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“Ti assumo così mi sveli i segreti della tua ex azienda”: è concorrenza sleale

23 Gennaio 2014 | Autore:
“Ti assumo così mi sveli i segreti della tua ex azienda”: è concorrenza sleale

Assumere un dipendente proveniente da altro datore di lavoro per fare da “spia” sulle tecniche produttive è concorrenza sleale e come tale va sanzionata.

 

È concorrenza sleale assumere il dipendente di un’altra azienda al fine di acquisire, tramite quest’ultimo, le tecniche di produzione e gli aspetti qualitativi dei prodotti altrui.

Così la Cassazione [1] ha condannato un’azienda che aveva assunto il dipendente di un’impresa operante nello stesso settore allo scopo di ottenere informazioni su ricette, ingredienti e modalità di produzione, bruciando così la concorrenza.

Secondo i giudici una simile condotta costituisce concorrenza sleale [2] anche quando non è finalizzata ad ottenere informazioni coperte da segreto industriale. È infatti sufficiente che l’intento fraudolento riguardi notizie del ciclo produttivo proprie dell’azienda concorrente, identificanti il suo prodotto e le sue modalità di operare.

Basta cioè che l’imprenditore invada la sfera di produzione del competitor per captare tutte quelle informazioni che, pur se non segrete, sono comunque vitali per l’azienda stessa.

Chi commette un simile atto di concorrenza sleale non può giustificarsi affermando la genericità del prodotto e la pubblica conoscenza delle sue qualità. Tale condotta costituisce un atto di scorrettezza professionale che danneggia chi la subisce, indipendentemente da ogni altra valutazione sul prodotto.

La sanzione per l’imprenditore scorretto consiste nella condanna al risarcimento del danno e, se del caso, nella pubblicazione della sentenza [3].


note

[1] Cass. sent. n. 1100 del 20 gennaio 2014.

[2] Art. 2598 cod. civ.

[3] Art. 2600 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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