Arrivano multe pesanti per chi sbaglia l’f24

18 Ottobre 2019 | Autore:
Arrivano multe pesanti per chi sbaglia l’f24

Costerà caro sbagliare i modelli f24 presentati per le compensazioni fra crediti e debiti fiscali: per quelli irregolari e scartati c’è una multa di mille euro.

Tra le misure di contrasto all’evasione fiscale previste dal Governo nel nuovo Decreto fiscale ci sono anche multe pesanti per chi sbaglia a compilare il modello f24 che serve per pagare la maggior parte delle tasse, anche compensando un debito verso il Fisco con un credito maturato nel frattempo dallo stesso contribuente.

Si parte proprio dalle compensazioni fra crediti e debiti fiscali: la nuova sanzione prevista è di mille euro per ogni f24 che risulterà irregolare e scartato dal sistema di acquisizione telematico. Ovviamente, anche la domanda dell’utilizzo del credito richiesto con l’f24 sarà respinta. La norma che prevede questa multa è l’art. 3 del Decreto in arrivo (varato con la formula “salvo intese” che consente aggiustamenti successivi), intitolata «Contrasto alle indebite compensazioni».

Il Governo vuole mettere una stretta sul rimborso dei crediti di qualsiasi imposta (Irpef e relative addizionali, Iva, Ires ed Irap, ecc.)  per importi superiori a 5.000 euro. Nella relazione illustrativa al provvedimento, si legge che le nuove norme «allo scopo di rafforzare le misure di contrasto alle indebite compensazioni, in un’ottica di deterrenza, introducono una specifica disciplina sanzionatoria da applicare nei casi in cui venga individuato il tentativo di compensare crediti non utilizzabili».

Il giro di vite punta a far sparire gli abusi sulle compensazioni indebite accaduti finora. Grazie a queste nuove misure e vincoli, il Governo prevede – e lo scrive nella relazione tecnica di accompagnamento al Decreto – di ottenere una minore spesa di oltre un miliardo di euro (1.084 milioni di cui 836 ottenute proprio dalla riduzione del fenomeno) già nel solo anno 2020.

Le nuove sanzioni non entreranno in vigore subito, come il resto del Decreto, a partire dal 1 gennaio prossimo, ma si applicheranno ai modelli f24 presentati a partire dal mese di marzo 2020. Riguarderanno, quindi, anche i crediti maturati nel 2019, che potranno essere utilizzati portandoli nelle dichiarazioni dei redditi da presentare entro la prossima estate.

Il sistema vieterà, infatti, di portare in compensazione i crediti fiscali di importo superiore ai 5mila euro prima dei tempi previsti per la presentazione della relativa dichiarazione. Si tratta di tutti i casi che rientrano nella cosiddetta compensazione orizzontale [1] che consente di utilizzare i crediti d’imposta per pagare tributi o contributi anche di natura diversa, ad esempio un credito maturato con l’Irpef per pagare un debito di contributi previdenziali Inps.

Per rafforzare l’efficacia delle norme, il nuovo sistema prevede anche una cooperazione tra Agenzia delle Entrate, Inps e Inail, che potranno interrogarsi a vicenda per verificare se il credito spetta veramente e così bloccarlo prima di erogarlo se non verrà riconosciuto valido.

Rimangono “libere” invece, cioè inalterate rispetto al regime attuale, le compensazioni per crediti inferiori a 5mila euro e le compensazioni che avvengono nell’ambito della stessa imposta (ad esempio, credito Iva con debiti Iva) per qualsiasi importo.


note

[1] Art. 17 del D. Lgs n. 241/1997


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