Diritto e Fisco | Editoriale

Il più lungo rinvio d’udienza delle Corti di Appello: i Tribunali che se la prendono comoda

26 giugno 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 giugno 2013



Rinvii biblici di cinque anni per le udienze di precisazione delle conclusioni: la frustrazione degli avvocati che devono “mettere in guardia” il proprio cliente.

Il 2 maggio 2012, la Corte di Appello di Firenze ha rinviato – per la precisazione delle conclusioni – una causa (iniziata il 27 novembre 2009 e proveniente già da un precedente rinvio d’ufficio) al 14 giugno 2017. Cinque anni per un semplice rinvio d’ufficio; cinque anni durante i quali il rapporto in contestazione tra le parti resterà congelato. In attesa di una decisione che, comunque sia, attesi i tempi di “consegna”, sarà sempre ingiusta.

La cosiddetta giustizia civile funziona come un contratto oneroso: il cittadino paga (il cosiddetto “contributo unificato”, la tassa che si versa prima di iniziare una causa) per ottenere un servizio. La legge (il codice di procedura civile) definisce in modo netto i tempi entro cui questo servizio deve essere reso. Sono tempi precisi, stando ai quali una causa di appello dovrebbe concludersi in 230 giorni.

Chi inizia l’appello, infatti, deve indicare la data della prima udienza di comparizione davanti al collegio: questo appuntamento non può avvenire prima di 90 giorni dalla notifica dell’atto. In tale udienza, di regola, sarebbe già possibile concludere il giudizio (in appello, infatti, non si possono raccogliere nuove prove, salvo casi eccezionali). Dopodiché, la Corte assegna alle parti un doppio termine per il deposito di note (60 giorni per le conclusionali, 20 giorni per le repliche). A questo punto, il codice prevede che la Corte decida entro 60 giorni. Totale: 230 giorni o poco più (meno di un anno).

Inutile dire che non avviene mai così. Il contratto tra cittadino (che paga per ottenere il servizio “giustizia”) e lo Stato (che ha ottenuto il versamento del contributo unificato) viene costantemente inadempiuto.

L’esempio di Firenze è uno dei tanti.

A Roma, oggi, la Corte di Appello sta rinviando, per la precisazione delle conclusioni al 2017. Altrettanto avviene a Pisa e a Bologna.

A Bari e a Palermo si rinvia al 2016. A Brescia i rinvii sono a due anni. A Catanzaro, la Corte di Appello rimanda le parti a fine del 2015. Le cause in materia di lavoro e previdenza, che dovrebbero essere dettate da maggiore celerità, vengono rinviate di anno in anno.

Noi avvocati siamo operatori del diritto e, in quanto tali, indirettamente chiamati, dai clienti, a rispondere del sistema di cui facciamo parte (nostro malgrado). Con quale dignità professionale, tuttavia, un legale può dire al proprio assistito: “Anche se lei ha perfettamente ragione, affinché lo dica un giudice ci vogliono 5 o 6 anni per ciascun grado”? Nel confine tra la semplice “informazione”, fornita al cliente per onestà intellettuale e professionale, e invece il “metterlo in guardia” si consuma il vero conflitto interiore di ogni avvocato, consapevole di vendere una merce avariata. Questo conflitto, purtroppo, i clienti non lo avvertono (e anche noi, invero, tendiamo a nasconderlo). Ma è una delle cause della forte frustrazione di una classe che sta morendo

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14 Commenti

  1. Peggio alla Corte di Appello di Bologna hanno fissato la prima udienza nel 2018 su una causa iniziata in primo grado nel 2006 e l’Appello viene presentato con prima udienza 2012, su danni da interventi, quando si toccano le caste dei medici assicurazioni la Giustizia fa peggio

  2. Genova, già l’anno scorso fissava nel 2016.
    Comunque voglio farvi sorridere. Mi decido a presentare un 702 bis, il giudice fissa l’udienza al 31.10.2013 (????) e vai!!!!!!, per tentare di tuetalre il clinete presento un 669 quater cpc, il giudice fissa udienza ad oggi 26.06, Si costituisco le controparti, diamo sfogo alla discussione indistendo nelle ripsettive tesi ed il giudice che fa? , fissa a settembre l’udienza di discussione sul cautelare. Non ridete!!! , l’ho già fatto io per non piangere .

