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Evasione arresti domiciliari: ultime sentenze

1 Settembre 2021
Evasione arresti domiciliari: ultime sentenze

Violazione della misura coercitiva; competenza per territorio del reato di evasione; distanza tra il domicilio coatto e il luogo di ritrovamento.

Commette il reato di evasione chi è sottoposto agli arresti domiciliari e si allontana dal luogo in cui è autorizzato a svolgere l’attività lavorativa? Scoprilo nelle ultime sentenze.

Reato di evasione: elemento soggettivo

L’evasione consistente nell’allontanamento del detenuto agli arresti domiciliari dal luogo in cui è autorizzato a svolgere attività lavorativa richiede il dolo generico, caratterizzato dalla consapevolezza di allontanarsi in assenza della necessaria autorizzazione, a nulla rilevando i motivi che hanno determinato la condotta dell’agente.

Tribunale Torre Annunziata, 02/03/2021, n.512

Evasione: presupposti per la configurabilità del reato

La fattispecie incriminatrice di cui all’art. 385 c.p. punisce, con la reclusione da uno a tre anni, chiunque essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade. Tale disposizione, a mente del comma 3 si applica anche all’imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento, se ne allontani. Il delitto si configura pertanto anche qualora il provvedimento restrittivo della libertà personale sia a carattere cautelare e imponga la custodia domiciliare. Integra infatti il reato di evasione qualsiasi allontanamento dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione, non assumendo alcun rilievo, a tal fine, la sua durata, la distanza dello spostamento, ovvero i motivi che inducono il soggetto ad eludere la vigilanza sullo stato custodiale.

Agli effetti dell’art. 385 c.p., deve intendersi, per abitazione, il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata con esclusione di ogni appartenenza (aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili) che non sia di stretta pertinenza dell’abitazione e non ne costituisca parte integrante, al fine di agevolare i controlli di polizia sulla reperibilità dell’imputato, che devono avere il carattere della prontezza e della aleatorietà.

Tribunale Nocera Inferiore, 05/02/2021, n.230

Reato di evasione: come può essere legittimamente desunto?

In tema di evasione, l’allontanamento dell’imputato dal luogo degli arresti domiciliari senza autorizzazione può essere legittimamente desunto dalla sua mancata risposta al suono del citofono, attivato dalla polizia giudiziaria nei corso di un controllo per un rilevante lasso temporale, nonché con modalità insistenti e tali da richiamare l’attenzione (confermata la decisione dei giudici del merito, che aveva desunto l’evasione dal prolungato controllo effettuato in orario diurno, mediante ripetuti suoni del citofono e chiamate sul telefono fisso dell’abitazione).

Cassazione penale sez. VI, 26/01/2021, n.13432

Il mancato funzionamento del citofono

Il soggetto sottoposto agli arresti domiciliari ha certamente l’onere di porsi in condizioni di consentire il proprio controllo, anche mediate la verifica dell’efficienza dei semplici strumenti (campanello e/o citofono) tipicamente in uso in qualsiasi abitazione. Perciò, nel caso in cui gli addetti facciano un accesso per il controllo procedendo, come di norma, ad utilizzare tali dispositivi scatta, se del caso, l’onere del soggetto posto agli arresti che non abbia dato risposta a ripetute chiamate di dimostrare che ricorre una situazione di caso fortuito che gli ha impedito di rispondere (nella specie, una volta che la polizia giudiziaria aveva attestato di avere proceduto con le corrette modalità, utilizzando il citofono, era onere dell’imputato dimostrare il mancato funzionamento del dispositivo o le altre peculiari condizioni che gli avevano impedito di rispondere).

Cassazione penale sez. VI, 20/01/2021, n.22085

Reato di evasione: quando si configura?

Sono integrati gli estremi del reato di evasione quando un soggetto agli arresti domiciliari esca dalla casa nella quale si trovi ristretto, senza che abbia alcun rilievo il tempo trascorso all’esterno, lo scopo dell’uscita e la sua destinazione. Ciò in quanto la ratio dell’incriminazione risiede nella necessità che egli non si sottragga alla costante possibilità di controllo da parte della polizia giudiziaria. Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato l’imputato per il delitto ex articolo 385 del Cp perché, sottoposto alla detenzione domiciliare presso la propria abitazione, veniva trovato dalle forze dell’ordine nella piazza antistante la sua casa, all’interno di un veicolo e seduto sul sedile anteriore lato passeggero mentre dialogava con altra persona.

Tribunale Nocera Inferiore, 15/01/2021, n.79

Pluralità di reati di evasione dagli arresti domiciliari

In tema di evasione dagli arresti domiciliari, a fronte di plurimi accertamenti dell’allontanamento dal luogo di detenzione, sussiste pluralità di reati solo ove sia provato che l’imputato, dopo ogni singolo allontanamento, abbia fatto stabilmente rientro nel luogo in cui la misura cautelare era in esecuzione.

