Diritto e Fisco | Articoli

Il pm cosa fa?

16 Ottobre 2019 | Autore:
Il pm cosa fa?

Compiti e funzioni principali del magistrato del pubblico ministero: chi è, qual è il suo ruolo, cosa sono la funzione requirente e l’azione penale.

Le serie tv americane e i thriller giudiziari ci hanno abituato ad assistere a processi penali a dir poco movimentati, con accusa e difesa pronti a combattere strenuamente per sostenere le proprie ragioni, come un eterno duello che, in ogni causa penale, si rinnova tra il pubblico ministero e l’avvocato. Sebbene in maniera sicuramente meno teatrale, è ciò che accade anche nei tribunali italiani: ogni processo penale si celebra davanti a un giudice nel contraddittorio tra pubblica accusa e difesa. Oltre a stare in giudizio, il pm cosa fa?

L’attività del pm non si riduce a presenziare all’udienza dibattimentale: le funzioni principali del pubblico ministero sono quelle che svolge prima dell’inizio del processo e che sono dirette a guidare le indagini preliminari. Come ti spiegherò, inoltre, il pm è l’organo giudiziario titolare dell’azione penale, che deve obbligatoriamente esercitare al ricorrere delle circostanze previste dalla legge. Se quanto detto ha suscitato il tuo interesse, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fa il pm.

Chi è il pm?

Cominciamo subito col dire che il pubblico ministero è un magistrato in piena regola, esattamente come il giudice; a differenza di quest’ultimo, però, il pm non ha il potere di giudicare le controversie, cioè di decidere la causa, ma solamente di partecipare al giudizio rivestendo il ruolo dell’accusa.

A tal proposito, si dice che al pm spetta solo la funzione requirente, mentre al giudice quella giudicante: mentre quest’ultima è svolta dagli organi giudiziari a cui è attribuito il compito di decidere le controversie o di pronunciarsi sugli affari di loro competenza, la funzione requirente è invece esercitata dai magistrati che svolgono attività di pubblico ministero e hanno il compito di esprimere richieste o pareri in vista delle decisioni degli organi giudicanti.

L’obbligatorietà dell’azione penale

In Italia, il pubblico ministero è il magistrato a cui è attribuita l’azione penale, da esercitarsi in maniera obbligatoria [1]. Cosa significa? Vuol dire che il magistrato del pubblico ministero, ogni volta che venga a conoscenza di un fatto che presenta i connotati del reato, è costretto a dare avvio alle indagini e, eventualmente, al termine delle stesse, di chiedere il rinvio a giudizio al giudice.

L’obbligatorietà dell’azione penale è prevista dalla Costituzione a tutela di tutti i cittadini, i quali sono sicuri che il pm non potrà fare preferenze: in altre parole, il pubblico ministero, in presenza di crimini, deve avviare le indagini sempre, senza fare distinzioni di sorta. Si tratta, in pratica, di un’espressione particolare del principio di eguaglianza di tutte le persone davanti alla legge.

Quando il pm esercita l’azione penale?

Secondo la legge [2], il pubblico ministero esercita l’azione penale quando non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione. Nel dettaglio, il p.m. presenta al giudice richiesta di archiviazione quando ritiene l’infondatezza della notizia di reato perché gli elementi acquisiti durante le indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio [3].

Tutto ciò significa che l’archiviazione viene avanzata dal pm tutte le volte in cui il materiale raccolto nel corso delle indagini non reggerebbe l’urto di un processo; se si andasse avanti, l’indagato verrebbe assolto in dibattimento o, addirittura, il giudice dell’udienza preliminare si pronuncerebbe con sentenza di non luogo a procedere.

Quindi, se le indagini si presentano “deboli”, sarebbe inutile proseguire: è in questo caso che il pm è sollevato dall’obbligo di esercitare l’azione penale. Sarebbe inutile dare l’avvio alle indagini in presenza di una notizia di reato palesemente infondata.

L’azione penale, inoltre, non può essere esercitata d’ufficio dal pm quando la legge richiede, ai fini della procedibilità del reato, la querela della persona offesa (oppure richiesta analoga). In altre parole, il pm non può dare l’avvio alle indagini se non c’è la volontà di procedere della vittima del reato.

Quali sono i principali compiti del pubblico ministero?

Vediamo ora quali sono le principali funzioni del magistrato del pubblico ministero. Come già ricordato, il pm è il titolare dell’azione penale, che esercita al ricorrere delle condizioni di legge; da tale attribuzione derivano tutta una serie di compiti a lui affidati. Di seguito i principali:

  • coordina e dirige le indagini avvalendosi della polizia giudiziaria;
  • interroga le persone indagate e quelle informate sui fatti per raccogliere prove;
  • può chiedere l’intervento della polizia giudiziaria e, se necessario, della forza pubblica, prescrivendo tutto ciò che occorre per il sicuro e ordinato compimento degli atti ai quali procede;
  • chiede al giudice di iniziare un processo (richiesta di rinvio a giudizio), ovvero di procedere ad archiviazione in mancanza di prove sufficienti a carico degli accusati;
  • chiede al giudice di emettere ordinanza cautelare;
  • esprime il suo parere sull’istanza di revoca di misura cautelare avanzata dall’indagato/imputato;
  • dispone il fermo della persona gravemente indiziata di un delitto;
  • autorizza a procedere all’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare;
  • può chiedere al giudice che si proceda ad incidente probatorio;
  • nomina un proprio consulente tecnico, quando ve n’è bisogno;
  • cura l’esecuzione delle pene divenute definitive;
  • può proporre appello avverso le sentenze di assoluzione.

Le funzioni del pm nel processo civile

Sebbene la sede prediletta del pubblico ministero sia quella penale, la legge [4] stabilisce che tale figura abbia funzioni anche nell’ambito del processo civile: il pubblico ministero deve, infatti, intervenire nelle cause di separazione personale dei coniugi e di divorzio, nelle cause riguardanti lo stato e la capacità delle persone (interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno), nonché in tutti gli altri casi previsti dalle leggi speciali (ad esempio, nelle cause per querela di falso, ecc.).


note

[1] Art. 112 Cost.

[2] Art. 50 cod. proc. pen.

[3] Art. 125 disp. Att. cod. proc. pen.

[4] Art. 70 cod. proc. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube