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Cosa succede se per un giorno non prendo la pillola?

22 Ottobre 2019 | Autore:
Cosa succede se per un giorno non prendo la pillola?

Pillola anticoncezionale: le diverse tipologie; l’efficacia; le controindicazioni; gli effetti collaterali; i falsi miti. Il risarcimento del danno in caso in gravidanza indesiderata e la procedura da seguire per l’interruzione volontaria della gravidanza.

La pillola anticoncezionale, conosciuta anche come pillola contraccettiva, è un farmaco utilizzato da milioni di donne in tutto il mondo per evitare gravidanze indesiderate o per ragioni mediche. Per molte donne, la pillola rappresenta un anticoncezionale sicuro ed efficace. Ma, al di là della funzione contraccettiva, l’assunzione della pillola incide sul ciclo mestruale apportando diversi benefici, infatti, il ciclo diventa regolare, più breve, meno intenso e meno doloroso. Talvolta, la pillola è adottata per la cura di numerosi disturbi legati agli squilibri ormonali. Tuttavia, è bene ricordare che, a seguito dell’assunzione della pillola, è possibile andare incontro ad alcuni effetti collaterali. In caso di errore, anche se inconsapevole, c’è il rischio di gravidanza. Inoltre, la pillola non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, come l’Aids, infatti, per scongiurare i rischi legati all’insorgenza di queste malattie è opportuno usare il preservativo. Infine, la pillola contraccettiva è controindicata in presenza di fattori di rischio cardiovascolari.

Probabilmente, ti stai ponendo alcune domande sulla pillola anticoncezionale. Quali modificazioni provoca l’assunzione della pillola nel lungo periodo? Come cambia il ciclo mestruale? Cosa succede se per un giorno non prendo la pillola? Quali sono i principali effetti collaterali legati all’assunzione della pillola? Quante possibilità ci sono di rimanere incinta prendendo la pillola? Per conoscere le risposte a queste e a tante altre domande, ci siamo rivolti ad uno specialista. Se desideri saperne di più sull’argomento, continua a leggere il mio articolo. A seguire, potrai trovare l’intervista al ginecologo Cristiano Messina. Dopodiché, ti indicherò quali sono i falsi miti sull’assunzione della pillola contraccettiva; come richiedere il risarcimento del danno al medico in caso di gravidanza indesiderata e qual è la procedura da seguire per l’interruzione volontaria della gravidanza.

Quando e come assumere la pillola anticoncezionale?

La pillola contraccettiva quando si assume per la prima volta va assunta dal primo giorno del ciclo. Se si assume la pillola durante l’allattamento, il ciclo può non venire e in questo caso si può assumere in qualsiasi giorno, altrimenti si dovrebbe aspettare la comparsa del ciclo che può ritardare anche di alcuni mesi. L’orario di assunzione e’ indifferente; si consiglia l’orario serale prima di andare a letto perche se ci fosse dimenticanza si fa in tempo ad assumerla la mattina presto del giorno dopo. In ogni caso, non c’è un orario preferenziale. L’eventuale contraccezione d’emergenza va assunta il prima possibile e comunque entro 72 ore dal rapporto non protetto. E’ da assumere, comunque, con acqua; evitare liquori, caffè o spremute.

Pillola anticoncezionale: come funziona?

La pillola contraccettiva funziona inibendo l’ovulazione. Dal momento che non avviene la produzione dell’ovocita, si rende impossibile il concepimento.

Pillola anticoncezionale: quali sono le controindicazioni?

Le principali controindicazioni sono la gravidanza accertata o presunta, il diabete, le gravi patologie della coagulazione, l’insufficienza epatica o renale, la presenza di gravi patologie cardiache, l’ipertensione arteriosa, pregresse pancreatiti, pregressi tumori (in particolare, mammari). La controindicazione relativa consiste nell’essere forte fumatrice o nell’avere livelli alti di colesterolo.

Quali sono i rischi dell’assunzione della pillola?

Ovviamente, il più banale è l’insuccesso della terapia. Poi, i rischi principali sono collegati a coagulopatie, in particolare trombi che possono colpire ogni organo (vista, intestino reni ecc.) e possono manifestarsi soprattutto nelle forti fumatrici. In età avanzata, esiste un rischio di incremento della frequenza di tumori al seno. I rischi minori possono essere l’incremento della pressione e dei valori di colesterolo e glicemia.

Pillola anticoncezionale: quali sono gli effetti collaterali?

A seconda dei dosaggi, la pillola può provocare: incremento della ritenzione idrica con gonfiore ed edemi e incremento ponderale, cefalea, tensione mammaria, peggioramento di un eventuale quadro di insufficienza venosa , incremento dei valori di colesterolo e glicemia e dei valori pressori. In particolare, con le pillole a basso dosaggio continuative può comparire la progressiva riduzione della quantità del ciclo fino alla sua scomparsa con possibili perdite ematiche tra un ciclo e l’altro.

Quanti tipi di pillola contraccettiva esistono?

