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Distacco riscaldamento centralizzato: ultime sentenze

7 Settembre 2022
Distacco riscaldamento centralizzato: ultime sentenze

Distacco del condomino dall’impianto centralizzato di riscaldamento; esonero dall’obbligo di sostenere le spese per l’uso; obbligo di sostenere le spese di conservazione dell’impianto; onere della prova.

È nulla la clausola del regolamento condominiale che vieta al condomino il distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento? Il condomino che rinuncia all’uso dell’impianto centralizzato di riscaldamento deve pagare il consumo involontario. Di che si tratta? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Cosa deve provare il condòmino che vuole distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento?

L’art. 1118 c.c. consente al condòmino di distaccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento a condizione che tale intervento non comporti notevoli squilibri di funzionamento dell’impianto o aggravi di spesa per gli altri condomini, con onere della prova a carico del condòmino che vuole distaccarsi, da assolversi mediante apposita documentazione tecnica. Tale onere probatorio viene meno soltanto nel caso in cui l’assemblea condominiale abbia autorizzato il distacco dall’impianto comune sulla base di una propria autonoma valutazione della sussistenza dei presupposti di cui sopra.

Tribunale Busto Arsizio sez. III, 05/01/2022, n.8

Obblighi contributivi del condòmino

Ogni condòmino può distaccare le diramazioni della propria unità immobiliare dall’impianto termico centralizzato, senza necessità di autorizzazione od approvazione dell’assemblea, purché il suo distacco non comporti un notevole squilibrio di funzionamento dell’impianto, né un aggravio di spesa per gli altri condomini. A ciò aggiungasi che il condomino che abbia provveduto a distaccarsi è comunque tenuto al pagamento delle spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

Tribunale Venezia sez. I, 26/07/2021, n.1506

Rinuncia o distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato

In tema di condominio negli edifici, è valida la clausola del regolamento contrattuale che, in ipotesi di rinuncia o distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, ponga, a carico del condomino rinunciante o distaccatosi, l’obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, potendo i condomini regolare, mediante convenzione espressa, adottata all’unanimità , il contenuto dei loro diritti ed obblighi e, dunque, ferma l’indisponibilità del diritto al distacco, suddividere le spese relative all’impianto anche in deroga agli artt. 1123 e 1118 c.c., a ciò non ostando alcun vincolo pubblicistico di distribuzione di tali oneri condominiali dettato dall’esigenza dell’uso razionale delle risorse energetiche e del miglioramento delle condizioni di compatibilità ambientale.

Tribunale Cosenza sez. I, 19/07/2021, n.1657

Regolamento condominiale

In ordine al diritto del condomino al distacco della sua proprietà dall’impianto centralizzato di riscaldamento, ai sensi dell’art. 118 comma 4° c.c. il diritto del condomino a distaccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato non è un diritto disponibile e conseguentemente debbono essere ritenute nulle le clausole dei regolamenti condominiali che vietino il distacco.

Il regolamento condominiale può, invece, obbligare il condomino rinunziante a concorrere alle spese per l’uso del servizio centralizzato atteso che il criterio legale di ripartizione delle spese di gestione dettato dall’art. 1123 c.c. è derogabile.

Tribunale Palermo sez. II, 14/07/2021, n.3037

Distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato: partecipazione alle spese

La posizione del condòmino che si sia distaccato dall’impianto centrale di riscaldamento e la sua partecipazione alle spese vanno così riassunte: egli partecipa alle spese di manutenzione e conservazione dell’impianto in quanto comproprietario ex art 1123 c.c.; non partecipa alle spese di utilizzo del riscaldamento nella parte riferibile alla quota volontaria e involontaria in quanto distaccato nella ricorrenza dei presupposti dell’art 1118 ultimo comma c.c.. Conseguentemente va esonerato dalle spese di riscaldamento diverse da quelle di manutenzione e conservazione.

