Prelievi e versamenti: cosa cambia dal 2020?

17 Ottobre 2019 | Autore:
Prelievi e versamenti: cosa cambia dal 2020?

Tutti i movimenti dell’attività d’impresa o professionale e solo essi dovranno passare attraverso il nuovo conto corrente dedicato accessibile al Fisco.

C’è una rivoluzione silenziosa in atto che cambierà le abitudini e i comportamenti di parecchi milioni di italiani che dal 2020 saranno costretti ad aprire un conto corrente dedicato per la propria impresa individuale o professione. Infatti, il Decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio obbligherà tutti questi soggetti a dotarsi di un apposito conto corrente, diverso da quello personale già acceso, sul quale far confluire tutti i movimenti dell’attività svolta cioè i prelievi ed i versamenti.

La norma è già stata approvata dal Consiglio dei ministri, ma con la formula “salvo intese”, che consente ancora di apportare modifiche prima dell’entrata in vigore. La rotta del Governo, però, appare tracciata: il testo normativo dice espressamente che tutte le imprese minori, cioè quelle ammesse al regime di contabilità semplificata, e in particolare le imprese individuali e gli esercenti arti e professioni «sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono obbligatoriamente solo le somme riscosse nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese».

Le novità, quindi, sono due e ci dicono chiaramente cosa cambia rispetto ad ora: ci sarà, innanzitutto, l’obbligo di dotarsi a partire dal 1 gennaio 2020 di un nuovo conto corrente e da quel momento in poi ci sarà anche l’obbligo di utilizzarlo esclusivamente per i versamenti ed i prelievi che riguardano l’attività imprenditoriale o professionale esercitata.

Non ci sarà più nessuna possibilità di “confusione” con i propri conti correnti personali: i movimenti che riguardano le entrate e le spese personali dovranno essere effettuati solo sul conto privato, mentre tutti quelli inerenti l’impresa o la professione saranno tratti dal nuovo conto dedicato apposta a registrarli.

La stessa persona cioè dovrà tenere due conti distinti e separati. Quello dedicato all’attività svolta sarà immediatamente nel mirino del Fisco, perché la volontà del legislatore sembra proprio indirizzata a fare in modo che la lista dei movimenti effettuati ed il relativo estratto conto bancario diventino una sorta di registro dei ricavi d’impresa o dei compensi professionali sul lato delle entrate e di tutte le spese inerenti all’attività esercitata sul lato delle uscite.

Infatti, la nuova norma interviene proprio aggiungendo un comma a quella [1]  che prevede sia per gli imprenditori che per i professionisti di tenere traccia in un apposito registro cronologico, cartaceo o informatizzato, delle somme percepite, che così diventano automaticamente componenti positivi di reddito, cioè ricavi imponibili. La medesima cosa accade sul fronte delle spese, che si tramutano in costi.

Un aspetto interessante è che questi registri non vengono, almeno per ora, aboliti sicché conviveranno con i documenti dei nuovi conti riportando sostanzialmente le medesime informazioni: tranne i versamenti o i prelievi in contanti, che non trovano immediato riscontro in una determinata operazione economica posta in essere nell’ambito dell’impresa esercitata o della professione svolta, e qui scatta il potente disincentivo all’utilizzo dei contanti d’ora in poi.

Siccome i nuovi conti correnti dovranno essere destinati «obbligatoriamente solo» alle somme riscosse nell’esercizio dell’ attività ed ai prelevamenti per il pagamento delle spese, non sono ammessi in nessun caso versamenti o prelevamenti personali; se questo accadesse, sarebbero considerano imponibili. La norma, così com’è formulata, preclude ogni possibilità di giustificazione futura in caso di accertamento fiscale basato sulla constatazione di questi movimenti avvenuti sul conto.

Inoltre, il Governo nel medesimo provvedimento ha dato addio alla flat tax lasciando solo l’aliquota d’imposta stabilita al 15%, ma eliminando i metodi presuntivi di determinazione del reddito, tra cui i costi forfettizzati per le spese d’acquisto, e reintroducendo l’obbligo dei registri contabili per determinare l’ammontare dei costi e dei ricavi in modo analitico: questo rende facile prevedere che di fatto diventerà necessario far passare tutti gli acquisti di beni attraverso pagamenti tracciabili.

Ad esempio, se prelevi 500 euro dal conto corrente dedicato dovrai premunirti di un riscontro in una determinata fattura d’acquisto o un altro documento fiscale valido: un professionista potrebbe aver acquistato un computer, un mobile o dei libri, un artigiano uno strumento utensile o dei prodotti di consumo come vernici o colla. Ma, a quel punto, converrebbe pagarli direttamente al fornitore o al negoziante con la carta bancomat collegata al nuovo conto dedicato anziché prelevare in contanti la somma necessaria e poi consegnarla all’esercente.

Infatti, così facendo, si avrà una coincidenza immediata e univoca dell’operazione effettuata: il movimento contabile risulterà direttamente dalla scrittura bancaria riportata sull’estratto conto, senza bisogno di dover accostare il prelievo in contanti con le operazioni eseguite e documentate, ad esempio, dalle fatture quietanzate dell’esercente.

Così saremo costretti, poco a poco, ad abbandonare i pagamenti in denaro contante: sarà opportuno farlo per evitare possibili accertamenti e tentare giustificazioni a posteriori che come abbiamo visto non saranno più praticabili. Dal 2020, scatteranno con ogni probabilità controlli a tappeto su prelievi e versamenti e saranno molto facili da eseguire vista la disponibilità dei dati delle operazioni svolte da ciascuno sul conto corrente dedicato.  Il Governo stesso ammette che la nuova norma impatta su 3 milioni e 600 mila contribuenti: 1,4 milioni di contribuenti forfettari e 2,2 milioni assoggettati a tassazione ordinaria. Sono appunto gli attuali imprenditori minori ed i liberi professionisti. La lotta ai contanti passa anche e forse soprattutto da qui.


note

[1] Artt. 18 e 19 del Dpr n. 600/1973, che riguardano rispettivamente la contabilità semplificata delle imprese minori e le scritture contabili degli esercenti arti e professioni.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

8 Commenti

  1. E il mio guadagno personale come faccio a toglierlo da quel conto corrente? Se incasso 100 euro e ho bisogno di 50 euro per fare una spesa personale come faccio a usare quei soldi? Dovrò allegare lo scontrino del fruttivendolo per giustificare il prelievo? Siamo al ridicolo…

    1. amico luigi non puoi prelevare somme dal conto della tua ditta o emolumenti che ricevi per la tua professione. hai capito !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma solo un acconto dello stipendio che hai stipulato con la tua ditta o professione, ovviamento deducendolo dalla somma che ti spetta per la tua prestazione a fine mese

  2. “…ci sarà, innanzitutto, l’obbligo di dotarsi a partire dal 1 gennaio 2020 di un nuovo conto corrente…”

    Da questa frase sembrerebbe che anche io, che già utilizzo un cc dedicato, dal 1 gennaio dovrò aprire un altro cc

    É solo un errata formulazione della frase o é davvero così?

    Grazie

        1. Ci fa piacere essere d’aiuto ai nostri lettori. Continua a seguire il nostro portale di informazione giuridica. Ogni giorno, su La Legge per Tutti, potrai leggere le ultime news e trovare articoli sempre aggiornati.

    1. abbia fede le idee geniali di economisti che forse mai hanno letto neanche poche righe di con Roepke Keynes Pareto Einaudi
      saranno rilanciate ai mittenti con l’invito ad approfondire
      almeno la loro cultura da alcuni milioni di
      cittadini italiani .

  3. ma io che sono un pensionato e l’INPS mi accredita lo stipendio sul mio conto corrente in banca , ne devo aprire un altro ? grazie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube