Diritto e Fisco | Articoli

Lavoratore stanco si fa male: che rischia il datore di lavoro?

20 Ottobre 2019
Lavoratore stanco si fa male: che rischia il datore di lavoro?

Risponde degli incidenti l’azienda che costringe il dipendente a un superlavoro: troppo stress è fonte di risarcimento del danno.

Se un lavoratore stanco si fa male, cosa rischia il datore di lavoro? Questa domanda è stata posta alla Cassazione qualche anno fa. La relativa sentenza è stata pubblicata proprio di recente [1]; in essa, viene affermato un principio che, seppure poggia su basi interpretative ormai solide e costanti, è innovativo rispetto all’applicazione pratica. 

Per spiegare bene quali rischi corre l’azienda se il dipendente stanco si fa male, dobbiamo fare un piccolo passo indietro.

Danno da stress lavorativo

Quando il lavoro genera troppo stress, l’azienda è responsabile di tutte le conseguenze alla salute subite dal proprio dipendente. Numerose sentenze della Cassazione hanno riconosciuto il danno da “pressione lavorativa”. Secondo alcune pronunce, si può configurare anche una causa di servizio quando il dipendente è messo sotto torchio e per questo si ammala (ovviamente, non devono sussistere concause). 

Qualche giudice la chiama usura psicofisica: si tratta di un danno non patrimoniale causato dalla violazione del dovere, che grava sull’azienda, di tutelare la salute dei propri prestatori d’opera. Il Codice civile impone, infatti, all’imprenditore di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti.

In questi casi, peraltro, l’infortunato può restare a casa finché non si rimette completamente, con la garanzia dello stipendio pagato: non importa se supera il periodo di comporto che, per infortuni causati da colpa del datore, non opera. 

Il danno per lo stress e per la stanchezza da superlavoro

Chiaramente, per chiedere il risarcimento da stress, bisogna anche poter dimostrare un danno effettivo, cosa che potrebbe avvenire con una perizia medico legale. 

Immagina che questo danno non sia un semplice affaticamento, un problema al cuore o un aggravamento di disturbi intestinali. Potrebbe trattarsi anche di un incidente stradale al rientro la sera a casa, dopo una giornata di forti pressioni fisiche e psicologiche. Magari il tuo capo ti ha costretto a fare lo straordinario – come tutte le sere – facendoti rincasare dopo l’orario di cena. Non ci vedi più dalla fame, hai fretta, ma sei anche molto debole e gli occhi si chiudono da soli. Così vai a sbattere a un incrocio, né i riflessi ti consentono di frenare per tempo. In un caso come questo, ti spetta l’idennizzo dall’Inail per il cosiddetto infortunio in itinere (ossia durante il tragitto casa-lavoro), ma potrebbero aprirsi le porte a un doppio risarcimento proprio perché il danno è stato determinato dalla condotta colpevole del datore. 

Un’altra ipotesi abbastanza ricorrente è quella del dipendente che si fa male con un macchinario al termine di una lunga e complicata giornata. 

Insomma, l’eccessiva stanchezza è causa di distrazione e la distrazione, in alcuni casi, può costare cara e amara. 

Responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio

Ecco perché la Cassazione, in questa vicenda, ha detto che spetta al datore risarcire il dipendente troppo stanco al momento dell’infortunio sul lavoro o dell’incidente stradale: le condizioni di superlavoro del danneggiato risultano contrarie agli obblighi di protezione costituiti a carico dell’azienda. 

La responsabilità, peraltro, non è solo civile (ossia risarcitoria), ma anche penale: il datore che non provvede a garantire la sicurezza sul luogo di lavoro rischia il reato se qualcuno si fa male. Insomma, scatta la denuncia per l’incidente occorso al lavoratore troppo stanco.

La vicenda decisa dai giudici attiene a due animatori di un villaggio che, dopo aver lavorato 16 ore di fila e fatto le ore piccole per intrattenere gli ospiti, la mattina dopo si sono dovuti alzare presto per accompagnare due vacanzieri ad una gita guidata. Nel tragitto fino ai pullman, i due hanno perso la vita a causa di un incidente stradale. 

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi i nostri articoli:


note

[1] Cass. sent. n. 26614/19 del 18.10.2019.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube