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Bonus di 600 euro all’anno per lavoratori

16 Ottobre 2019 | Autore:
Bonus di 600 euro all’anno per lavoratori

50 euro al mese in più in busta paga in aggiunta al Bonus Renzi: arriva una nuova agevolazione per i dipendenti con redditi sino a 35mila euro annui.

Il bonus Renzi, dal 2020, non sarà messo da parte, ma sarà rafforzato dall’aggiunta di nuovi incentivi fiscali, che amplieranno la platea dei lavoratori destinatari degli extra in busta paga. Ai 960 euro in busta paga spettanti ai beneficiari del bonus Irpef se ne aggiungeranno, infatti, altri 600 grazie al taglio del cuneo fiscale; lo stesso importo spetterà sotto forma di bonus aggiuntivo anche ai lavoratori non destinatari del bonus Renzi, con redditi sopra i 26.600 euro, ma entro i 35mila euro annui.

In parole semplici, è previsto un bonus di 600 euro all’anno per lavoratori, aggiuntivo rispetto al bonus Irpef di 80 euro al mese attualmente operativo: gli attuali beneficiari del bonus Renzi potranno così ritrovarsi sino a 130 euro in più in busta paga (80 euro bonus Renzi più 50 euro bonus taglio cuneo fiscale); coloro che, ad oggi, non beneficiano del credito Irpef da 80 euro al mese, in quanto aventi redditi superiori a 26.600 euro annui, si ritroveranno invece 50 euro extra in busta paga grazie al bonus aggiuntivo, purchè non superino il limite di reddito annuo di 35mila euro.

Sono previsti nuovi incentivi fiscali anche per gli incapienti, cioè per coloro che, di fatto, non pagano l’Irpef, in quanto le detrazioni per redditi di lavoro dipendente superano l’ammontare dell’imposta lorda? Per gli incapienti è ugualmente allo studio un piccolo bonus in busta paga, crescente in base alle ore di lavoro settimanali. Non tutti, però, sono favorevoli al riconoscimento del bonus per gli incapienti (circa 4 milioni di persone), in quanto questi beneficiano della no tax area, cioè della tassazione Irpef pari a zero per effetto delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente.

Ma procediamo con ordine e vediamo più nel dettaglio gli interventi allo studio.

Nuovo bonus Renzi

Il bonus Renzi, o bonus Irpef, dal 2020 dovrebbe sempre dar luogo al riconoscimento di 80 euro netti al mese, ma dovrebbe essere trasformato in detrazione fiscale.

Questo potrebbe comportare la parziale o la mancata fruizione in busta paga, in caso d’incapienza del lavoratore (cioè nel caso in cui le altre detrazioni fruite relativamente alla retribuzione mensile superino l’Irpef lorda, o determinino un ammontare dell’Irpef inferiore a 80 euro). Nell’ipotesi in cui il contribuente possieda altri redditi, la detrazione- bonus Renzi non fruita in busta paga potrebbe comunque essere riconosciuta in sede di conguaglio annuale o di dichiarazione dei redditi (quindi, da ultimo, con la dichiarazione 730 o modello redditi).

Il bonus dovrebbe spettare in misura piena a coloro il cui reddito annuo è tra 8145 euro (soglia al di sotto della quale l’Irpef non è dovuta: si tratta della cosiddetta no tax area) e 24.600 euro. Per i lavoratori il cui reddito si colloca nella fascia tra 24.600 e 26.600 euro annui, il bonus Renzi è progressivamente ridotto, fino ad azzerarsi. Per approfondire, qui la Guida completa al bonus Irpef.

Nuovo bonus da 600 euro in busta paga

Ai lavoratori con reddito complessivo annuo sopra i 26.600 euro, ad oggi, non spetta alcun bonus: dal 2020 questi lavoratori dovrebbero però fruire di un beneficio di 600 euro annui, pari a 50 euro in più al mese in busta paga, purché i redditi non superino i 35mila euro annui.

Un beneficio extra pari a 40- 50 euro mensili dovrebbe, inoltre, spettare, grazie al previsto taglio del cuneo fiscale, a chi già risulta nella platea dei destinatari del bonus Renzi, quindi a chi possiede un reddito tra 8.146 e 26.600 euro l’anno.

Nuovo bonus incapienti

Infine, è allo studio un bonus in busta paga anche per gli incapienti che, ad oggi, non ricevono gli 80 euro extra in busta paga in quanto non risultano con Irpef a debito, essendo il loro reddito non superiore a 8.145 euro.

In pratica, chi ha un reddito annuo sino a 8.145 euro non paga l’imposta sul reddito delle persone fisiche, dato che le detrazioni spettanti per reddito di lavoro dipendente (o assimilato, come il reddito derivante dall’indennità di disoccupazione o dai rapporti di collaborazione) superano l’Irpef lorda.

Il nuovo bonus per incapienti dovrebbe crescere in base alle ore di lavoro settimanali: ad esempio, chi lavora per 20 ore a settimana avrebbe diritto a un beneficio più consistente rispetto a chi lavora per sole 10 ore.

L’intervento deve essere, però, attuato con attenzione, coordinandolo con i benefici già esistenti a favore di chi ha redditi bassi, come il reddito di cittadinanza.



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