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Salvini e Berlusconi tornano insieme

19 Ottobre 2019
Salvini e Berlusconi tornano insieme

A San Giovanni in Roma la destra si unisce sotto l’unica bandiera della Lega. Nasce “la cosa di Salvini”.

Amici per sempre. È stato propri ieri Berlusconi a dire che Salvini è l’attuale leader del centro destra, lasciando il gradino più alto della scena politica all’allegato. E’, oggi, Salvini a presentare il capo di Forza Italia, sul palco di San Giovanni in Roma, come il “proprio amico”. 

La destra scende in piazza in questo caldo sabato di ottobre per protestare contro il Governo. Il luogo del raduno è la piazza della capitale su cui un tempo sventolavano solo bandiere rosse. Il tutto si svolge mentre a Firenze si sta tenendo la Leopolda di Renzi. 

Non solo tricolori e bandiere di partito, in piazza San Giovanni spuntano anche cartelli contro Pd e M5s con ‘scheletri comunisti’ con tanto di fazzoletto rosso. Sotto il fantoccio di un teschio, campeggia il cartello con scritto ‘L’unica mia vergogna, ho votato per vent’anni per i comunisti’ e sotto un altro scheletro la scritta ‘L’altra mia vergogna, ho votato per dieci anni per i 5 stelle’, ma anche contro quelli del Pd ‘bollati’ come “traditori della patria”.

La manifestazione Lega-Forza Italia-FdI è iniziata alle 14. Ed è proprio in questa occasione che i tre leader hanno trovano il punto in comune. Non solo pace fatta, ma l’inizio di una nuova alleanza che sposta definitivamente il peso dell’asse verso La Lega. Qualcuno l’ha chiamata “la cosa di Salvini”.

L’occhio viene puntato soprattutto sulle parole di Berlusconi che ammette la successione della leadership. 

«Questa piazza ci impone di lavorare insieme. Per il bene del Paese. Per questo invito sul palco il mio amico Berlusconi che inventò e fondò il centrodestra». Matteo Salvini ‘lancia’ Silvio Berlusconi sul palco di piazza San Giovanni, che parlerà per primo, tra i leader di centrodestra.

«Solo se siamo tutti insieme, potremo cambiare l’Italia. Oggi uniti conquisteremo una grande vittoria anche tutte le prossime regionali, ovunque voteremmo. Per vincere siamo tutti indispensabili voi della lega, noi di Fi, voi di Fdi» sono le parole di Silvio Berlusconi.

Salvini chiede «perdono e preghiere per le anime perse della sinistra» e poi, con riferimento ai migranti, dice: «se non ti piace il crocifisso te ne torni a casa tua». Poco dopo però grida: «Fuori la politica dalle scuole e dalle chiese. I parroci facciano i parroci e i maestri facciano i maestri». 

«La democrazia funziona così ora: o voti sinistra o non voti. E si definiscono democratici, abbiate almeno la dignità di cambiare nome» ha detto Giorgia Meloni sullo stesso palco.

«Adesso piazza San Giovanni la riempiamo solo noi, ora ci sono le bandiere tricolore dove c’erano le bandiere rosse». «Mettetevi in testa che siete stati sconfitti», dice puntando il dito contro i “comunisti”.

C’è spazio anche per le parole di Di Stefano (Casapound) il quale ribadisce: «Salvini e la Meloni stanno facendo il loro lavoro, da tempo ormai. Un dialogo c’è sempre stato, nel 2015 abbiamo partecipato a una manifestazione in cui c’erano anche loro penso che loro possano governare bene questa nazione e realizzare alcune cose che ci stanno a cuore». E a una domanda specifica su Salvini, e su come Casapound guarda al leader della Lega, risponde: «è il leader di un partito che oggi è al 30% e che si appresta a governare questa nazione. E’ il leader del suo partito, cosa dobbiamo fare, guardarlo come un santo? Io penso che la stampa voglia un giudizio positivo mio su Salvini per potergli appiccicare l’etichetta di Fascista. Io ho lo stesso giudizio su tutti i politici italiani, devono fare il loro lavoro, devono fare gli interessi della nazione, ma alcuni non lo fanno, come il Pd, i 5 Stelle, come il partito di Renzi ma anche Forza Italia spesso non ha fatto gli interessi di questa nazione. Credo che Salvini e la Meloni lo possano fare molto meglio».

«Benissimo più siamo meglio è», aggiunge poi riguardo alla presenza in piazza di Forza Italia. E su Berlusconi: «è un politico che ha fatto il suo tempo e che in questo momento non è più protagonista dello scenario politico italiano. Doveva fare tante cose che non ha fatto, la riforma della giustizia, tante cose di cui si è parlato in questi anni e che non sono state fatte. Può fare ancora del bene alla nazione magari tenendo Forza Italia nell’area di centrodestra o sovranista piuttosto che finire a sostenere Matteo Renzi». Infine, rispondendo alla domanda se voterebbe per la Lega alle prossime elezioni, Di Stefano risponde: «Potrei votare per i partiti che prendono le nostre proposte e le mettono in un programma politico, siamo qua per questo. La Lega di Salvini è equidistante come tutti gli altri partiti, il progetto politico di Casapound è portare idee per salvare questa nazione».



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