La classica pillola è estroprogestinica con 21 cp e poi 7 giorni di pausa. Poi, per ridurre gli effetti collaterali, sono nate le pillole continuative estroprogestiniche che prevedono un’assunzione continuativa con all’interno della confezione 2 o 4 pillole di placebo che non hanno effetto terapeutico, ma servono solo a far assumere continuativamente senza pausa la pillola. In questo caso, finita una confezione, assumendo le pastiglie di placebo, si assume subito la nuova confezione.

Esiste, poi, la pillola di soli progestinici, normalmente assunta durante l’allattamento che contiene 28 cp tutte uguali di solo progestinico che vanno poi assunte continuativamente senza pause e che non fanno arrivare il ciclo.

C’è una nuova formula, diciamo estiva. Si tratta delle pillole per far venire direttamente il ciclo ogni 3 mesi ed è spesso usata proprio nel periodo estivo in cui il ciclo diviene più fastidioso. In ogni caso, è possibile usarla in ogni momento.

Ci sono le pillole per la contraccezione d’emergenza che vanno assunte il prima possibile e comunque entro le 72 ore dal rapporto.

Quali sono i rischi e cosa bisogna fare se si dimentica una pillola contraccettiva?

Il rischio è l’insuccesso contraccettivo tanto più presente quanto più la pillola ha un basso dosaggio. Se ci si ricorda di assumerla entro le 12 ore, non ci sono problemi, ma se è trascorso più tempo, esistono vari consigli da seguire. Il mio suggerimento è di continuare normalmente l’assunzione ed avere rapporti protetti fino all’arrivo del prossimo ciclo.

Ciclo in anticipo durante l’assunzione della pillola: cosa fare? 

La pillola va assunta regolarmente, fino alla fine del blister. Se l’evento si ripete, bisogna consultare il medico per decidere come comportarsi nel futuro ed eventualmente valutare se è il caso di cambiare la pillola.

Come cambia il ciclo mestruale e quali modifiche può apportare un’assunzione della pillola a lungo termine?

Le pillole attuali tendono con il tempo a far diminuire la durata e la quantità del ciclo. La pillola solo progestinica blocca definitivamente il ciclo. Queste modificazioni sono, ovviamente, momentanee e si bloccano al momento dell’interruzione della terapia.

In quali casi è necessaria l’interruzione della pillola?

Nel momento in cui si presentano effetti collaterali non gestibili come: nausea, vomito, gastralgie, cefalea o presenza di variazione di parametri ematici e pressori gravi, se si evidenzia uno stato di gravidanza o venissero diagnosticate forme di neoplasia in atto.

Quante possibilità ci sono di un insuccesso terapeutico della pillola?

Innanzitutto, vanno distinti gli insuccessi dovuti a dimenticanze, assunzione non corretta, vomito o dissenteria post assunzione, dai reali insuccessi dovuti alla mancata azione della pillola. Per indicare questi ultimi, si utilizza l’indice di pearl che indica il numero di gravidanze per 100 anni di cicli di assunzione. Con le pillole attuali l’indice è di 0,1 0,2 cioè una gravidanza indesiderata ogni 500-1000 anni di assunzione che significa che ci si aspetta una gravidanza tra 50 donne che assumono per 10 anni ognuna la pillola. Quindi, un rischio presente, ma veramente basso.

La pillola assunta durante la gravidanza che rischi comporta?

Chiaramente, se si scopre la gravidanza, la pillola va interrotta. Se si continua ad assumere la pillola, può provocare la comparsa anticipata di segni femminili nelle bimbe e di femminilizzazione nei maschietti, ma andrebbe assunta per periodi molto lunghi, fino quasi al parto. Si sospetta poi un lieve incremento di malformazioni dell’apparato genito urinario e una maggiore frequenza di iposviluppo fetale.

Pillola anticoncezionale: falsi miti da sfatare

Dopo aver analizzato tutte le caratteristiche della pillola contraccettiva nell’intervista al dr. Cristiano Messina, a seguire ti indicherò quali sono i falsi miti sull’assunzione della pillola anticoncezionale che ho individuato tra le domande più frequenti raccolte sul web a cui ha risposto il consiglio direttivo della Società italiana della contraccezione. Dopodiché, ti illustrerò quando è possibile richiedere il risarcimento del danno al ginecologo in caso di gravidanza indesiderata e qual è la procedura da seguire qualora, in caso di fallimento del metodo contraccettivo, decidessi di interrompere la gravidanza.

Pillola anticoncezionale: fa ingrassare?

No. Ormai, esistono numerosi contraccettivi orali e la scelta del giusto contraccettivo, concordata con il proprio ginecologo, consente di evitare la ritenzione idrica e, quindi, l’accumulo di grasso.

Pillola anticoncezionale: può incidere sull’umore?

Alcuni studi hanno evidenziato che i contraccettivi orali possono essere efficaci nel trattare la sindrome premestruale severa, che include ansia, irascibilità, depressione, difficoltà nelle relazioni interpersonali.

