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Quale sarà il futuro della Brexit?

19 Ottobre 2019
Quale sarà il futuro della Brexit?

E’ una giornata importante a Londra per la Brexit e per la decisione di uscita dall’Ue. Boris Johnson presenterà il suo accordo sulla Brexit al Parlamento.

Il giorno della verità è arrivato. Il futuro della Brexit si deciderà oggi in una seduta straordinaria della Camera dei Comuni. I quotidiani britannici hanno ribattezzato questa giornata il “Brexit super saturday”. E’ accaduto soltanto quattro volte che i Comuni si siano riuniti di sabato, quasi tutte per ragioni legate a conflitti militari: sabato 2 settembre 1939, i Comuni si riunirono per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; sabato 3 novembre 1956 per la crisi di Suez; e sabato 3 aprile 1982 per la Guerra delle Falkland. L’altra seduta straordinaria avvenuta di sabato fu il 30 luglio del 1949, ma non fu dovuta a un’emergenza nazionale, bensì a ragioni di convenienza, legate all’inizio della pausa estiva dei lavori parlamentari.

Riunito per la prima volta di sabato dopo 37 anni, il Parlamento di Westminster dovrà pronunciarsi in giornata sul nuovo accordo raggiunto a Bruxelles per uscire dall’Ue.

Il primo ministro conservatore Boris Johnson è stato finora regolarmente sconfitto in aula e non è certo di avere la maggioranza necessaria per approvare l’accordo. Intanto, per oggi, è prevista una grande manifestazione per chiedere un secondo referendum. Ma vediamo nei dettagli come si svolgerà la giornata.

Le ‘danze’ si sono aperte alle 09.30 ora locale (10.30 in Italia) con una dichiarazione di Johnson alla Camera dei Comuni, seguita dagli interventi dei deputati. Successivamente, sarà un ministro a presentare la mozione da votare. Ma è solo quando il dibattito inizierà, spiega il Guardian, come riporta una nota della nostra agenzia di stampa Adnkronos, che si saprà quali emendamenti saranno stati scelti dallo speaker della Camera John Bercow perché vengano messi ai voti. Dal loro numero dipenderanno i tempi del voto chiave sulla Brexit, che potrebbe avvenire nel pomeriggio o in serata.

Fra gli emendamenti proposti, ve ne sono per l’estensione della scadenza della Brexit, ora fissata al 31 ottobre, o per ottenere un secondo referendum. Ma c’è anche l’emendamento Letwin che potrebbe avere l’effetto di rinviare tutto, in quanto chiede che l’approvazione dell’accordo sulla Brexit arrivi soltanto dopo quella di tutta la legislazione necessaria alla sua messa in opera. In questo caso, sarebbe inevitabile chiedere un’estensione della scadenza.

Se l’accordo con Bruxelles sarà approvato non vi è comunque certezza che la Brexit scatti il 31 ottobre. I tempi sono molto stretti e, malgrado le promesse di Johnson, gli osservatori non escludono che sia necessario un rinvio. Ci sarà una Brexit con un No deal in caso di bocciatura dell’accordo? Boris Johnson ha finora impostato il dibattito in questi termini, ma il mese scorso Westminster ha approvato il Benn act che impone al governo di chiedere in questo caso un’estensione della scadenza.

L’esito del voto sull’accordo raggiunto a Bruxelles non è facile da prevedere. I dieci deputati del partito unionista nordirlandese Dup che sostengono dall’esterno il governo di minoranza di Johnson hanno già anticipato il loro No. Saranno cruciali i voti dei cosiddetti “spartani”, i conservatori duri e puri della Brexit guidati da Steve Baker che potrebbero trovare l’accordo troppo morbido verso le richieste Ue.

Ma bisognerà vedere anche come votano i conservatori ribelli europeisti, fra cui spicca l’ex ministro delle Finanze Philip Hammond. C’è poi la laburista Caroline Flint. Fra i sostenitori della Brexit potrebbe approvare l’accordo, trascinando altri compagni di partito. Infine il deputato Lib Dem Norman Lamb, l’unico del partito possibilista sulla Brexit, potrebbe dare un voto cruciale a favore dell’intesa.

“Questo è il momento” perché la Camera si metta d’accordo sulla Brexit e approvi intesa raggiunta con Bruxelles. Lo ha detto il primo ministro britannico Boris Johnson, aprendo la seduta straordinariamente convocata di sabato al Parlamento di Westminster per approvare il ‘deal’ raggiunto a Bruxelles per un’uscita ordinata dall’Ue. “E’ tempo di procedere e costruire una nuova relazione” con l’Europa, ha aggiunto Johnson.

