Manovra: quota 100 resta

15 Ottobre 2019 | Autore:
Manovra: quota 100 resta

Il premier Conte rassicura, ma anticipa dei cambiamenti sulle finestre di uscita. Il sindacato: «Lasciare tutto com’è almeno fino al 2020».

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, conferma che dalla manovra attualmente al varo del Governo non scomparirà la pensione a quota 100. «Resta, ma stiamo ragionando sulle finestre di uscita», anticipa il premier a margine della presentazione al Cnr della Relazione sulla ricerca e l’Innovazione in Italia.

Che l’Esecutivo abbia intenzione di lasciare questa possibilità di andare anticipatamente in pensione, lo aveva anche detto questa mattina il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo del corso di un incontro con i sindacati a cui ha partecipato anche il titolare del dicastero all’Economia Roberto Gualtieri. «La volontà – ha spiegato Catalfo – è quella di non toccare quota 100 e di arrivare in modo concertato con i rappresentanti dei lavoratori ad una riforma complessiva del sistema pensionistico per superare definitivamente la legge Fornero».

Il ministro ha pure ribadito l’intenzione del Governo di istituire una commissione sui lavori gravosi e di detassare l’aumento dei rinnovi dei contratti nazionali.

Sulla necessità di lasciare immutata la quota 100 si è espresso anche il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, secondo cui i sindacati hanno chiesto al ministro durante l’incontro di questa mattina di non toccare questa soluzione fino al 2020 «perché le persone si sono fatte anche dei piani di uscita. Da subito – ha continuato Furlan – siamo disponibili ad aprire un tavolo sulla previdenza e in quel tavolo sottolineeremo il bisogno di dare una risposta ai giovani con la pensione di garanzia ed il riconoscimento di un anno di contribuzione aggiuntiva per ogni figlio”.



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2 Commenti

  1. Ho 64 anni e sono andato in pensione con “Quota 100” in Aprile 2019. Mi mancano ora tre anni all’età per la pensione di vecchiaia. In questo lasso di tempo intenderei svolgere l’attività con “lavoro autonomo occasionale” regolato da art. 2222 c.c. La mia domanda riguarda la natura e il numero di committenti che possono offrirmi opportunità di lavoro autonomo occasionale. Ho letto che nel caso dei voucher ci sono limitazioni per i committenti. Per es. per i voucher i committenti non devono avere in media più di 5 lavoratori subordinati.Parlando di “Quota 100” e “lavoro autonomo occasionale” e della cumulabilità dei redditi fino a 5000 euro lordi annui, quanti committenti posso avere in un anno e i committenti possono avere più di 5 lavoratori subordinati? Quali criteri si applicano ai committenti in questo caso? Quali sono i riferimenti di legge?

    1. È molto importante non confondere il lavoro autonomo occasionale, disciplinato dall’art. 2222 del Codice civile e, in merito agli aspetti fiscali, dall’art. 67, co. 1, lett. l, del Dpr 917/1986, col contratto di prestazione occasionale (cd. nuovi voucher), disciplinato dal Dl. 50/2017, le cui regole sono spiegate dettagliatamente nella circolare Inps 107/2017.Difatti, solo il reddito derivante dal contratto di lavoro autonomo occasionale (art. 2222 Cod. civ.) è cumulabile col reddito derivante dalla pensione quota 100, nel limite di 5mila euro annui lordi.L’Inps, nella circolare 117/2019, prevede poi ulteriori redditi che non rilevano ai fini della cumulabilità con la pensione quota 100:le indennità connesse a cariche pubbliche elettive;i redditi di impresa non collegati ad attività lavorative;le partecipazioni agli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione senza apporto di lavoro;i compensi percepiti per l’esercizio della funzione di sacerdote;le indennità percepite per l’esercizio della funzione di giudice di pace, giudice onorario aggregato o giudice tributario;l’indennità sostitutiva del preavviso, in quanto ha natura risarcitoria e non retributiva;i redditi derivanti da attività socialmente utili svolte nell’ambito di programmi di reinserimento degli anziani;le indennità percepite per le trasferte e missioni fuori del territorio comunale;i rimborsi per spese di viaggio e di trasporto;le spese di alloggio;le spese di vitto che non concorrono a formare il reddito fiscalmente imponibile;l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.Tra questi redditi non sono menzionati i compensi derivanti dallo svolgimento di un’attività lavorativa con contratto di prestazione occasionale (Dl 50/2017- cd. ex voucher).Sempre nella stessa circolare 117/2019, l’Inps precisa che rilevano ai fini dell’incumulabilità della pensione i redditi derivanti dallo svolgimento di attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale.Di conseguenza, anche se manca un chiarimento esplicito sulla cumulabilità della pensione quota 100 con i redditi derivanti dal contratto di prestazione occasionale (Dl 50/2017- cd. ex voucher), trattandosi di redditi derivanti dallo svolgimento di attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale sono da ritenersi non cumulabili.Per quanto riguarda invece i redditi derivanti dal lavoro autonomo occasionale (art. 2222 Cod. civ.), cumulabili nel limite di 5mila euro annui lordi, non sussistono particolari limiti riguardo al numero di committenti, né limiti in capo ai committenti, in merito al numero di lavoratori autonomi occasionali. I limiti, infatti, sussistono solo in merito al contratto di prestazione occasionale (Dl 50/2017- cd. ex voucher), che però, come appena osservato, si ritiene incompatibile con la pensione quota 100.L’importante è che l’attività risulti svolta saltuariamente (e non in modo continuativo), in modo non organizzato e non professionale, e con effettiva autonomia rispetto al committente: in caso contrario, il reddito derivante può essere ricondotto ad altre tipologie di attività (lavoro autonomo/ imprenditoriale/ professionale, parasubordinato o subordinato) e determinare, di conseguenza, la sospensione della pensione quota 100.

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