Tribunale Torino sez. VIII, 28/06/2021, n.3265

Distacco dal sistema di riscaldamento centralizzato: 3 ipotesi

In tema di distacco dal sistema di riscaldamento centralizzato nei condomini possono essere individuate tre ipotesi: a) distacco unilaterale, quando l’interessato abbia dimostrato che dal distacco non siano derivati né aggravi di spese per i residui fruitori dell’impianto, né squilibri termici pregiudizievoli della regolare erogazione del servizio; b) autorizzazione dell’assemblea dei condomini al distacco, eventualmente modificando gli obblighi gravanti sui compartecipi in base al regolamento di condominio; c) possibilità di distacco espressamente consentita dal regolamento di condominio. Non è quindi necessaria la delibera assembleare che autorizzi preventivamente il singolo condomino al distacco quando questi faccia valere l’ipotesi di cui alla lettera a) di distacco nella ricorrenza dei presupposti tecnici richiesti dalla legge.

Tribunale Torino sez. VIII, 28/06/2021, n.3265

Impianto centralizzato: spese di manutenzione straordinaria

In tema di condominio, il singolo condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato la domanda di un condomino che aveva distaccato il suo appartamento dell’impianto centralizzato di riscaldamento, il quale contestava l’addebito pro quota delle spese per l’acquisto e l’installazione di un nuovo e interamente diverso sistema di riscaldamento centralizzato. Per il giudice il fatto del distacco non comporta affatto che i condomini non più allacciati perdano la proprietà dell’impianto e che, pertanto, possano ritenersi esclusi dalle spese correlate alla necessità di dismettere il vecchio impianto e di munirsi di una nuova caldaia secondo le norme vigenti.

Tribunale Roma sez. V, 04/05/2021, n.7694

Spese di conservazione dell’impianto comune

In materia condominiale, il condomino autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune rimane obbligato a pagare le sole spese di conservazione di quest’ultimo, quali, ad esempio, quelle di sostituzione della caldaia, perché l’impianto centralizzato è comunque un accessorio di proprietà comune, al quale egli potrà, in caso di ripensamento, riallacciare la propria unità immobiliare.

Il condomino, pertanto, è obbligato a pagare, quanto meno, le spese di manutenzione straordinaria e di conservazione dell’impianto comune, che rientrano tra le obbligazioni propter rem non rinunciabili.

Tribunale Torino sez. VIII, 19/03/2021, n.1355

Condomino autorizzato a rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato

Il condomino autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune rimane obbligato a pagare le sole spese di conservazione di quest’ultimo – quali, ad esempio, quelle di sostituzione della caldaia – perché l’impianto centralizzato è comunque un accessorio di proprietà comune, al quale egli potrà, in caso di ripensamento, riallacciare la propria unità immobiliare.

Tribunale Torino sez. VIII, 19/03/2021, n.1355

Riscaldamento centralizzato: quali sono le spese di conservazione?

Il condomino autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune rimane obbligato a pagare le sole spese di conservazione di quest’ultimo – quali, ad esempio, quelle di sostituzione della caldaia – perché l’impianto centralizzato è comunque un accessorio di proprietà comune, al quale egli potrà, in caso di ripensamento, riallacciare la propria unità immobiliare. Tale principio si applica sia in caso di distacco dall’impianto centralizzato, sia in caso di originaria esistenza di impianto autonomo e di sopravvenienza di quello centralizzato.

Tribunale Torino sez. VIII, 04/02/2021, n.491

Riscaldamento centralizzato: quando il distacco è legittimo?

Il condomino può legittimamente rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dell’impianto comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione da parte degli altri condomini, se prova che dal distacco non derivano né un aggravio di spese per coloro che continuano a fruire del riscaldamento centralizzato, né uno squilibrio termico dell’intero edificio, pregiudizievole per la regolare erogazione del servizio. Soddisfatta tale condizione, egli è obbligato a pagare soltanto le spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale, mentre è esonerato dall’obbligo del pagamento delle spese per il suo uso.

