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Evasione arresti domiciliari: ultime sentenze

31 Ottobre 2019
Evasione arresti domiciliari: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: reato di evasione; arresti domiciliari; violazione della misura coercitiva; competenza per territorio del reato di evasione; distanza tra il domicilio coatto e il luogo di ritrovamento; applicazione delle attenuanti generiche.

Commette il reato di evasione chi è sottoposto agli arresti domiciliari e si allontana dal luogo in cui è autorizzato a svolgere l’attività lavorativa? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Evasione dal luogo di esecuzione degli arresti domiciliari

Colui che, trasgredendo alle prescrizioni degli arresti domiciliari, si allontani dal domicilio e venga poi arrestato per evasione, non potrà essere poi sottoposto a custodia cautelare in carcere in relazione a tale delitto, salvo che gli arresti domiciliari non possano essere disposti per sopravvenuta mancanza di uno dei luoghi di esecuzione indicati nell’art. 284, comma 1, c.p.p.

Cassazione penale sez. VI, 04/07/2019, n.39114

Recarsi in ospedale senza autorizzazione e in assenza di pericolo

Deve essere confermata la responsabilità dell’imputato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari per essersi recato in ospedale per la rimozione di punti di sutura in un giorno diverso rispetto a quello per cui era stato autorizzato senza notiziare preventivamente l’autorità delegata alla vigilanza, così allontanandosi dal domicilio arbitrariamente e senza versare in una situazione di pericolo.

Cassazione penale sez. VI, 16/05/2019, n.36829

La violazione dagli arresti domiciliari

L’evasione dagli arresti domiciliari rileva sotto due distinti profili, pertinenti a separati procedimenti: a) la violazione della originaria misura coercitiva, che impone di rivalutare la sua adeguatezza rispetto alle esigenze cautelari che ne hanno imposto l’applicazione; b) la commissione del delitto di evasione, per il quale, anche fuori dai casi di flagranza ex art. 3 d.l. n. 152/1991, conv., in l. n. 203/1991, è consentito l’arresto, ma non l’applicazione della custodia in carcere: l’art. 391, comma 5, c.p.p. non consente di superare i limiti di applicabilità della custodia cautelare in carcere posti dall’art. 275, comma 2-bis, c.p.p., perché in relazione ai delitti (come l’evasione) per i quali l’arresto è consentito anche fuori dai casi di flagranza ammette l’applicazione di una misura coercitiva in deroga ai limiti di pena previsti dagli artt. 274, comma 1, lett. c) e 280 c.p.p., ma non alla norma generale di cui all’art. 275, comma 2-bis, c.p.p.; né può interpretarsi in via analogica o estensiva, perché, pur non essendo norma di diritto penale sostanziale, deroga in malam partem alle limitazioni tassative che possono porsi alla libertà personale.

Cassazione penale sez. VI, 28/03/2019, n.26266

Reato di evasione: la competenza per territorio

In tema di reato di evasione dagli arresti domiciliari, la competenza per territorio si radica nel luogo in cui è accertata la violazione della misura per effetto della riscontrata assenza dell’imputato presso l’abitazione ove doveva rimanere in stato di arresto e non in quello in cui è intervenuta la scarcerazione con contestuale autorizzazione a raggiungere autonomamente e senza scorta la predetta abitazione.

Cassazione penale sez. VI, 06/03/2019, n.20555

Lavorare fuori delle mura domestiche

È configurabile il reato di evasione, ex articolo 385 del Cp, a fronte dell’allontanamento della persona sottoposta alla misura degli arresti domiciliari dal luogo in cui la stessa è autorizzata a svolgere l’attività lavorativa.

Difatti, in caso di autorizzazione del detenuto agli arresti domiciliari a lavorare fuori delle mura domestiche, non si verifica una sospensione del regime degli arresti domiciliari, ma una semplice sostituzione temporanea del luogo di custodia.

Per escludere la sussistenza del reato de quo, poi, non rileva l’esiguità della durata e della consistenza dell’allontanamento, in quanto lo scopo della norma incriminatrice va ravvisato nel fatto che la persona sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari resti nel luogo indicato, perché ritenuto idoneo a soddisfare le esigenze cautelari e, nel contempo, a consentire agevolmente il controllo dell’Autorità.

