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Le forti sperequazioni sui redditi in Italia

25 giugno 2013


Le forti sperequazioni sui redditi in Italia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 giugno 2013



Com’è distribuita la ricchezza nel nostro Paese: cresce il divario tra i redditi; l’Italia dei sempre più ricchi, l’Italia dei sempre più poveri

Fine del luogo comune che vuole l’Italia una nazione dove le fasce di reddito sono, più o meno, omogenee e non si vedono grandi disparità di reddito; il luogo comune “che quelli dell’estero o sono ricchi-ricchi-ricchi, o sono poveri-poveri-poveri”. Non è vero. Anzi. Secondo le ultime indagini statistiche, l’Italia figura tra i Paesi con maggiori disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, seconda solo al Regno Unito nell’Unione europea e con livelli di disparità superiori alla media dei Paesi Ocse.

Dai dati risulta, inoltre, che il tempo di Cenerentola è finito: le coppie, sempre più spesso, si formano tra soggetti che hanno, più o meno, reddito di pari livello. I principi non rapiscono più le belle domestiche, ma preferiscono le principesse.

Non è tutto. A peggiorare la situazione sono i recenti dati da cui risulta un progressivo aumento della distanza tra le fasce sociali, dove i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. La ricchezza si accumula in modo maggiore tra gli anziani, mentre le giovani generazioni faticano ad arrivare a fine mese.

Questa fotografia emerge dallo studio “Gini-Growing inequality impact commissariato dalla Ue, nell’ambito del VII Programma quadro, a un pool di gruppi di ricerca di diverse università europee.

Secondo questo studio, l’Italia ha un indice di disuguaglianza tra i redditi dello 0,34, mentre quello di Francia, Germania e Benelux è del 0,26.

Due individui presi a caso, all’interno della popolazione italiana, presenteranno mediamente tra di loro una distanza di reddito disponibile pari al 34% del reddito medio nazionale.

La nostra situazione era molto meno disuguale negli anni ‘60/’70, quando ancora esisteva la scala mobile. All’epoca, infatti, l’indice di disuguaglianza era dello 0,27.

Insomma, il cosiddetto Belpaese si avvicina sempre più alla situazione dei Paesi come gli USA dove il welfare è poco generoso.

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