Tribunale Genova sez. III, 13/01/2021, n.34

Obbligo di pagare le spese di conservazione

In tema di condominio negli edifici, il condomino autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune rimane obbligato a pagare le sole spese di conservazione di quest’ultimo – quali, ad esempio, quelle di sostituzione della caldaia – perché l’impianto centralizzato è comunque un accessorio di proprietà comune, al quale egli potrà, in caso di ripensamento, riallacciare la propria unità immobiliare; qualora tuttavia, in seguito ad un intervento di sostituzione della caldaia, il mancato allaccio non sia espressione della volontà unilaterale di rinuncia o distacco, ma una conseguenza dell’impossibilità tecnica di fruire del nuovo impianto, che non consente neppure un futuro collegamento, egli non può essere più considerato titolare di alcun diritto di comproprietà su tale impianto e perciò non deve più partecipare ad alcuna spesa ad esso relativa.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2020, n.18131

In generale, il condomino rimane obbligato a pagare le sole spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale (ad esempio, proprio quelle per la sostituzione della caldaia), anche quando sia stato autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune. Se, tuttavia, in seguito ad un intervento di sostituzione della caldaia dell’impianto termico centralizzato, il mancato allaccio di un singolo condomino non si intenda quale volontà unilaterale dello stesso di rinuncia o distacco, ma appaia quale conseguenza della impossibilità tecnica di fruizione del nuovo impianto condominiale a vantaggio di una unità immobiliare, restando impedito altresì un eventuale futuro riallaccio, deve ritenersi che tale condomino non sia più titolare di alcun diritto di comproprietà sull’impianto, e non debba perciò nemmeno più partecipare ad alcuna spesa ad esso relativa, essendo nulla la delibera assembleare che addebiti le spese di riscaldamento ai condomini proprietari di locali cui non sia comune l’impianto centralizzato, né siano serviti da esso.

Cassazione civile sez. II, 31/08/2020, n.18131

Spese di manutenzione ordinaria e spese di conduzione dell’impianto

Devono rimanere a carico del condomino che abbia richiesto il distacco dall’impianto termico centralizzato le spese di manutenzione ordinaria e le spese di conduzione dell’impianto. Infatti, l’art. 1118 c.c. consente di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato, ma il condomino resta comunque comproprietario del bene e in ogni caso potrebbe sempre decidere di riallacciarsi all’impianto centrale. Si deve ritenere che nel concetto di “conservazione” richiamato dall’art. 1118 c.c. debbano farsi rientrare anche gli interventi manutentrici finalizzati a far rimanere l’impianto nelle condizioni di poter essere utilizzato.

In sostanza è corretto ritenere che il condomino che decida di distaccarsi sia obbligato a contribuire anche alla conservazione dell’impianto, perché la decisione di distaccarsi dall’impianto che lo serve e che è destinato all’utilizzo di tutti, dipende da una sua libera scelta che non può andare a gravare sugli altri condomini: il mancato contributo inciderebbe sulla posizione degli altri condòmini che dovrebbero in quota parte accollarsi tali oneri.

Tribunale Roma sez. V, 10/06/2020, n.8386

Nullità della clausola del regolamento condominiale

Il regolamento di condominio, anche se contrattuale, non può derogare alle disposizioni richiamate dall’articolo 1138, comma 4, del Cc e non può menomare i diritti che ai condomini derivino dalla legge, dagli atti di acquisto e dalle convenzioni. Deriva da quanto precede, pertanto, che la clausola del regolamento condominiale, come la deliberazione assembleare che vi dia applicazione, che vieti in radice al condomino di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento e di distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, è nulla, per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune, se il distacco non cagioni alcun notevole squilibrio di funzionamento.

Le condizioni per il distacco dall’impianto centralizzato, vanno – in particolare – ravvisate nell’assenza di pregiudizio al funzionamento dell’impianto e comportano il conseguente esonero, in applicazione del principio contenuto nell’articolo 1123, comma 2, del codice civile, dall’obbligo di sostenere le spese per l’uso del servizio centralizzato. In tal caso il condomino che opera il distacco è tenuto solo a pagare le spese di conservazione dell’impianto stesso.