Il nuovo accordo per la Brexit di Boris Johnson è “perfino peggiore” di quello precedentemente negoziato dall’ex premier Theresa May. Così il leader laburista Jeremy Corbyn, nella replica all’intervento del premier Johnson, durante il dibattito in corso alla Camera dei Comuni. Per Corbyn il nuovo accordo non fornisce sufficienti garanzie sui diritti dei lavoratori e sull’ambiente, come invece chiedeva il Labour. Corbyn ha, quindi, invitato l’aula a non consegnare un “assegno in bianco” a Johnson, approvando l’accordo.

Pur nel’imprevedibilità dell’esito di questa giornata straordinaria a Westminster, la Bbc prova ad azzardare qualche previsione. Secondo l’emittente britannica, a favore dell’accordo per la Brexit del premier Boris Johnson potrebbero votare 310 deputati, con 302 contrari. Gli indecisi sarebbero ancora 27 ed è chiaramente da loro che dipenderà tutto.

Nel pieno del botta e risposta in corso nel dibattito alla Camera dei Comuni, il premier Boris Johnson ha deragliato per un istante dall’argomento Brexit, per congratularsi con la nazionale inglese di rugby. Nel mondiale in corso in Giappone, gli inglesi hanno battuto l’Australia per 40 a 16, accedendo così alle semifinali del torneo.

Confermando quanto già annunciato negli ultimi due giorni, gli unionisti nordirlandesi del Democratic Unionist Party hanno confermato la loro contrarietà all’accordo per la Brexit negoziato dal premier Boris Johnson. Prendendo la parola nell’aula dei Comuni, il capogruppo Nigel Dodds ha invitato i deputati a “leggere i dettagli” dell’accordo relativi all’Irlanda del Nord e ha ricordato a Johnson la promessa che non avrebbe mai accettato una frontiera doganale nel Mare d’Irlanda, come invece contenuta nell’accordo.

Se l’emendamento Letwin verrà approvato oggi dalla Camera dei Comuni, il governo rinvierà il voto sull’accordo per la Brexit a martedì prossimo. Lo hanno riferito fonti di Downing Street citate da Sky News. L’emendamento Letwin, presentato dall’ex sottosegretario conservatore Oliver Letwin e ammesso al voto dell’aula dallo speaker dei Comuni John Bercow, è l’ultima arma, in ordine di tempo, messa in campo dai cosiddetti ‘remainers’.

L’emendamento, sostenuto dalle opposizioni, chiede che anche in caso di approvazione dell’accordo sulla Brexit appena raggiunto tra Londra e Bruxelles, l’uscita del Regno Unito dalla Ue sia rinviata a dopo il 31 ottobre, se entro quella data non sarà approvata dal Parlamento tutta la legislazione necessaria a rendere valido l’accordo.

Si tratta, nelle intenzioni dei ‘remainers’, di una “polizza di assicurazione” per costringere il premier Boris Johnson a chiedere un rinvio della Brexit e scongiurare un’uscita ‘disordinata’ dalla Ue. Johnson, in base al Benn Act, la cosiddetta ‘legge anti-no deal’ approvata nelle scorse settimane, sarebbe comunque costretto ad inviare entro le 23 di stasera una lettera a Bruxelles per chiedere un rinvio della Brexit, se il suo accordo non sarà approvato dal Parlamento.

Poiché l’emendamento Letwin dovrebbe essere messo al voto prima dell’accordo sulla Brexit, la sua approvazione vanificherebbe di fatto l’eventuale vittoria ottenuta da Johnson. Il governo teme che ij caso di approvazione dell’emendamento Letwin, i deputati contrari alla Brexit potrebbero essere incoraggiati a presentare la prossima settimana nuovi emendamenti alla legislazione sulla Brexit, tra i quali la richiesta di un secondo referendum.

Lo European Research Group (Erg), l’organismo che raggruppa i deputati conservatori più euroscettici, ha annunciato per voce del vice presidente Mark Francois il suo “totale” appoggio all’accordo per la Brexit del premier Boris Johnson. Il voto contrario dell’Erg era stato decisivo per le ripetute bocciature parlamentari del precedente accordo negoziato dall’ex premier Theresa May. Intervenendo ai Comuni, il ministro per la Brexit, Steve Barclay, ha sottolineato come il via libera dell’Erg dimostri la bontà dell’accordo negoziato da Johnson.

L’esito della giornata parlamentare rimane però appeso all’approvazione, o meno, dell’emendamento Letwin, che costringerebbe Johnson a chiedere un rinvio della Brexit, anche in casi di approvazione del suo accordo, se entro il 31 ottobre non verrà approvata dal Parlamento tutta la legislazione necessaria a rendere effettivo l’accordo stesso.

Mentre a Westminster è in corso la seduta straordinaria del ‘Super Saturday’, è partita marcia organizzata da ‘People’s Vote’, il gruppo di attivisti che chiedono un secondo referendum sulla Brexit. Migliaia di persone stanno sfilando nelle vie centrali della capitale britannica. La manifestazione culminerà a Parliament Square.



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