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Giustizia: fuori dalla carceri seimila persone. Per le altre, amnistia


Giustizia: fuori dalla carceri seimila persone. Per le altre, amnistia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 giugno 2013



Approvato il decreto “svuota carceri” che metterà in libertà seimila persone per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario; secondo il ministro Cancellieri l’amnistia darebbe un grande aiuto.

Ieri il Governo ha varato il decreto-carceri. In due anni dovrebbero uscire dalle patrie galere circa 6mila persone destinate non alla libertà, ma a misure alternative come ad esempio la detenzione domiciliare o l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Il testo fa cadere le preclusioni nei confronti dei recidivi per piccoli reati. Si amplia la possibilità di accesso ai permessi premio per i soggetti recidivi con l’estensione dell’istituto del lavoro esterno anche al lavoro di pubblica utilità.

La capienza degli istituti penitenziari crescerà, per il 2016 si punta a recuperare 10mila nuovi posti letto.

A fianco delle misure strutturali ci saranno altri provvedimenti contenuti nel disegno di legge sulla messa alla prova e la reclusione domiciliare come pena principale per i reati puniti fino a 6 anni.

Il Ministro della Giustizia Cancellieri è tuttavia convinto che, per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario – che è valso all’Italia già alcune condanne dalla Corte dei Diritti dell’Uomo – sarebbe necessaria un’amnistia. “Darebbe un grande aiuto – ha detto il ministro. L’ultima amnistia ha liberato 15-20mila posti, una soluzione del genere ci consentirebbe di mettere in campo misure più durature”.

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