Cassazione penale sez. VI, 05/11/2020, n.14401

Evasione dagli arresti domiciliari: esimente

La mera indicazione di una circostanza di fatto, astrattamente riconducibile ad un esimente per il reato di evasione dagli arresti domiciliari, non può legittimare un’assoluzione dell’imputato quando non sia stata dimostrata l’effettività della stesa ed in ogni caso avrebbe potuto costituire oggetto di specifica autorizzazione su richiesta di lasciare temporaneamente il proprio domicilio.

Corte appello Ancona, 30/10/2020, n.1413

Evasione: non punibilità

La violazione degli arresti domiciliari, anche per più di una volta da parte di un imputato che all’epoca dei fatti era affetto da disturbi pisicopatologici determinati dall’abuso di sostanza che ne affievolivano i poteri di critica, ma che abbia mostrato ravvedimento a seguito di un percorso di recupero, manifestando contezza del disvalore delle azioni commesse, unitamente alla non abitualità della condotta criminosa, in generale, del soggetto, consentono di applicare la non punibilità per tenuità del fatto ex art. 131 bis c.p.

Tribunale Lecce sez. II, 20/10/2020, n.1271

Elemento materiale del reato di evasione

La fattispecie criminosa dell’evasione ex art. 385 c.p. è integrata da un reato proprio a forma libera,in quanto il bene giuridico protetto, cioè l’esigenza dell’amministrazione della giustizia di assicurare il costante rispetto dei provvedimenti giudiziari limitativi della libertà personale, realizzati con gli strumenti della custodia inframurale, può essere offeso con qualsiasi modalità esecutiva e quali che possano essere i motivi che (fatta salva l’esigenza di effettivi e rigorosamente dimostrati stati di necessità o di altri eccezionali eventi impedienti) inducono il soggetto ad eludere la vigilanza sullo stato custodiale ed a sottrarsi alla stessa.

Pertanto, nell’elemento materiale del reato non deve essere inserito un ulteriore connotato quale quello rappresentato dall’avere la condotta dell’agente dato luogo ad una concreta elusione o ad una più difficoltosa opera di controllo dell’osservanza della misura da parte degli organi di p.g. preposti alla vigilanza, essendo sufficiente ad integrare la fattispecie, il semplice volontario e consapevole allontanamento dalla sede degli arresti domiciliari, pur se le motivazioni dell’agire dell’imputato non si traducano nella decisione di sottrarsi in via definitiva (rendendosi latitante) alla misura domestica.

Tribunale Lecce sez. II, 06/10/2020, n.1035

Allontanamento per breve tempo

È responsabile del reato di evasione il soggetto che si allontani dalla propria abitazione presso la quale è sottoposto agli arresti domiciliari ancorché per un breve lasso di tempo e nelle immediate vicinanze.

Tribunale Torre Annunziata, 09/07/2020, n.930

Evasione dagli arresti domiciliari

Colui che, trasgredendo alle prescrizioni degli arresti domiciliari, si allontani dal domicilio e venga poi arrestato per evasione, non potrà essere poi sottoposto a custodia cautelare in carcere in relazione a tale delitto, salvo che gli arresti domiciliari non possano essere disposti per sopravvenuta mancanza di uno dei luoghi di esecuzione indicati nell’art. 284, comma 1, c.p.p.

Cassazione penale sez. VI, 04/07/2019, n.39114

Recarsi in ospedale senza autorizzazione e in assenza di pericolo

Deve essere confermata la responsabilità dell’imputato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari per essersi recato in ospedale per la rimozione di punti di sutura in un giorno diverso rispetto a quello per cui era stato autorizzato senza notiziare preventivamente l’autorità delegata alla vigilanza, così allontanandosi dal domicilio arbitrariamente e senza versare in una situazione di pericolo.

Cassazione penale sez. VI, 16/05/2019, n.36829

La violazione dagli arresti domiciliari

L’evasione dagli arresti domiciliari rileva sotto due distinti profili, pertinenti a separati procedimenti: a) la violazione della originaria misura coercitiva, che impone di rivalutare la sua adeguatezza rispetto alle esigenze cautelari che ne hanno imposto l’applicazione; b) la commissione del delitto di evasione, per il quale, anche fuori dai casi di flagranza ex art. 3 d.l. n. 152/1991, conv., in l. n. 203/1991, è consentito l’arresto, ma non l’applicazione della custodia in carcere: l’art. 391, comma 5, c.p.p. non consente di superare i limiti di applicabilità della custodia cautelare in carcere posti dall’art. 275, comma 2-bis, c.p.p., perché in relazione ai delitti (come l’evasione) per i quali l’arresto è consentito anche fuori dai casi di flagranza ammette l’applicazione di una misura coercitiva in deroga ai limiti di pena previsti dagli artt. 274, comma 1, lett. c) e 280 c.p.p., ma non alla norma generale di cui all’art. 275, comma 2-bis, c.p.p.; né può interpretarsi in via analogica o estensiva, perché, pur non essendo norma di diritto penale sostanziale, deroga in malam partem alle limitazioni tassative che possono porsi alla libertà personale.

