Diritto e Fisco | Articoli

Pensione Fondo Trasporti Autoferrotramvieri

26 Ottobre 2019
Pensione Fondo Trasporti Autoferrotramvieri

Vorrei conoscere la situazione previdenziale di un ex lavoratore Fondo Trasporti  Autoferrotranvieri – autista categoria lavoro usurante e gravoso.

Prima di analizzare la situazione previdenziale dell’interessato, è necessario effettuare delle importanti premesse relative agli appartenenti alla categoria Autoferrotranvieri- personale viaggiante.

È innanzitutto doveroso premettere che per i lavoratori appartenenti alla categoria degli Autoferrotranvieri- personale viaggiante, ex Fondo Trasporti, i requisiti per la pensione di vecchiaia risultano differenti rispetto a quelli previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

La pensione di vecchiaia può essere infatti ottenuta dal personale viaggiante, nel 2019, con 62 anni di età e 20 anni di contribuzione.

Appartengono al personale viaggiante coloro che rivestono una delle qualifiche professionali le cui mansioni comportino la prestazione di servizi a bordo dei mezzi di trasporto, quali ad esempio:

  • conducenti degli autobus e tram di linea;
  • controllori dei titoli di viaggio;
  • marinai, motoristi, capitani, timonieri e addetti alla condotta che prestano servizio su battelli lagunari o lacuali dedicati al trasporto di persone;
  • addetti alla scorta delle vetture nelle funivie aeree o terrestri (Circolare Inps 75/1994).

Per beneficiare dei requisiti pensionistici ridotti, la qualifica deve essere posseduta e le mansioni devono essere svolte alla data di cessazione del rapporto di lavoro. I requisiti sono agevolati per chi perde il titolo abilitante per inidoneità: in particolare, qualora, a seguito del giudizio d’idoneità, il titolo abilitante non sia rinnovato, l’età per la pensione di vecchiaia è pari a 60 anni e sono applicate finestre di attesa pari a 3 mesi (Circolare Inps 86/2014).

Il personale viaggiante iscritto al Fondo Trasporti può beneficiare dei requisiti agevolati per la pensione previsti a favore degli addetti ai lavori usuranti? Le categorie che rientrano nell’agevolazione sono elencate dal Dlgs. 67/2011; tra di essi rientrano i conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti.

Perché possano aver accesso alla pensione agevolata, i lavoratori devono aver svolto l’attività usurante:

  • per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa;
  • per almeno metà della vita lavorativa.

Il beneficio della pensione di anzianità riconosciuto agli addetti ai lavori usuranti, ad ogni modo, non è strettamente limitato a chi svolge una delle mansioni elencate, ma è esteso alle mansioni particolarmente logoranti in base all’orario di lavoro: rientrano nell’agevolazione difatti anche i lavoratori che svolgono turni notturni.

Rientrano nella categoria di lavoratori aventi diritto alla pensione di anzianità per lo svolgimento di turni di notte:

  • coloro che hanno svolto lavoro notturno per un numero pari o superiore a 78 notti all’anno;
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 72 e le 77 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti per la pensione di anzianità sono aumentati di 1 anno);
  • coloro che hanno svolto lavoro notturno tra le 64 e le 71 notti all’anno (per questi lavoratori i requisiti della pensione di anzianità sono aumentati di 2 anni).

Il beneficio della pensione agevolata spetta, anche in questo caso, se l’attività notturna è stata svolta per almeno 7 anni, negli ultimi 10 anni di vita lavorativa, o se l’attività notturna è stata svolta per almeno metà della vita lavorativa.

Il lavoratore, in ogni caso, deve aver prestato servizio per almeno 6 ore in ciascuna notte; in caso contrario, il lavoro notturno viene valorizzato se si raggiungono almeno 3 ore di attività notturna svolte per l’intero anno.

La legge di Bilancio 2018 ha introdotto un bonus per chi svolge lavoro notturno per meno di 78 giorni all’anno ed è impiegato in cicli produttivi del settore industriale su turni di 12 ore (sulla base di accordi collettivi sottoscritti entro il 31 dicembre 2016). In questi casi, i giorni lavorativi effettivamente svolti devono essere moltiplicati per il coefficiente 1,5: questo dovrebbe comportare il perfezionamento dei requisiti pensionistici anticipatamente.

Gli addetti ai lavori usuranti possono beneficiare di una particolare tipologia di pensione di anzianità, raggiungibile con una determinata quota minima (la quota è la somma del requisito di età e del requisito di contribuzione posseduti dal lavoratore). Per ottenere la pensione di anzianità, è necessario che il lavoratore maturi i seguenti requisiti, validi sino al 31 dicembre 2026 (non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita):

  • quota pari a 97,6, con:
  • almeno 61 anni e 7 mesi d’età;
  • almeno 35 anni di contributi.

