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Il cliente che disdice la camera dell’hotel non deve pagare nulla all’albergatore

28 giugno 2013


Il cliente che disdice la camera dell’hotel non deve pagare nulla all’albergatore

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2013



Il proprietario dell’hotel deve tenere la camera a disposizione del cliente, ma quest’ultimo, in caso di disdetta all’ultimo minuto non ha alcun obbligo verso l’albergatore.

Chi prenota una camera di hotel e poi è costretto a disdirla (qualunque sia la ragione) non è tenuto a pagare alcunché alla struttura alberghiera. La legge, infatti, non prevede alcun obbligo in capo al cliente per il recesso dalla prenotazione, salvo, ovviamente, che il contratto stipulato tra le parti preveda diversamente.

La disdetta della camera di hotel è un’ipotesi che ricorre di frequente, spesso per chi fa numerosi viaggi. Ecco, dunque, tutto ciò che c’è da sapere in merito.

Sebbene la prenotazione di una camera di hotel avvenga quasi sempre oralmente – molto spesso per telefono, ma anche mediante internet – essa realizza un vero e proprio rapporto giuridico tra albergatore e cliente. In virtù di questo rapporto, però, a rimanere obbligato è solo l’albergatore, tenuto a mantenere la disponibilità della camera in favore del cliente. Quest’ultimo, invece, in caso di disdetta anche all’ultimo minuto, non ha obblighi verso l’hotel e, quindi, non è tenuto ad alcun pagamento [1].

Il contratto d’albergo, infatti, si perfeziona solo nel momento dell’arrivo del cliente presso la struttura. Tutte le attività precedenti sono semplicemente preparatorie.

Tale aspetto assume notevole importanza nelle ipotesi (sempre più frequenti) in cui l’hotel, all’atto della prenotazione, chieda gli estremi della carta di credito del cliente. Nel caso, dunque, in cui quest’ultimo non sfrutti la prenotazione, sarà illegittimo qualsiasi prelievo dalla carta non autorizzato, salvo nell’ipotesi in cui si era convenuta espressamente una caparra (v. dopo).

Attenzione: il fatto che il cliente non sia tenuto a corrispondere alcunché all’albergatore per il caso di disdetta non implica che egli non debba comunque avvisare del mancato arrivo. Infatti, anche se non vigono specifici obblighi di legge, informare l’hotel della disdetta della prenotazione è comunque un comportamento imposto dalle regole di correttezza (oltre che di educazione).

Spesso, per evitare di perdere sia il cliente, sia la disponibilità della camera, spesso l’albergatore si tutela con la clausola “Time Limit”: si tratta di una condizione con cui si avvisa il cliente che la camera verrà tenuta a sua disposizione fino a un determinato orario, dopodiché la prenotazione decade senza necessità di una preventiva diffida ad adempiere da parte dell’albergatore.

La caparra

Il contratto di albergo non riceve dalla legge una disciplina particolarmente dettagliata. Le parti, pertanto, possono “personalizzare” il contratto prevedendo clausole e condizioni diverse, non previste dalla legge.

Nulla perciò impedisce all’albergatore di pretendere, al momento del ricevimento della prenotazione, il versamento di una caparra, soprattutto nel caso in cui la richiesta di permanenza nell’albergo, da parte del cliente, riguardi un soggiorno prolungato (per es. una prenotazione di più giorni nel mese di alta stagione).

Solo nel caso in cui si sia concordata la caparra, l’ingiustificata disdetta della prenotazione garantisce all’albergatore di trattenere la caparra.

L’importo della caparra è stabilito dalle parti.

La caparra va concordata espressamente tra le parti. Pertanto, l’albergatore non può chiedere al cliente il numero della sua carta di credito a funzione di semplice garanzia per poi, in caso di recesso dalla prenotazione, prelevare una somma non previamente concordata.

Il pagamento anticipato

Non poche volte la genericità con cui sono regolati i contratti tra albergatore e cliente conducono questi ultimi in delle vere e proprie trappole. È il caso in cui l’albergatore chieda al cliente, all’atto della prenotazione, un pagamento anticipato (in una quota parte del prezzo complessivo o per l’intero).

Attenzione: il pagamento anticipato non può essere considerato una caparra (per essere tale, infatti, come già detto, bisognerebbe menzionarla in modo esplicito).

Dunque, l’eventuale anticipo, non avendo una funzione di garanzia nei confronti dell’albergatore, dovrà essere da quest’ultimo restituito al cliente in caso di disdetta, posto che il contratto non si è concluso.

Fino al momento di presentazione del cliente in albergo, sull’albergatore grava l’obbligo di tenere la camera a disposizione. Il cliente non ha alcun obbligo ed è quindi libero di usufruire o meno dei servizi alberghieri. Se ciò non avviene egli non risponde dei danni derivanti dall’inadempimento, sebbene regole di correttezza gli impongano di comunque avvisare nel caso intenda disdettare la prenotazione.

note

[1] Cass. sent. n. 150/05.

Autore immagine: 123rf com


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26 Commenti

  1. Nel momento in cui viene fatta una prenotazione tramite portale (es.Booking) all’ospite prima di prenotare vengono sottoposte le condizioni, specificando che, in caso di “cancellazione tardiva”(di solito 24 ore prima dell’arrivo) verrà addebitato il costo della prima notte(le condizioni cambiano da struttura a struttura). Nel momento in cui l’ospite ACCETTA, quindi conclude la prenotazione, mettendo la spunta e confermando di aver LETTO E ACCETTATO le condizioni poste dalla struttura, questo è considerabile come l’inizio di un rapporto giuridico?!

  2. Salve, ho acquistato sul sito booking una camera la quale non pervedeva il rimborso e mi ha fatto pagare in anticipo con Pay Pal,
    ho disdetto entro 14 giorni dalla data di pernottamento ho diritto al rimborso visto che non sto usufruendo del servizio?

  3. Buona sera,
    io avevo fermato un monolocale in un residence il 10/07/16,
    pagato un ACCONTO di 450€. Adesso per impossibilità di trasferirmi ho chiesto l’eventuale rimborso dell’acconto e mi dicono che non è possibile.
    Io non ho firmato ancora nessun contratto e leggendo in giro c’è scritto che io ho diritto al rimborso.
    cosa mi consigliate?

    Grazie anticipatamente

  4. Ho prenotato tramite tripadvison due settimane di soggiorno ad Ali Terme intervallate da un sabato e una domenica. La prima settimana di convivenza è andata male e ho deciso il sabato di non proseguire con la seconda settimana che sarebbe dovuta iniziare il lunerdi successivo. ma il proprietario della casa vacanze si è trattenuto tutto l’importo già pagato a titolo di rimborso dell’annullamento della prenotazione.Quando ho insistito mi ha pure minacciato. Ho comunicato a tripadvison che mi hanno risposto che non sono problemi loro e che mi auravano che che tutto sarebbe andato a buon fine

  5. La titolare dell’hotel mi ha minacciato di trattenere la caparra di 850€ e vendere le 6 camere prenotate se non pagavo anche la penale di 89€ per una camera richiesta il sabato e rilasciata il lunedi (tutto a 3 giorni dell’arrivo) . E’ normale? Posso fare qualcosa?

  6. Gli Hotel, ricevono un danno dal cliente che decide di partire prima. Primo per i giorni non goduti. Secondo, perché la camera resa disponibile difficilmente potra` essere rivenduta per i giorni non goduti.
    Dunque trovo giusto che il cliente che scinde quanto pattuito con la conferma della prenotazione paghi l` intero soggiorno.

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