Cassazione penale sez. VI, 28/03/2019, n.26266

Reato di evasione: la competenza per territorio

In tema di reato di evasione dagli arresti domiciliari, la competenza per territorio si radica nel luogo in cui è accertata la violazione della misura per effetto della riscontrata assenza dell’imputato presso l’abitazione ove doveva rimanere in stato di arresto e non in quello in cui è intervenuta la scarcerazione con contestuale autorizzazione a raggiungere autonomamente e senza scorta la predetta abitazione.

Cassazione penale sez. VI, 06/03/2019, n.20555

Lavorare fuori delle mura domestiche

È configurabile il reato di evasione, ex articolo 385 del Cp, a fronte dell’allontanamento della persona sottoposta alla misura degli arresti domiciliari dal luogo in cui la stessa è autorizzata a svolgere l’attività lavorativa.

Difatti, in caso di autorizzazione del detenuto agli arresti domiciliari a lavorare fuori delle mura domestiche, non si verifica una sospensione del regime degli arresti domiciliari, ma una semplice sostituzione temporanea del luogo di custodia.

Per escludere la sussistenza del reato de quo, poi, non rileva l’esiguità della durata e della consistenza dell’allontanamento, in quanto lo scopo della norma incriminatrice va ravvisato nel fatto che la persona sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari resti nel luogo indicato, perché ritenuto idoneo a soddisfare le esigenze cautelari e, nel contempo, a consentire agevolmente il controllo dell’Autorità.

Nel caso di specie, il tribunale ha condannato per il reato de quo l’imputato che, autorizzato a lavorare presso un’autocarrozzeria, veniva trovato in orario lavorativo presso un centro commerciale di un comune limitrofo.

Tribunale Lecce sez. I, 21/02/2019, n.519

Evasione dagli arresti domiciliari: motivi dell’allontanamento

Non è possibile ritenere il reato di evasione dagli arresti domiciliari di lieve entità con la conseguente non punibilità ai sensi dell’Art 131 bis c.p. se l’imputato si sia sottratto alla misura cautelare per un certo lasso di tempo e durante il periodo notturno adducendo motivi assolutamente risibili.

(Nel caso di specie, l’imputato aveva dichiarato di essersi allontanato dall’abitazione per recuperare sostanza stupefacente di cui faceva uso in quanto tossicodipendente).

Tribunale Napoli sez. I, 23/11/2018, n.13524

Reato di evasione dagli arresti domiciliari

Il soggetto, detenuto agli arresti domiciliari, che si costituisce in carcere per problematiche familiari commette il reato di evasione dagli arresti domiciliari.

Tribunale Napoli sez. I, 13/11/2018, n.12438

Evasione dagli arresti domiciliari: quando è inapplicabile la non punibilità per lieve entità?

Non può essere concessa la non punibilità per lieve entità del fatto a reato di evasione dagli arresti domiciliari se la distanza del domicilio coatto è elevata rispetto al luogo ove il soggetto è stato trovato.

(Nel caso di specie, si trattava di soggetto incensurato al quale era stata applicata la misura cautelare da poco tempo).

Tribunale S.Maria Capua V., 11/10/2018, n.5020

Condizioni di applicabilità delle circostanze attenuanti generiche

Con riguardo al reato di evasione dagli arresti domiciliari, le modalità della condotta tra le quali, in particolare, la prossimità tra il luogo in cui è stato ritrovato l’imputato e l’abitazione dello stesso, unitamente alla ammissione degli addebiti da parte di questi, consentono di ritenere il reo meritevole della concessione delle circostanze attenuanti generiche in misura equivalente alla contestata recidiva.

Tribunale Napoli Nord sez. I, 01/10/2018, n.2466

Elementi rilevanti per la concessione delle circostanze attenuanti generiche

In tema di delitto di evasione dagli arresti domiciliari, di cui all’art. 385 c.p., la giovane età dell’imputato, valutata in uno alle finalità rieducative che la pena può assumere nei suoi confronti, unitamente alla personalità del reo e al comportamento reso in sede processuale anche in relazione all’ammissione dei fatti addebitatigli, sono elementi che possono deporre per la concessione delle circostanze attenuanti generiche, da ritenersi equivalenti alla recidiva contestata.

Tribunale Napoli sez. I, 29/09/2018, n.10768

Giovane età e stato di incensuratezza

In tema di lamentata concessione delle attenuanti generiche, in caso di condanna per evasione dai domiciliari, non possono rilevare né la giovane età e lo stato di incensuratezza, laddove trattasi di soggetto di venticinque anni all’epoca dei fatti e ai domiciliari già per altro procedimento, né le condizioni personali e sociali cui sia stato fatto, nell’atto di appello, solo un generico riferimento, stante anche la mancata indicazione dei motivi della violazione degli obblighi derivanti dalla misura degli arresti domiciliari.

Corte appello Perugia, 27/09/2018, n.910

Evasione dagli arresti domiciliari: distanza minima dell’allontanamento

In tema di evasione dagli arresti domiciliari non assume alcun rilievo nella distanza minima rispetto al luogo di detenzione nei motivi che hanno indotto reo ad allontanarsi. (Nel caso di specie, l’imputato era sceso dall’abitazione per aggredire la moglie provocandole altresì lesioni).

Tribunale Torre Annunziata, 17/09/2018, n.2353



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