Dalla maturazione dei requisiti alla liquidazione della pensione non è più necessario attendere la cosiddetta finestra, pari a 12 mesi per i dipendenti e a 18 mesi per gli autonomi, perché è stata abolita dalla Legge di bilancio 2017.

Se l’interessato possiede anche contributi da lavoro autonomo, i requisiti sono aumentati di un anno.

Hanno diritto alla pensione d’anzianità anche i lavoratori adibiti a turni notturni, ma le quote sono differenti a seconda del numero di notti lavorate nell’anno.

Il personale viaggiante iscritto al Fondo Trasporti può beneficiare dei requisiti agevolati per la pensione previsti a favore degli addetti ai lavori gravosi? Tra i lavoratori che rientrano nell’agevolazione sono presenti:

  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • marittimi imbarcati a bordo: marinai di coperta e operai assimilati (coloro che conducono macchine e motori navali, barche e battelli, o che supportano le operazioni di trasporto marittimo);
  • personale viaggiante dei trasporti marini ed acque interne.

Gli addetti ai lavori gravosi possono ottenere l’Ape sociale con almeno 63 anni di età e 36 anni di contributi, se hanno svolto le mansioni gravose, in qualità di lavoratori dipendenti, per almeno 6 anni dell’ultimo settennio, o 7 anni dell’ultimo decennio.

Se lavoratori precoci (con 12 mesi di contribuzione da effettivo lavoro versata prima del compimento di 19 anni di età), possono anche ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, se hanno svolto, in qualità di lavoratori dipendenti, un’attività rientrante nell’elenco dei lavori gravosi per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni prima del pensionamento, o per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni, e se risultano inoltre iscritti alla previdenza obbligatoria prima del 1996;

Infine, per gli addetti ai lavori gravosi, è possibile ottenere la pensione di vecchiaia con un requisito di età ridotto, pari a 66 anni e 7 mesi anziché 67: in pratica, questi lavoratori possono ottenere la pensione di vecchiaia senza l’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita, pari a 5 mesi, che è operativa dal 1° gennaio 2019.

Devono però:

  • possedere almeno 30 anni di contributi
  • non essere già beneficiari dell’Ape sociale;
  • risultare addetti alle mansioni gravose per almeno 7 anni nell’ultimo decennio, o 6 anni nell’ultimo settennio.

In merito alle regole per il calcolo della pensione, per gli iscritti al fondo Trasporti vi sono alcune particolarità, rispetto alle regole generalmente valide per gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps (Ago):

  • la Quota A, riferita alle anzianità maturate sino al 1992, è calcolata con riferimento alle voci della retribuzione pensionabili dei 12 mesi che precedono la cessazione dal servizio; la retribuzione pensionabile, però, non tiene conto di alcune voci previste nell’Ago, come i premi di produttività ed altri emolumenti straordinari; le retribuzioni accessorie percepite non possono essere computate per un importo superiore al 40% di quelle percepite nell’arco degli ultimi 36 mesi (artt. 5 e 17 L. 889/71);
  • coloro che possiedono almeno 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992 hanno diritto alla determinazione della Quota B1(1993-1994) e B2 (1995) con riferimento alle voci della retribuzione pensionabili dei 12 mesi che precedono la cessazione dal servizio; la retribuzione pensionabile, però, non tiene conto di alcune voci previste nell’Ago, come i premi di produttività ed altri emolumenti straordinari; le retribuzioni accessorie percepite non possono essere computate per un importo superiore al 40% di quelle percepite nell’arco degli ultimi 36 mesi (artt. 5 e 17 L. 889/71);
  • coloro che possiedono meno di 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992 hanno diritto alla determinazione della Quota B1(1993-1994) e B2 (1995) con riferimento alle voci della retribuzione pensionabili del 1992, sommate alle retribuzioni teoriche dal 1993 alla data di decorrenza della pensione;
  • la Quota B3, riferita alle anzianità maturate sino al 2011, valida soltanto per coloro che possiedono almeno 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992 e 18 anni di contributi al 31 dicembre 1998, si basa sugli ultimi 10 anni di retribuzione effettiva;
  • l’aliquota di rendimento applicata per le annualità sino al 31 dicembre 1994 ammonta al 2,50% (per la generalità degli iscritti al Fpld, fondo pensione lavoratori dipendenti, è invece del 2% al di sotto del primo tetto pensionabile);
  • se nei 12 mesi precedenti l’esonero dal servizio il lavoratore risulta assente senza retribuzione, o con retribuzione ridotta, la retribuzione utilizzata per il calcolo della pensione è quella percepita per lo stesso periodo da un iscritto di pari qualifica e anzianità in servizio presso la stessa azienda;
  • la quota di pensione da calcolare col sistema retributivo non può in ogni caso superare il più favorevole tra i seguenti due importi:
    • 90% della retribuzione pensionabile calcolata sulla base delle anzianità contributive acquisite nel Fondo Trasporti al 31 dicembre 1995;
    • 80% della retribuzione pensionabile calcolata secondo le norme in vigore nell’Ago.

