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Adozione maggiorenne straniero: procedura

26 Ottobre 2019
Adozione maggiorenne straniero: procedura

Mi hanno detto che è possibile adottare un cittadino straniero anche se maggiorenne. Poiché sono interessata vi espongo il caso. Persona da adottare: nazionalità Ucraina 30 anni genitori viventi. Adottanti nazionalità italiana con un genitore vivente ed una sorella. Chiedo cortesemente se fattibile e l’iter da seguire, nonché gli obblighi e diritti di entrambe le parti ed è eventualmente se la richiesta deve essere supportata da una motivazione.

Secondo il codice civile (art. 291), l’adozione di persone maggiori d’età è permessa alle persone che hanno compiuto gli anni trentacinque e che superano almeno di diciotto anni l’età di coloro che intendono adottare. Quando ricorrono eccezionali circostanze, il tribunale può autorizzare l’adozione se l’adottante ha raggiunto almeno l’età di trenta anni, ferma restando la differenza di età di diciotto anni.

La procedura di adozione di maggiorenne si intraprende con un ricorso che deve essere presentato al Tribunale ordinario del luogo di residenza, attraverso l’assistenza obbligatoria di un avvocato. Occorre che il ricorso sia motivato, nel senso che devono essere spiegate le ragioni dell’adozione del maggiorenne: ciò serve al giudice per valutare la richiesta. Ad esempio, si può giustificare l’istanza in ragione dei pregressi rapporti affettivi tra gli adottanti e l’adottando.

Oltre al requisito anagrafico, occorre il consenso di entrambe le parti: da un lato, cioè, serve il consenso dell’adottante ed eventualmente, quello della moglie e dei figli (grazie alla sentenza n. 557 del 1988 della Corte Costituzionale, anche le persone che hanno già figli propri possono procedere con l’adozione di maggiorenne); dall’altro lato, il consenso della persona da adottare, dei suoi genitori (se ancora in vita) e del suo eventuale coniuge.

Assieme al ricorso andranno prodotti i seguenti documenti:

  • copia integrale dell’atto di nascita dell’adottando, da richiedere al Comune di nascita;
  • estratto dell’atto di nascita dell’adottante;
  • certificato di matrimonio (se coniugato) o di stato libero (se celibe o nubile) dell’adottante e dell’adottando;
  • certificato di stato di famiglia dell’adottante in bollo;
  • certificato di residenza adottante e adottando in bollo.

Come anticipato, occorre il consenso dei genitori dell’adottando. Secondo la legge, essi devono prestare il loro assenso presentandosi personalmente in tribunale oppure delegando qualcuno munito di procura speciale rilasciata per atto pubblico (art. 311 cod. civ.).

A proposito dell’assenso che devono prestare i genitori dell’adottando (art. 297 cod. civ.), quando questo è negato e il giudice ritiene che il rifiuto sia ingiustificato o contrario all’interesse dell’adottando, si può pronunziare ugualmente l’adozione, salvo che si tratti dell’assenso dei genitori esercenti la potestà o del coniuge, se convivente, dell’adottante o dell’adottando. Allo stesso modo, il tribunale può pronunziare l’adozione quando è impossibile ottenere l’assenso per incapacità o irreperibilità delle persone chiamate ad esprimerlo.

Per quanto riguarda i costi, il deposito del ricorso richiede il pagamento di un contributo unificato pari a 98,00 euro, nonché di una marca da bollo pari a 27,00 euro. A queste spese di giustizia, occorre aggiungere le spese legate al rilascio di tutta la documentazione necessaria, parte della quale è da produrre in bollo (l’imposta di bollo è di 16,00 euro).

Il provvedimento di adozione (che assume le forme del decreto motivato) verrà poi trasmesso dalla cancelleria agli Ufficiali dello stato Civile per le necessarie annotazioni a margine degli atti di nascita del maggiorenne adottando.

Con l’adozione, il maggiorenne adottato assumerà il cognome dell’adottante e lo anteporrà a quello dei genitori biologici. Inoltre, l’adottato acquista il diritto di successione all’adottante e quello agli alimenti. È bene specificare che il maggiorenne non diventa però parente dei parenti dell’adottante e mantiene tutti i suoi originali rapporti di parentela con la sua famiglia.

Adottare uno straniero maggiorenne, inoltre, consente anche di ottenere un visto e un permesso di soggiorno, e dopo cinque anni dal giorno in cui il decreto di adozione è stato trascritto, di presentare la domanda di cittadinanza italiana.

Dopo cinque anni dalla trascrizione del decreto di adozione e di residenza effettiva in Italia, l’adottato può fare richiesta di acquisto della cittadinanza italiana (art. 9, co. 1, lett. b), legge n. 91 del 1992).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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2 Commenti

  1. Buonasera, dopo aver ottenuto la sentenza di adozione di una maggiorenne straniera brasiliana cosa si deve fare per regolarizzare tutti i documenti sia in Italia sia in Brasile?

    Grazie mille e cordiali saluti.

  2. Vorrei una informazione. Sono italiano ma allo stato attuale Vivo nel Regno Unito. Separato ma non divorziato. Iscrizione AIRE in corso. Vorrei adottare un cittadino bielorusso di 28 anni di età ed io ne ho quasi 62.
    Qual è la procedura da seguire?

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