Nel caso di specie, il tribunale ha condannato per il reato de quo l’imputato che, autorizzato a lavorare presso un’autocarrozzeria, veniva trovato in orario lavorativo presso un centro commerciale di un comune limitrofo.

Tribunale Lecce sez. I, 21/02/2019, n.519

Evasione dagli arresti domiciliari: l’allontanamento per motivi risibili

Non è possibile ritenere il reato di evasione dagli arresti domiciliari di lieve entità con la conseguente non punibilità ai sensi dell’Art 131 bis c.p. se l’imputato si sia sottratto alla misura cautelare per un certo lasso di tempo e durante il periodo notturno adducendo motivi assolutamente risibili.

(Nel caso di specie, l’imputato aveva dichiarato di essersi allontanato dall’abitazione per recuperare sostanza stupefacente di cui faceva uso in quanto tossicodipendente).

Tribunale Napoli sez. I, 23/11/2018, n.13524

Reato di evasione dagli arresti domiciliari

Il soggetto, detenuto agli arresti domiciliari, che si costituisce in carcere per problematiche familiari commette il reato di evasione dagli arresti domiciliari.

Tribunale Napoli sez. I, 13/11/2018, n.12438

Evazione dagli arresti domiciliari: quando è inapplicabile la non punibilità per lieve entità?

Non può essere concessa la non punibilità per lieve entità del fatto a reato di evasione dagli arresti domiciliari se la distanza del domicilio coatto è elevata rispetto al luogo ove il soggetto è stato trovato.

(Nel caso di specie, si trattava di soggetto incensurato al quale era stata applicata la misura cautelare da poco tempo).

Tribunale S.Maria Capua V., 11/10/2018, n.5020

Condizioni di applicabilità delle circostanze attenuanti generiche

Con riguardo al reato di evasione dagli arresti domiciliari, le modalità della condotta tra le quali, in particolare, la prossimità tra il luogo in cui è stato ritrovato l’imputato e l’abitazione dello stesso, unitamente alla ammissione degli addebiti da parte di questi, consentono di ritenere il reo meritevole della concessione delle circostanze attenuanti generiche in misura equivalente alla contestata recidiva.

Tribunale Napoli Nord sez. I, 01/10/2018, n.2466

Elementi rilevanti per la concessione delle circostanze attenuanti generiche

In tema di delitto di evasione dagli arresti domiciliari, di cui all’art. 385 c.p., la giovane età dell’imputato, valutata in uno alle finalità rieducative che la pena può assumere nei suoi confronti, unitamente alla personalità del reo e al comportamento reso in sede processuale anche in relazione all’ammissione dei fatti addebitatigli, sono elementi che possono deporre per la concessione delle circostanze attenuanti generiche, da ritenersi equivalenti alla recidiva contestata.

Tribunale Napoli sez. I, 29/09/2018, n.10768

Giovane età e stato di incensuratezza

In tema di lamentata concessione delle attenuanti generiche, in caso di condanna per evasione dai domiciliari, non possono rilevare né la giovane età e lo stato di incensuratezza, laddove trattasi di soggetto di venticinque anni all’epoca dei fatti e ai domiciliari già per altro procedimento, né le condizioni personali e sociali cui sia stato fatto, nell’atto di appello, solo un generico riferimento, stante anche la mancata indicazione dei motivi della violazione degli obblighi derivanti dalla misura degli arresti domiciliari.

Corte appello Perugia, 27/09/2018, n.910

Evasione dagli arresti domiciliari: distanza minima dell’allontanamento

In tema di evasione dagli arresti domiciliari non assume alcun rilievo nella distanza minima rispetto al luogo di detenzione nei motivi che hanno indotto reo ad allontanarsi. (Nel caso di specie, l’imputato era sceso dall’abitazione per aggredire la moglie provocandole altresì lesioni).

Tribunale Torre Annunziata, 17/09/2018, n.2353



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