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Lo sai che? Abbandono della casa coniugale: subito dopo il matrimonio non comporta addebito

Lo sai che? Pubblicato il 27 giugno 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 giugno 2013

Nessun addebito se l’abbandono non ha avuto una sua specifica incidenza causale sulla interruzione della convivenza tra i coniugi, iniziata già molti anni prima del matrimonio.

Si può abbandonare la casa coniugale pochi mesi dopo il matrimonio, dopo una lunga convivenza, senza che ciò comporti l’addebito della separazione. A dirlo è stato il Tribunale di Milano in una recente sentenza [1].

Nel caso in questione, il giudice, dopo aver dichiarato la separazione tra due coniugi – lui italiano e lei straniera – non ha ritenuto di addebitare le cause della rottura del legame al comportamento della donna che, dopo dieci anni di convivenza, aveva lasciato la casa a poche settimane dalla celebrazione delle nozze.

Secondo i giudici, la dichiarazione di addebito a carico dell’ex coniuge che abbia abbandonato il tetto domestico si può avere solo nell’ipotesi in cui tale comportamento sia stato la causa effettiva e determinante della rottura della convivenza tra i coniugi.

In altre parole, nel giudizio di separazione, non vi può essere alcun addebito se l’abbandono non ha avuto una sua specifica incidenza causale sulla interruzione della convivenza tra i coniugi, iniziata già molti anni prima del matrimonio.

note

[1] Trib. Milano, sent. n. 3064/2013.


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