Pillola anticoncezionale: può essere assunta con il ciclo irregolare?

Uno degli effetti più noti della pillola contraccettiva è proprio quello della regolarizzazione del ciclo mestruale. La maggior parte delle donne che assume la pillola sa con esattezza il giorno in cui arriverà, puntuale come un orologio, il flusso mestruale.

Pillola anticoncezionale: fa venire il cancro?

Studi internazionali hanno evidenziato come l’assunzione del contraccettivo orale possa proteggere dal tumore all’ovaio, dal tumore del corpo dell’utero e dal tumore del colon retto. La protezione è legata alla lunghezza del periodo di assunzione: per più tempo si è fatto uso della pillola, è maggiore sarà la riduzione del rischio. Spesso, il cancro dell’ovaio (il cui picco di incidenza è tra i 60 ed i 65 anni), viene diagnosticato in ritardo a causa dell’assenza di sintomi nella fase iniziale. La pillola rappresenta un’opzione preventiva nella fase pre-menopausa. La pillola può essere assunta dopo i 40 anni, in assenza di fattori di rischio quali il fumo, l’ipertensione arteriosa.

Pillola anticoncezionale: può rendere meno fertili?

Se desideri una gravidanza, basta interrompere l’assunzione della pillola. Il ciclo mestruale tornerà ad avere le stesse caratteristiche del pre-trattamento.

Gravidanza indesiderata: il risarcimento del danno

Il tribunale di Milano [1], in una sentenza, ha stabilito che, nel caso di gravidanza indesiderata, il ginecologo che ha sbagliato la prescrizione dell’anticoncezionale è tenuto al risarcimento del danno nei confronti dei neogenitori. Si tratta di un danno che deve essere inteso in senso “non patrimoniale” (lesione di diritti inviolabili della persona riconosciuti dalla Costituzione) e “patrimoniale” (tutti i costi che comporta la crescita di un figlio).

Nel caso di specie, la coppia versava in una condizione di difficoltà economica e non aveva “programmato” alcuna gravidanza. Il medico è stato negligente, in quanto aveva sbagliato clamorosamente la prescrizione di un farmaco. In queste circostanze, il ginecologo ha una responsabilità di tipo contrattuale.

L’inadempimento del medico all’obbligo di eseguire la sua prestazione con diligenza lede il diritto della donna di decidere, liberamente e con il proprio compagno, sull’eventuale gravidanza. Il bene leso riguarda il nucleo familiare primario. Pertanto, il danno incide sulla libera scelta di una procreazione consapevole e responsabile che investe sia i diritti della madre che del padre.

Nel caso deciso dal tribunale di Milano, il medico è stato condannato all’indennizzo per le spese necessarie ad affrontare il mantenimento e l’educazione del figlio, fino al raggiungimento dell’indipendenza economica (per un periodo stimato intorno ai 20 anni).

Per leggere le ultime sentenze sulla nascita indesiderata, clicca qui.

Interruzione volontaria di gravidanza

L’interruzione volontaria di gravidanza si può effettuare entro 90 giorni dal concepimento. Il termine di inizio deve essere calcolato partendo dal primo giorno dell’ultima mestruazione. La decisione di interrompere una gravidanza può dipendere da diversi motivi: ad esempio, il concepimento può essere conseguenza di un metodo contraccettivo fallito, di un rapporto sessuale non protetto (che può causare anche il contagio di malattie sessualmente trasmissibili come l’Hiv), di una violenza sessuale subita.

Talvolta, alla base della decisione di interruzione della gravidanza potrebbero esserci motivazioni economiche o sociali. In tutti questi casi, il personale medico può consigliare e suggerire altre soluzioni, come il diritto di ricorrere al parto anonimo, che consente alla donna di non essere nominata nel certificato di nascita e al bambino di nascere.

Interruzione volontaria della gravidanza: quale procedura seguire?

La donna o la minorenne (con il consenso di entrambi i genitori o con l’autorizzazione del giudice tutelare) deve rivolgersi al suo medico di fiducia (il ginecologo o il medico di famiglia) non obiettore. Il medico ha il compito di accertare lo stato di gravidanza, informare la donna sui suoi diritti e prospettarle le possibili alternative.

All’esito del colloquio con il medico, se la donna è ancora convinta di voler abortire, il professionista le rilascia un certificato, firmato anche dalla paziente, in cui attesta dell’avvenuto incontro. Dalla data di rilascio del predetto certificato, è previsto un tempo di riflessione di 7 giorni. Decorso questo termine, la donna può procedere con l’interruzione della gravidanza, rivolgendosi ad una struttura pubblica ospedaliera o ad una clinica privata o convenzionata con il Servizio sanitario nazionale.

Nei casi di urgenza, il medico può rilasciare un certificato che consente alla donna di procedere subito all’interruzione della gravidanza bypassando tutta questa procedura.


note

[1] Trib. Milano sent. del 10.03.2014.

Autore immagine: 123rf com.


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