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Cos’è l’atto di notorietà

11 Novembre 2019 | Autore:
Cos’è l’atto di notorietà

Atto notorio: cos’è, a cosa serve, come si fa e quali formalità bisogna rispettare? Dichiarazione sostitutiva di atto notorio: cos’è? Autocertificazione: cos’è?

Affinché possano essere provati fatti, eventi o circostanze, l’ordinamento giuridico italiano mette a disposizione alcuni strumenti ritenuti particolarmente affidabili: classico esempio è quello degli atti pubblici, cioè degli atti redatti da pubblici ufficiali (notai, cancellieri, ecc.) che fanno fede fino a querela di falso. Su questo solco si pongono gli atti di notorietà i quali, come ti spiegherò nel corso di questo articolo, non sono semplici dichiarazioni, ma dichiarazioni la cui credibilità è rafforzata dal ricorrere di determinati elementi. Ma cos’è l’atto di notorietà?

Se leggerai i prossimi paragrafi, cercherò di illustrarti, in modo semplice e chiaro, cos’è e a cosa serve un atto di notorietà, in quali casi si più utilizzare, quando è ammessa la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e qual è la differenza con l’autocertificazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione. Insomma, se pensi che l’argomento possa interessarti, prosegui nella lettura: vedremo cos’è l’atto di notorietà e come funziona.

Atto notorio: cos’è?

L’atto notorio (o atto di notorietà) è lo strumento che la legge mette a disposizione per attestare validamente determinati eventi, stati o qualità personali. Ad esempio, l’atto di notorietà è utilizzato per certificare la nascita oppure la morte di una persona.

L’atto di notorietà non è altro che una dichiarazione resa secondo precise formalità. Più nel dettaglio, l’atto notorio consiste in una dichiarazione fatta in presenza di due testimoni, maggiorenni e muniti di un valido documento di riconoscimento, avente ad oggetto stati, qualità personali o fatti dei quali il dichiarante è a conoscenza e che sono noti pubblicamente.

La dichiarazione va fatta sotto giuramento e deve essere resa, oltre che in presenza dei testimoni, dinanzi a un pubblico ufficiale.

I testimoni nell’atto di notorietà

Abbiamo detto che uno dei requisiti fondamentali perché possa formarsi un atto notorio è la presenza di testimoni (cosiddetti attestanti) che assistano alla dichiarazione resa da altra persona (cioè, dal dichiarante, definito anche deponente). Orbene, affinché l’atto di notorietà possa dirsi validamente formato, i testimoni devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • devono essere maggiorenni (almeno diciottenni, quindi) e capaci d’intendere e di volere;
  • non devono essere parenti né affini dell’interessato;
  • devono essere in possesso dei diritti civili;
  • devono essere estranei alle dichiarazioni contenute nell’atto, nel senso che non devono aver nessun interesse, né proprio né in conflitto, con il dichiarante.

Solo se tali requisiti sono rispettati, la dichiarazione raccolta dal pubblico ufficiale è idonea a conferire valore probatorio al fatto, all’atto o alla qualità personale oggetto dell’atto di notorietà.

Chi può ricevere gli atti notori?

Affinché una dichiarazione assuma la veste di atto di notorietà occorre che, oltre che essere fatta alla presenza di due testimoni, debba essere resa a un pubblico ufficiale abilitato per legge.

Per la precisione, sono competenti a ricevere gli atti notori:

  • notai;
  • cancellieri dei tribunali, indipendentemente dall’ufficio di appartenenza e senza che sia prevista una particolare competenza territoriale;
  • il sindaco o un suo incaricato.

Come fare un atto di notorietà?

Da quanto appena detto, avrai senz’altro compreso che, se ti serve un atto notorio, non puoi chiamare un attimo due amici e portarli a casa tua: occorre al contrario seguire una procedura più complessa che, per via della necessaria presenza del pubblico ufficiale, può portare via tempo e denaro.

Ad esempio, se non vuoi sostenere i costi di un notaio, puoi optare per la dichiarazione resa davanti al sindaco o davanti a un cancelliere; in entrambi i casi dovrai comunque prenotare un appuntamento presso gli uffici competenti. In genere è richiesto che, con un certo anticipo rispetto alla data fissata, venga depositata la documentazione necessaria per l’atto.

Nel giorno stabilito per rilasciare la dichiarazione, dovrai presentarti con i due testimoni (i quali devono essere in possesso dei requisiti indicati sopra) muniti di documento di riconoscimento. L’atto è subordinato al pagamento di una marca da bollo da sedici euro da apporre all’originale oltre che degli eventuali diritti di segreteria per il ritiro delle copie.

Dove conviene fare un atto notorio?

È ovvio che l’atto notorio reso innanzi al cancelliere ha costi molto più ridotti: la spesa da affrontare per richiedere l’atto notorio in cancelleria sostanzialmente consiste nell’acquisto delle marche da bollo da apporre sulle varie copie dell’ atto notorio. Non ci sono altri versamenti da effettuare. È possibile inoltre richiedere l’ urgenza e ritirare l’atto di notorietà il giorno stesso; in questo caso sarà necessaria una maggiore spesa per marche da bollo.

Recandoti dal notaio, invece, dovrai pagare anche la prestazione del pubblico ufficiale.

A cosa serve un atto notorio?

Giunto a questo punto, ti starai probabilmente chiedendo: a cosa serve un atto di notorietà? Come in parte anticipato nell’introduzione, l’atto notorio, in quanto atto pubblico, fa prova legale sulla provenienza dal dichiarante e su quanto fatto o dichiarato davanti al funzionario pubblico o al pubblico ufficiale (come il notaio) che lo riceve.

L’atto di notorietà non vale, al contrario, come prova legale circa i contenuti delle dichiarazioni; in altre parole, non fa prova legale dell’esistenza di fatti giuridici, ma solo della loro notorietà.

Riepilogando: l’atto di notorietà prova la veridicità dei fatti svoltisi innanzi al pubblico ufficiale nonché la provenienza della dichiarazione dalla persona che l’ha resa; il valore di prova legale dell’atto notorio non riguarda, però, anche il contenuto della dichiarazione, in quanto il funzionario non è tenuto ad eseguire accertamenti per verificare che quanto dichiarato corrisponda a verità.

Dunque, l’atto notorio è prova legale solo di ciò che è accaduto innanzi al notaio, al cancelliere, al sindaco oppure ad altro pubblico ufficiale o funzionario pubblico: non è prova legale, invece, di quanto dichiarato.

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà: cos’è?

Secondo la legge [1], se l’atto di notorietà riguarda stati, qualità personali o fatti che sono a diretta conoscenza dell’interessato (cioè, del dichiarante medesimo), lo stesso è sostituito dalla dichiarazione sostitutiva di atto notorio, cioè da una dichiarazione resa e sottoscritta dall’interessato stesso, senza necessità di ricorrere ai testimoni e a un pubblico ufficiale.

Se la dichiarazione sostitutiva è resa nell’interesse proprio del dichiarante, la stessa può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.

In sintesi, dunque, nei casi sopra esposti, l’interessato può attestare da solo, senza la necessità di recarsi presso un pubblico ufficiale e di farsi assistere da due testimoni, i fatti e le circostanze che egli stesso dichiara, con notevole risparmio di tempo e denaro.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione: cos’è?

Diversa dalla dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è la dichiarazione sostitutiva di certificazione, definita anche autocertificazione. Di cosa si tratta? Per autocertificazione si intende quella dichiarazione resa da un cittadino alla Pubblica Amministrazione, attestante ciò che è rinvenibile all’interno di certificati amministrativi. In pratica, l’autocertificazione sostituisce i certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione: per tale ragione si parla di dichiarazione sostitutiva di certificazione.

Dichiarazione sostitutiva atto notorio e autocertificazione: differenza

Qual è la differenza tra la dichiarazione sostitutiva di atto notorio e la dichiarazione sostitutiva di certificazione, definita anche autocertificazione? La risposta è semplice: mentre l’autocertificazione sostituisce informazioni che sono rinvenibili all’interno dei registri pubblici (ad esempio, dall’anagrafe civile, come può essere il certificato di stato di famiglia), la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà prende il posto di attestazioni che riguardano stati, fatti e qualità personali che riguardano terzi di cui si abbia diretta conoscenza.

La differenza è rileva soprattutto in ambito amministrativo: ed infatti, secondo la legge, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione tutto ciò che non si può autocertificare va attestato con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Tirando le fila di quanto sinora detto, mentre l’autocertificazione si sostituisce a certificati presenti nei registri pubblici, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attesta qualità personali, situazioni e i fatti a conoscenza diretta dell’interessato, per i quali non è ammessa l’autocertificazione. Le dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà non possono essere utilizzate per attestare informazioni che non rientrano nella conoscenza diretta del dichiarante o che riguardano manifestazioni di volontà.

Esempi di atto notorio

Dopo aver spiegato cos’è l’atto di notorietà, come si forma, a cosa serve, cos’è la dichiarazione sostitutiva di atto notorio e la differenza con l’autocertificazione, vediamo un esempio concreto di atto di notorietà.

Mario e Paola vengono eccezionalmente dispensati dal tribunale dal provvedere alle pubblicazioni inerenti al loro matrimonio. Per ottenere tale dispensa, i nubendi hanno dichiarato di non trovarsi in nessuna delle condizioni di incompatibilità con il matrimonio previste dalla legge (assenza di vincoli di affinità, parentela, adozione, affiliazione; maggiore età; libertà di stato; ecc.). Grazie a questo atto di notorietà, i futuri sposi saranno sollevati dall’onere delle pubblicazioni, assumendosi la responsabilità civile e penale di quanto dichiarato.

Altro esempio di atto notorio è quello che banche e poste richiedono per poter svincolare le somme che spettano agli eredi. Se gli importi sono di modesta entità, è possibile che l’istituto id credito si accontenti di una semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà; in caso contrario, occorrerà seguire le procedure sopra viste, e cioè recarsi presso un pubblico ufficiale o funzionario pubblico portando con sé due testimoni.

Se stai cercando un fac simile di atto notorio da poter utilizzare, ti consiglio di leggere l’articolo sul modello per atto notorio.



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2 Commenti

  1. Buongiorno, desidererei avere una delucidazione sulla dichiarazione sostituitiva di atto di notorietà per successione ereditaria. Se alla DSAN compilata viene richiesta autenticazione di firma da parte dell’anagrafe comunale e viene apposta la marca da bollo di € 16,00, non si tratta di una atto notorio vero e proprio? … e forse anche non valido per vizi di procedura?

    1. Ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:
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