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Il processo davanti al giudice di pace

9 Novembre 2019 | Autore:
Il processo davanti al giudice di pace

In quali casi si può ricorrere al giudice di pace in materia civile e come funziona il relativo processo.

Una delle caratteristiche del nostro Paese è quella di essere la culla del diritto. Il diritto romano, che ha influenzato i codici di mezzo mondo, ne è la prova più evidente. Ma l’essere culla del diritto non dovrebbe significare anche essere un Paese litigioso fino all’eccesso. E, invece, il numero di cause, soprattutto in ambito civile, è enorme. E se a questo si aggiunge la cronica lentezza della giustizia italiana, il quadro appare in tutta la sua desolante gravità. A questa situazione di eccessiva litigiosità, che si somma ad una lentezza snervante dei processi, si è inutilmente cercato di dare soluzioni nel corso degli anni. L’handicap che al nostro Paese causa, in termini di competitività, questa struttura del sistema giustizia richiederebbe soluzioni drastiche, ma soprattutto una mentalità diversa da parte dell’italiano medio.

Servirebbe risolvere le liti senza ricorrere necessariamente al giudice e, allo stesso tempo, occorrerebbero più giudici e più personale di cancelleria per accelerare il processo e renderlo di una durata simile a quella dei paesi più avanzati. Auspicando che, prima o poi, si metta davvero mano ad una riforma strutturale della giustizia e che, soprattutto, cambi la mentalità eccessivamente litigiosa dell’italiano medio, analizziamo nell’articolo che segue il processo davanti al giudice di pace, cioè le regole fondamentali che disciplinano i casi in cui è possibile, in materia civile, iniziare una causa davanti al giudice di pace e quelle che disciplinano il funzionamento del relativo processo.

In quali casi si deve fare causa davanti al giudice di pace?

In ambito civile, i casi in cui la causa deve essere proposta davanti al giudice di pace [1] sono i seguenti:

  • cause relative a beni mobili di valore non superiore a cinquemila euro (ad esempio tutte le cause di risarcimento danni per le quali venga chiesta al giudice una condanna dell’avversario al pagamento di una somma non superiore a cinquemila euro ad eccezione di quelle relative ai sinistri stradali per le quali valgono regole diverse come si vedrà di seguito);
  • cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e natanti purché il valore della causa non superi i ventimila euro;
  • cause di apposizione di termini (cioè di apposizione dei confini tra proprietà) e di rispetto delle distanze per il piantamento di alberi e siepi fissate dalla legge, dai regolamenti o dagli usi qualunque sia il valore della causa;
  • cause relative alla misura ed alle modalità di uso dei servizi di condominio di case qualunque sia il valore della causa (ad esempio una causa in cui si discuta se un’autovettura possa o meno sostare negli spazi comuni condominiali);
  • cause relative ai rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili che superino la normale tollerabilità qualunque sia il valore della causa (ad esempio: se il vicino è rumoroso, la causa per far accertare che i rumori siano superiori al consentito e per farli cessare è di competenza del giudice di pace).

Occorre segnalare, infine, la competenza del giudice di pace [2] per le cause di opposizione alle sanzioni amministrative,  in particolare le sanzioni per violazioni al Codice della strada, tranne che per quelle inflitte in materia di tutela del lavoro, di igiene sui luoghi di lavoro, di prevenzione degli infortuni del lavoro, di previdenza e assistenza obbligatoria, di tutela dell’ambiente, di igiene degli alimenti e delle bevande, di antiriciclaggio e valutaria in cui è competente il tribunale.

Se mi infliggono una sanzione amministrativa perché ho violato una norma del Codice della strada dovrò fare ricorso al giudice di pace; se, invece, la sanzione amministrativa mi è stata inflitta perché ho violato una norma in materia di igiene degli alimenti o in materia valutaria (emissione assegni in bianco) dovrò fare opposizione davanti al tribunale

Il giudice di pace è sempre competente nelle cause per l’osservanza delle distanze tra alberi

Come funziona il processo davanti al giudice di pace?

Diciamo, innanzitutto, che se la causa che intendiamo iniziare davanti al giudice di pace ha un valore che non supera euro millecento, allora non avremo bisogno di essere difesi da un avvocato e potremo gestire la causa da soli.

Nel caso delle opposizioni alle cosiddette multe, il cittadino può sempre stare in giudizio senza l’assistenza di un avvocato qualunque sia il valore della causa (anche se bisogna precisare che le regole del processo per le opposizioni alle multe sono particolari e diverse rispetto a quelle generali del processo davanti al giudice di pace che stiamo per evidenziare).

Il processo civile davanti al giudice di pace è regolato dalla legge [3] sulla falsariga di quello davanti al tribunale, ma con importanti semplificazioni.

In sintesi:

  • il processo si avvia con una citazione a comparire ad udienza fissa che può essere proposta al giudice anche verbalmente: quindi, l’avvocato, o il cittadino nei casi in cui può difendersi da solo, deve:
    • inviare, attraverso gli ufficiali giudiziari, all’avversario un atto di citazione (indicandovi i fatti e l’oggetto della causa e le richieste sulle quali il giudice dovrà esprimersi) fissando egli stesso nella citazione la data della prima udienza;
    • oppure recarsi nella cancelleria del giudice di pace e proporre verbalmente il contenuto dell’atto di citazione al cancelliere che lo trasformerà in atto scritto che poi l’avvocato o il cittadino dovranno notificare all’avversario attraverso gli ufficiali giudiziari;
  • tra il giorno in cui l’atto di citazione sarà recapitato all’avversario e la data della prima udienza (che sarà l’avvocato o il cittadino stesso ad indicare nell’atto di citazione) devono intercorrere almeno quarantacinque giorni (per dar modo all’avversario di preparare le sue difese);
  • chi avvia la causa deve costituirsi in giudizio (cioè formalmente dare la sua presenza nel giudizio) depositando nel fascicolo della causa (predisposto dalla cancelleria) l’atto di citazione con la prova della sua avvenuta notificazione all’avversario (oltre alla procura conferita all’avvocato) e lo potrà fare al più tardi direttamente il giorno dell’udienza indicata nell’atto di citazione; anche l’avversario deve costituirsi depositando nel fascicolo della causa, anche direttamente il giorno dell’udienza, un atto (la cosiddetta comparsa) in cui può replicare all’atto di citazione esponendo le proprie difese;
  • dopo la prima udienza, se c’è necessità di sentire testimoni o di interrogare le parti o di far svolgere una perizia da un consulente nominato dal giudice, verranno fissate ulteriori udienze con lo scopo di ascoltare i testimoni e le parti e di far svolgere la perizia (ovviamente, se il giudice avrà acconsentito a sentire i testimoni indicati dalle parti ed avrà autorizzato lo svolgimento della perizia);
  • quindi, esaurito l’ascolto dei testimoni e depositata la perizia, il giudice fisserà un’udienza conclusiva in cui le parti preciseranno le loro conclusioni e discuteranno oralmente la causa; il giudice dovrà poi depositare la sentenza entro quindici giorni dalla data dell’ultima udienza (in realtà il termine di quindici giorni quasi mai viene rispettato).

Il processo davanti al giudice di pace si avvia con citazione

note

[1] Art. 7 cod. proc. civ.

[2] Art. 6 l. n. 150/2011.

[3] Artt. 316 e ss. cod. proc. civ.


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