Bisogna poi tener conto che il Fondo Trasporti è stato soppresso nel 1996; la contribuzione versata dal 1° gennaio 1996 in poi è accreditata nel Fpld, ma in evidenza contabile separata.

Ai fini della pensione è possibile sommare gratuitamente la contribuzione accreditata nel Fondo Trasporti con quella accreditata presso il Fpld sino al 31 dicembre 1995, ma solo al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia ordinaria, pari a 67 anni per il biennio 2019- 2020.

La contribuzione accreditata presso il Fpld sino al 31 dicembre 1995 può essere invece valorizzata nel Fondo Trasporti, ai fini della pensione di vecchiaia anticipata (a 62 anni), della pensione d’invalidità specifica o della pensione anticipata, soltanto se ricongiunta.

Una volta compiuta l’età per la pensione di vecchiaia ordinaria (67 anni per il biennio 2019- 2020), però, è possibile valorizzare la contribuzione accreditata nel Fpld sino al 31 dicembre 1995 attraverso la riliquidazione della pensione. Quanto descritto vale, ad esempio, per accreditare i periodi di servizio militare.

In ogni caso, l’iscritto al Fondo Trasporti può utilizzare gratuitamente la contribuzione accreditata nel Fpld qualora rinunci al calcolo della pensione con le regole del Fondo Trasporti e scelga di liquidare il con le regole di calcolo vigenti nell’Assicurazione generale obbligatoria (art. 3, co. 10 del Dlgs 414/1996).

Veniamo ora alla situazione del lavoratore interessato e valutiamo quali sono le opzioni possibili per il suo pensionamento, considerando che dall’estratto conto emergono 21 anni e 6 mesi di contribuzione accreditata, tra Fpld e Fondo Trasporti- Autoferrotramvieri.

In base a quanto descritto nella richiesta, abbiamo considerato l’interessato appartenente alla categoria del personale viaggiante dal 1990 al 2007, ossia per il periodo d’iscrizione al Fondo Trasporti.

Sfortunatamente, non è possibile considerare l’opzione addetti ai lavori usuranti, con pensione a 61 anni e 7 mesi, in quanto l’interessato non possiede 35 anni di contributi; non è nemmeno possibile considerare la richiesta di Ape Sociale come addetto ai lavori gravosi, in quanto l’interessato non arriva nemmeno a 36 anni di contributi; non è inoltre possibile anticipare l’età per la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 anni come addetto ai lavori gravosi, dato che l’interessato non possiede 30 anni di contributi.

In base a quanto comunicato, non sappiamo se il lavoratore appartenesse effettivamente alla categoria del personale viaggiante alla data di cessazione del rapporto di lavoro: in caso positivo, potrebbe da subito richiedere la pensione di vecchiaia a 62 anni di età, ma soltanto optando per il calcolo della pensione con le regole previste presso il Fpld.

Qualora non fruisca di questa opzione, otterrebbe la pensione di vecchiaia dal a 67 anni e 4 mesi, in base agli incrementi alla speranza di vita previsti.

Per ottenere un calcolo della pensione certificato, è necessaria, oltre alla richiesta di un’apposita pratica, la presentazione dell’estratto conto Inps certificativo e delle buste paga degli ultimi 12 mesi del rapporto di lavoro dell’interessato; è inoltre indispensabile fornire i dettagli relativi al servizio svolto per verificare l’appartenenza alle categorie del personale viaggiante e il diritto ad eventuali maggiorazioni/agevolazioni. È infine necessario specificare se l’interessato è in possesso d’invalidità/inabilità riconosciuta.

Articolo tratto da una consulenza resa dalla Dott.ssa Noemi Secci, Consulente del lavoro.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Eta pensionabile autoferrotranvieri:
    può l’azienda obbligare al pensionamento l’autista con 32 anni di guida di cui 9 anniversari nel ex Fondo autof., non appena il dipendente raggiunge l’età di 62 anni?
    Quindi, se per alcuni può essere un’agevolazione, essere in pensione, pur avendo ancora i requisiti psico-fisici, la pensione con 32 anni di contribuzione risulta economicamente molto penalizzante per il lavoratore.
    Gradirei avere il Suo parere se quanto fatto da Azienda è legae oppure è un abuso?
    Grazie.

    1. io assunto come autista di bus di linea ministeriale se lazienda arrivato a 62e7 mesi di eta puo chiudere il rapporto di lavoro al di la dei contributi che o grazie

Rispondi a Anonimo Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube