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Cartella di pagamento addio!

14 dicembre 2011


Cartella di pagamento addio!

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 dicembre 2011



Il decreto sviluppo ha eliminato la notifica della cartella esattoriale: il contribuente deve pagare già con la notifica dell’avviso di accertamento.

Con il “decreto sviluppo[1] e la manovra economica di luglio 2011 [2] sono state introdotte rilevanti novità in tema di avvisi di accertamento dei tributi.

Innanzitutto, non verrà più né emessa né notificata la cartella di pagamento nel procedimento di riscossione esattoriale delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva. Bisognerà pagare già solo con la notifica dell’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle Entrate. Esso infatti, diventa titolo per riscuotere il tributo e procedere all’esecuzione forzata decorsi 60 giorni dalla notifica, senza che si sia provveduto al pagamento.

Non verrà più effettuata alcuna iscrizione a ruolo. Tutto è deciso e termina con la notifica del primo avviso di accertamento.

Tuttavia gli atti, per essere esecutivi, dovranno:

– riferirsi ai periodi d’imposta 2007 e successivi;

– essere emessi dal 1° ottobre 2011 in poi.

Nulla cambierà, però, per la riscossione delle altre imposte. Così, nel caso dell’avviso di accertamento Ici, dei tributi doganali e degli altri tributi indiretti diversi dall’Iva verranno notificate le consuete cartelle di pagamento.

L’iscrizione a ruolo rimane in vigore per alcune categorie di atti, come quelli inerenti all’attività di liquidazione e controllo formale delle dichiarazioni.

Il contribuente, ricevuto l’avviso di accertamento, potrà trovarsi dinanzi alle seguenti opzioni:

1) pagare quanto accertato (acquiescenza). In tal caso dovrà versare, entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso, le imposte e gli interessi con la riduzione delle sanzioni di 1/6;

2) presentare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. In tal caso dovrà versare, nel termine, sopracitato 1/3 della somma dovuta e degli interessi, a meno che non riesca ad ottenere dal giudice tributario la sospensione della riscossione fino alla conclusione del procedimento di primo grado;

3) proporre istanza di accertamento con adesione. In tal caso l’ufficio e il contribuente concorderanno le imposte dovute (una sorta di transazione);

4) non pagare le somme dovute e non proporre ricorso. In tal caso, decorsi ulteriori 30 giorni (dunque dopo 90 giorni complessivi), l’Agente di Riscossione (Equitalia) procederà al recupero coattivo dell’importo. Si potrà, dunque, iscrivere ipoteca sugli immobili, fermo amministrativo sulle autovetture e sui motocicli o si potranno pignorare i beni di proprietà.

Tutto ciò, però, potrà avvenire solo dopo 270 giorni dalla notifica dell’atto di accertamento in quanto è stata introdotta la sospensione automatica di 180 giorni degli effetti esecutivi dell’avviso. Tale sospensione non sarà, però, operante nell’ipotesi di un fondato pericolo per la riscossione delle somme accertate.

L’intento del legislatore è stato senz’altro quello di accelerare i tempi della riscossione . È fuor di dubbio però che, venendo meno la cartella di pagamento, si è avuta una riduzione della difesa del contribuente.

note

[1] D.L. 70/2011.

[2] D.L. 98/2011.

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2 Commenti

  1. a mio figlio è arrivata una semplice lettera dell’agenzia delle entrate di latina per l’irpef del 2001 non pagata,come si deve comportare?grazie

    1. Come scritto nel box, per ottenere la risposta alla vostra richiesta di consulenza è necessario che clicchiate sul banner “richiedi una consulenza” posto sopra questo spazio. Come da condizioni contrattuali riceverete una risposta scritta o telefonica da un professionista del nostro studio entro 3 giorni.

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