Cassazione civile sez. II, 21/05/2020, n.9387

Distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento

Il distacco del condomino dall’impianto centralizzato di riscaldamento è legittima e ordinaria prerogativa del partecipante alla comunione, laddove essa non comporti né aggravio di spese per coloro che continuano a fruirne, né squilibri termici per l’erogazione del servizio.

La delibera assembleare che, non sussistendo le indicate condizioni, opponga divieto, è nulla. Il condomino che si è distaccato dall’impianto centralizzato di riscaldamento deve contribuire alle spese di esercizio solo in relazione ai c.d. consumi involontari (quota di inefficienza dell’impianto) poiché, diversamente, vi sarebbe un incremento dei costi sostenuti dagli altri condomini.

Tribunale Roma sez. V, 02/01/2019, n.8

La rinuncia al riscaldamento centralizzato

Il regolamento condominiale, se contrattuale, mentre non può consentire la rinuncia all’uso dell’impianto centralizzato di riscaldamento laddove mirato all’esonero dall’obbligo del contributo per le spese di conservazione e manutenzione di detto impianto, ben può invece vietare la rinuncia all’uso ossia al distacco dell’impianto del singolo condomino da quello centralizzato, non essendo tale divieto in contrasto con la disciplina legale dell’uso della cosa comune. Tali limitazioni non possono essere, invece, dettate da un regolamento non contrattuale che non può incidere sui diritti dei partecipanti (in senso restrittivo o ampliativo con effetti sul riparto delle spese) ma solo regolamentare le modalità d’uso delle cose comuni e l’organizzazione ed il funzionamento dei servizi condominiali.

Le clausole regolamentari che limitano i diritti dominicali dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive (nel caso di specie costringendoli ad attingere sempre al riscaldamento centralizzato ed a versare gli oneri inerenti il consumo anche se non goduto il calore), per essere opponibili devono essere approvate da tutti i condomini in quanto hanno valore negoziale.

Tribunale Roma sez. V, 13/11/2018, n.21779

Divieto di rinuncia all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento

È nulla, per violazione del diritto individuale del condomino sulla cosa comune, la clausola del regolamento condominiale, come la deliberazione assembleare che vi dia applicazione, che vieti “in radice” al condomino di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento e di distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, seppure il suo distacco non cagioni alcun notevole squilibrio di funzionamento né aggravio di spesa per gli altri partecipanti.

Cassazione civile sez. II, 02/11/2018, n.28051

Pagamento delle spese di manutenzione ordinaria

Ai sensi del secondo comma dell’art. 1223 c.c., il condomino che si sia legittimamente distaccato dall’impianto di riscaldamento centralizzato deve ritenersi esonerato dalle spese per l’uso dell’impianto di riscaldamento, ma è sempre obbligato al pagamento delle spese occorrenti per la conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale (nel caso di specie il condomino, pur avendo legittimamente effettuato il distacco, dimostrando che dallo stesso non deriva alcun aggravio di gestione o squilibrio tecnico, è tenuto al pagamento delle spese di manutenzione ordinaria dell’impianto).

Tribunale Roma sez. V, 30/01/2018, n.2046

Aggravi di spesa

Ai sensi del comma 4 dell’art. 1118 c.c., il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o notevoli aggravi di spesa per gli altri condomini.

Tribunale Torino sez. III, 13/12/2017, n.6078

Condominio e clausola di regolamento contrattuale 

In tema di condominio negli edifici, è valida la clausola del regolamento contrattuale che, in ipotesi di rinuncia o distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato, ponga, a carico del condomino rinunciante o distaccatosi, l’obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, potendo i condomini regolare, mediante convenzione espressa, adottata all’unanimità, il contenuto dei loro diritti ed obblighi e, dunque, ferma l’indisponibilità del diritto al distacco, suddividere le spese relative all’impianto anche in deroga agli artt. 1123 e 1118 c.c., a ciò non ostando alcun vincolo pubblicistico di distribuzione di tali oneri condominiali dettato dall’esigenza dell’uso razionale delle risorse energetiche e del miglioramento delle condizioni di compatibilità ambientale.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva affermato la legittimità di una deliberazione assembleare recettiva di una specifica clausola del regolamento contrattuale ed impositiva, a carico dei condomini distaccatisi dall’impianto centralizzato di riscaldamento, dell'”obbligo di pagare la metà del contributo” per l’uso dell’impianto medesimo).

