Auto, addio certificato di proprietà: passaggi di proprietà meno costosi

20 Ottobre 2019
Auto, addio certificato di proprietà: passaggi di proprietà meno costosi

Il documento unico di circolazione, la cui richiesta si farà online tramite gli Sta, sarà l’unico documento che accompagnerà i passaggi di proprietà dell’auto.

Dal 1° gennaio 2020, metteremo in soffitta il certificato di proprietà dell’auto. Il suo contenuto sarà assorbito dalla carta di circolazione che prenderà il nome di «documento unico di circolazione». La riforma, varata nel 2017, con il decreto legislativo n. 98/17, ha già subìto diversi rinvii, l’ultimo dei quali attraverso la legge di bilancio dell’anno scorso (legge n. 145/2018) che lo ha spostato appunto ad inizio dell’anno prossimo.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un regolamento da adottare con d.P.R., che introduce modifiche al d.P.R. n. 358/2000 in materia di Sportello telematico dell’automobilista. Al tal fine il testo introduce modifiche coerenti con il nuovo assetto normativo tenuto conto, in particolar modo, del ruolo di “centro unico di servizio” affidato al Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale del Ministero.
Inoltre, in Consiglio dei Ministri, ha approvato un regolamento che introduce modifiche al d.P.R. n. 495/1992 in materia di idoneità psicofisica dei soggetti che hanno subito il trapianto di organo per il conseguimento e la conferma di validità della patente di guida.

Le novità cui andranno incontro gli automobilisti sono numerose. Innanzitutto, nasceranno gli sportelli online dell’automobilista per allinearli al rilascio dei documenti unici di circolazione e proprietà dei veicoli. 

Sarà meno costoso e più rapido, peraltro, portare a termine i passaggi di proprietà: i cittadini non dovranno più pagare due volte e rivolgersi sia al Pra che alla Motorizzazione per avere i certificati di circolazione dei veicoli. Il tutto con riduzione degli oneri burocratici ed economici in termini di tariffe, bolli, ecc. 

La riforma Madia prevedeva inizialmente anche la graduale soppressione degli uffici del Pra, ma su questo punto l’Esecutivo ha preferito fare marcia indietro nel 2017. Il Pra resta gestito dall’Aci e sotto la vigilanza territoriale delle Procure generali e di quelle della Repubblica, ma nel controllo del suo sistema informatico entrerà anche la Motorizzazione.

Il documento unico di circolazione – l’unico che accompagnerà il veicolo, conglobando anche i dati attualmente trascritti nel certificato di proprietà – verrà rilasciato attraverso una procedura integralmente telematica che partirà dal deposito online della domanda dell’automobilista ai nuovi sportelli telematici dell’automobilista (Sta). In questo modo, la carta di circolazione farà pienamente fede anche riguardo al nome del proprietario del veicolo.

Viene abolita l’imposta di bollo sul certificato di proprietà (in quanto soppresso) e saranno limitati i compensi percepiti dal Pra. Con un risparmio per gli utenti di solo 39 euro per ogni passaggio di proprietà o immatricolazione dell’auto. Ben poca cosa rispetto ai 300 euro dell’Ipt, l’imposta di trascrizione.

Gli Sta dovranno formare fascicoli digitali completi, inviandoli soltanto in via telematica, senza più consegnare la documentazione cartacea agli sportelli della Motorizzazione civile e del Pra. Un ulteriore schema di Dpr prevede la modifica delle norme del regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della strada in materia di idoneità psicofisica dei conducenti.

Tutto il resto rimane identico: dallo status giuridico dei veicoli (classificati ancora come «beni mobili registrati») ai problemi delle carenze di organico della Motorizzazione, che hanno portato spesso disservizi e disagi ai cittadini, non riuscendo a garantire i servizi nei modi e nei tempi dovuti).


2 Commenti

  1. Ciò che viene riportato in questo articolo è assolutamente falso. Non ci sarà nessuna riduzione sui costi del passaggio di proprietà ma anzi molto probabilmente sono previsti degli aumenti al fine di poter gestire questa nuova procedura. Quello che si dovrebbe ridurre è proprio la tassa provinciale IPT che pesa gravemente sul costo della trascrizione, non solo i bolli.

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