  3. In casi del genere, avrei provveduto, senza indugio, a fare le opportune segnalazioni al Ministro della Giustizia, per procedere ad una ispezione e verificare i motivi di rinvii così lunghi e certamente non rispettosi delle norme processuali, nonchè verificare la produttività di quei Magistrati, ai quali lo Stato elargisce lauti compensi.

    1. Intaseremmo il Ministero della Giustizia insieme ai tribunali… Comunque, grazie per l’intervento Fernando! Ottimo spunto! Magari con un po’ di coraggio qualcuno troverà anche il modo di farlo.

  4. Esatto!! il coraggio!!!! Ma state sereni, adesso arriveranno i GOT delle CdA a far piazza pulità.
    E poi i paletti della Suprema.
    Così Giustizia sarà fatta.
    Viva l’ITALIA.

    1. Potremmo anche dire che il problema non si pone più: tra udienze filtro e “sanzioni pari al doppio del contributo unificato”, giocare a Las Vegas sarà meno rischioso.

  5. Arrivate tardi…a Roma sono già tre anni che dobbiamo “cibarci” rinvii di oltre 5 anni in Corte di Appello…ma giustamente le cause durano tanto per colpa degli avvocati

  6. Io sono uno che ha perso il lavorodal 2012 con moglie e figli minori a carico , mi hanno fissato l’udienza d’appello ad APRILE 2016 , intanto non riesco a trovare lavoro e non so come fare per tirare avanti , è dal 2012 che non ho più uno stipendio.
    Ho chiesto al mio avvocato di presentare un anticipazione d’udienza giustificata da gravi motivi economici , ma mi ha risposto che è inutile perchè qui a Bari non accetteranno mai per non creare un precedente .
    Come si potrebbe fare ?
    Non ho nemmeno i soldi per chiedere un consiglio a questa pagina la legge per tutti .
    AIUTATEMI !!!

  7. La Legge 92.2012 art.1 comma 60 parla chiaro , max 60 giorni e/o rinvio di max 6 mesi , facciamo valere i nostri diritti e contestiamo anche contro i tribunali .

  8. Ma la colpa è’ anche degli Ordini che non protestano mai perché hanno paura dei giudici. Cominciate a fare qualche sciopero o qualche sit in in qualche Corte di Appello e poi vediamo se succede qualcosa. E poi al Ministero basta con i direttori generali tratti tutti dalla magistratura e complici dei giudici. GLI AVVOCATI SI DEVONO SVEGLIARE!

  9. Invece vi segnalo un miracolo. La Corte di Appello di Ancona sezione Lavoro è’ velocissima. In circa 4 mesi dal deposito dell’impugnazione ha deciso la causa. Ciò mi è successo per due volte di seguito, quindi è uno standard ( a differenza della sezione civile che è lentissima).

  10. ma di tutti i giochi di rinvio fatti dagli avvocati? Una volta un avvocato fa il piacere al collega che non può (!) essere presente per un’altra causa, l’altra per ricambiare il favore. Nel frattempo l’agenda del giudice si riempie e alla successiva per un qualunque inghippo (testimone che non si presenta, scomparsa del fascicolo, ecc.) fa allungare la vertenza magari di uno o due anni. Questo sempre che il giudice ed uno degli avvocati non di siano accordati sul rinvio.

  11. per spiegare un pò di cose invito a leggere il recente studio sullo stato della giustizia «Analisi delle pendenze e dell’anzianità di iscrizione degli affari civili
    Ottobre 2014»
    di Mario Barbuto
    Capo del Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria.
    Nei numeri si comprende chiaramente chi lavora e chi non lavora tra i magistrati, altro che la milionesima riforma della procedura civile

  12. poveri cittadini…… a chi è rivolta la scritta la legge è uguale per tutti? Sono un insegnante come posso insegnare ai bambini ed: alla cittadinanza? cosa significa cittadinanza attiva? E allora finiamola con le chiacchere :::: e diciamo si arranci chi può. Siamo soli……! Povera Italia.

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