Cassazione civile sez. VI, 18/05/2017, n.12580

Regolamento di condominio e spese per il riscaldamento centralizzato

In tema di condominio negli edifici, è nulla la clausola del regolamento che, in ipotesi di legittimo distacco dall’impianto di riscaldamento centralizzato – perché operato senza pregiudicarne il funzionamento – ponga, a carico del condomino distaccatosi, l’obbligo di contribuzione alle spese per il relativo uso in aggiunta a quelle, comunque dovute, per la sua conservazione, in quanto il regolamento costituisce un contratto atipico, meritevole di tutela solo in presenza di un interesse generale dell’ordinamento, mentre una clausola siffatta, oltre a vanificare il principale ed auspicato beneficio che il condomino mira a perseguire distaccandosi dall’impianto comune, si pone in contrasto con l’intento del legislatore di correlare il pagamento delle spese di riscaldamento all’effettivo consumo, come emergente dagli artt. 1118, comma 4, c.c. (nel testo successivo alla novella apportata dalla l. n. 220 del 2012), 26, comma 5, della l. n. 10 del 1991 e 9, comma 5, del d.lgs. n. 102 del 2014.

Cassazione civile sez. II, 12/05/2017, n.11970

Spese a carico del condomino

Il distacco dall’impianto di riscaldamento del condominio da parte di uno dei condomini, anche quando sia ritenuto legittimo, non esonera il contribuente dal pagamento delle spese relative alla manutenzione della caldaia e delle spese di consumo del carburante a titolo di consumo involontario.

Tribunale Roma sez. V, 04/05/2017, n.8736

Impugnazione della delibera assembleare

La contestazione dei crediti del condominio da parte del singolo condomino (nel caso di specie con riferimento al distacco dal riscaldamento centralizzato) deve essere oggetto di impugnazione nei termini di legge della delibera assembleare con la relativa ripartizione degli oneri.

Tribunale Roma, 23/01/2017

Spese di manutenzione dell’impianto centralizzato

Il condomino è sempre obbligato a pagare le spese di conservazione dell’impianto di riscaldamento centrale anche quando sia stato autorizzato a rinunziare all’uso del riscaldamento centralizzato e a distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto comune, ovvero abbia offerto la prova che dal distacco non derivano né un aggravio di gestione o uno squilibrio termico, essendo in tal caso esonerato soltanto dall’obbligo del pagamento delle spese occorrenti per il suo uso, se il contrario non risulti dal regolamento condominiale.

Pertanto, è legittima la delibera condominiale che pone a carico anche dei condomini che si siano distaccati dall’impianto di riscaldamento le spese occorrenti per la sostituzione della caldaia, posto che l’impianto centralizzato costituisce un accessorio di proprietà comune, al quale i predetti potranno comunque riallacciare la propria unità immobiliare.

Cassazione civile sez. II, 22/11/2016, n.23756

Distacco del condomino dall’impianto centralizzato e onere della prova

L’art. 1118 c.c., come modificato dalla l. n. 220 del 2012, consente al condomino di distaccarsi dall’impianto centralizzato – di riscaldamento o di raffreddamento – condominiale ove una siffatta condotta non determini notevoli squilibri di funzionamento dell’impianto stesso o aggravi di spesa per gli altri condomini, e dell’insussistenza di tali pregiudizi quel condomino deve fornire la prova, mediante preventiva informazione corredata da documentazione tecnica, salvo che l’assemblea condominiale abbia autorizzato il distacco sulla base di una propria, autonoma valutazione del loro non verificarsi.

Cassazione civile sez. VI, 03/11/2016, n.22285



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