Novità su conti correnti e prelievi con la manovra 2020

17 Ottobre 2019
Novità su conti correnti e prelievi con la manovra 2020

L’Agenzia delle Entrate potrà controllare non solo i versamenti ma anche i prelievi sul conto dedicato all’attività di chi ha una partita Iva.

Sicuramente non è una manovra leggera come era stata preannunciata. La Legge di Bilancio del 2020 introduce una serie di limitazioni (primo tra tutti quello all’uso dei contanti) e nuove tasse che colpiranno un po’ tutti i contribuenti, non solo le fasce di reddito più alte.

Poco però si è ancora detto sulle novità sui conti correnti introdotte dalla manovra 2020 e di cui cercheremo di dare indicazioni più precise in queste brevi righe. Una riforma che toccherà una gran fetta di contribuenti e che potrebbe modificarne le abitudini di vita.

Cosa cambierà dal 2020 in materia di conti correnti? Cerchiamo di vederci più chiaro. 

La norma incriminata è l’articolo 24 del nuovo decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio. In esso si stabilisce che tutti coloro che svolgono attività professionale o imprenditoriale, e che pertanto sono titolari di una partita Iva, dovranno dotarsi di un conto corrente autonomo, dedicato solo all’attività lavorativa. Un conto cioè separato da quello familiare e che non potrà più essere, ad esempio, cointestato con un familiare. In questo modo la tracciabilità delle operazioni diventa ancora più pregnante ed il fisco potrà controllare non solo i versamenti o i bonifici ricevuti sul conto – com’è stato sino ad ora – ma anche i prelievi. Insomma, subiremo delle indagini capillari su ogni movimentazione bancaria. L’approfondimento è nell’artico Dal 2020 controlli a tappeti su prelievi e versamenti.

Proprio sui prelievi dal conto corrente si è inserita, negli ultimi anni, una copiosa giurisprudenza volta a dirimere il contrasto se la norma sui controlli, nata per imprenditori, si applichi anche ai professionisti. 

La riforma riguarda professionisti imprese minori, a prescindere dal regime adottato. Il che significa che varrà tanto per i forfettari quanto per i contribuenti in regime ordinario. Non viene posto un limite al numero di conti: se ne potrà avere anche più di uno. L’importante è che non vi sia commistione con le spese fatte per la famiglia o con quelle personali. Nel conto dedicato in pratica dovranno affluire solo le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e da esso dovranno eseguirsi i prelievi per il pagamento delle relative spese. 

La norma si applicherà solo a partire dal secondo anno di attività.

Non è una novità per il nostro ordinamento. Come abbiamo già spiegato nell’articolo Diventa obbligatorio il conto dedicato, già il decreto Bersani aveva imposto il conto per l’attività lavorativa, ma l’obbligo era stato abolito due anni dopo.  Ad oggi, la necessità di munirsi di un conto corrente dedicato riguarda le società di capitali; riguarda poi le società tra professionisti, le società di persone e le ditte individuali in contabilità ordinaria, con fatturato sopra i 400mila euro.

Nella relazione illustrativa al decreto fiscale si legge che «La disposizione introduce negli articoli 18 e 19 del D.P.R. n. 600 del 197, riguardanti, rispettivamente, le scritture contabili delle imprese minori e, in particolare, delle imprese individuali di cui alla lettera d) del primo comma dell’articolo 13 e degli esercenti arti e professioni (persone fisiche che esercitano arti e professioni e società o associazioni fra artisti e professionisti di cui all’articolo 13, comma 1, lettere e) ed f), una previsione recante l’obbligo di tenuta di uno o più correnti bancari o postali utilizzati per la gestione dell’attività (tali conti, pertanto, dovranno essere utilizzati per compiere prelevamenti per il pagamento delle spese sostenute e per far affluire obbligatoriamente i compensi riscossi nell’esercizio dell’attività professionale).

I predetti conti dovranno essere dedicati esclusivamente a prelievi e versamenti relativi all’attività esercitata.

La misura si applica anche ai contribuenti forfettari fermo restando che la stessa non si applica ai contribuenti nella fase di start up.


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