto? Inutile dirlo: se ad essere disturbato è un numero indeterminato di persone (ossia tutto il circondario o comunque gli inquilini del palazzo vicino), allora scatta il reato di disturbo alla quiete pubblica (meglio detto «disturbo alle occupazioni ed al riposo delle persone») previsto dal Codice penale [2]. Diversamente, se la molestia giunge all’orecchio di una o due famiglie soltanto, non c’è più reato, ma solo un illecito civile e, in questo caso, bisognerà ricorrere al tribunale per chiedere l’emissione di un ordine con l’inibitoria alla prosecuzione del comportamento vietato, salvo l’eventuale risarcimento del danno. 

Galli e galline in condominio: è lecito?

Il Codice civile stabilisce che nessun regolamento condominiale – salvo quello approvato all’unanimità – può vietare di possedere o detenere animali domestici. La norma, dettata principalmente per gli animali da compagnia (cani, gatti, criceti, porcellini d’india, ecc.) non specifica però la loro specie e tale indeterminatezza crea indubbi problemi nella convivenza quotidiana. Ecco perché, secondo alcuni, sarebbe lecito per chi ha un appartamento al piano terra possedere galli e galline. 

Leggi a riguardo: Posso tenere le galline in cortile?

Bisognerà comunque far attenzione a che il pollame non esali odori sgradevoli e insalubri, nel qual caso potrebbero ricorrere gli estremi penali. Così come bisognerà evitare i rumori molesti. Per accertare l’illecito si può chiamare il tecnico dell’Arpa. Nel caso di specie, il tecnico aveva accertato che i tre galli, rinchiusi in una baracca, cantavano per cinque o sei minuti a intervalli di 20/30 minuti e venivano calcolati in 18 minuti ben 106 eventi sonori, percepibili dalla strada, con una frequenza di dieci secondi l’uno dall’altro. Inoltre, i galli rispondevano ai richiami dei loro consimili presenti all’interno di un’abitazione vicina e tale situazione amplificava, di notte, i rumori ed i disagi degli altri condomini. Tale situazione è stata sufficiente per ritenere integrato il reato di disturbo della quiete pubblica. 


note

[1] Cass. sent. n. 41601/2019.

[2] Art. 659 cod. pen.


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