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La nuova mediazione obbligatoria nel processo civile: come funziona


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 giugno 2013



Il Governo ha di recente reintrodotto il procedimento obbligatorio di mediazione per tutte le liti pronte a finire sul tavolo del giudice. Vediamo di che cosa si tratta, quando questo meccanismo deve essere attivato, i costi e le conseguenze sul processo.

 

È stata la bandiera della semplificazione e della riduzione dei tempi medi di durata dei nostri processi civili, poi è finita sul banco degli imputati perché accusata di diminuire in maniera irreparabile il diritto inviolabile di difesa dei cittadini, infine è stata impallinata dalla Corte Costituzionale perché il Governo che all’epoca l’aveva introdotta era andato oltre il mandato legislativo del Parlamento. Ma la mediazione dimostra di essere dura a morire e resuscita grazie al Decreto Legge “del fare” emanato in questi giorni dal Governo Letta. Durerà o sarà destinata a cadere di nuovo sotto i colpi dei suoi detrattori? Difficile fare previsioni, nel frattempo vediamo in cosa è cambiata e come funziona.

Che cosa è la mediazione? Perché è obbligatoria?

Si intende per mediazione un procedimento di composizione di una controversia fra due o più parti in lite fra loro. Il suo scopo è quello di cercare una soluzione condivisa fra istanze diverse e apparentemente inconciliabili per ridurre il già gravoso ammontare di cause pendenti sul tavolo dei giudici italiani. Attraverso la mediazione infatti si cerca di far raggiungere alle parti un accordo che chiude in maniera definitiva la lite prima che essa venga affrontata in Tribunale. Stante purtroppo l’alto numero di processi in corso nelle aule giudiziarie di tutto il Paese la legge non ammette scelta: per una serie di procedimenti tassativamente indicati prima di andare in causa bisogna per forza tentare la mediazione.

Che cos’è invece la conciliazione? In cosa si differenzia dalla mediazione?

Accanto alla mediazione, il cui esperimento è condizione necessaria per poter iniziare una causa, il decreto del Governo prevede anche che, una volta iniziato il giudizio in Tribunale, il giudice formuli entro la prima udienza o comunque finché non è terminata l’istruzione della causa (ossia l’audizione delle parti, il deposito delle loro memorie difensive e la raccolta delle prove) una proposta di transazione della lite, cioè un progetto di componimento della controversia, il cui rifiuto potrà essere valutato ai fini della decisione finale. È facoltà del giudice altresì, qualora si renda conto nel corso del processo che esistono i margini per una soluzione fuori dall’aula del Tribunale, mandare le parti innanzi a un organismo di mediazione per trovare un accordo.

Ho una causa in corso in Tribunale ma il mio avvocato non mi ha detto nulla della mediazione. Devo farla ora? E se volessi intentare un’altra causa adesso come devo comportarmi?

Per espressa previsione del Decreto Legge che l’ha introdotta la mediazione diventa obbligatoria soltanto dopo trenta giorni dall’approvazione della Legge che il Parlamento emanerà per munire il Decreto di efficacia definitiva e duratura nel tempo. Poiché ci sono tempi prestabiliti per approvare quest’ultima legge, al massimo entro il 20 settembre prossimo la mediazione diventerà obbligatoria. Dopo questa data perciò, se sarà approvata la Legge del Parlamento, diventerà obbligatorio procedere con la mediazione prima di instaurare una causa sulle materie indicate. Per quanto riguarda le cause in corso invece tutto resta come prima e il procedimento non dovrà essere interrotto.

Quali sono le controversie per cui è obbligatoria la mediazione?

La mediazione è obbligatoria nel processo civile che riguarda le seguenti materie:

– condominio;

– diritti reali quali ad esempio la proprietà, l’usufrutto, l’abitazione, le ipoteche, il pegno e le servitù;

– la divisione come ad esempio quella tra eredi o tra semplici comproprietari di beni mobili e immobili;

– le successioni ereditarie: ad esempio le impugnazioni dei testamenti o le cause per far dichiarare la riduzione delle disposizioni testamentarie lesive dei diritti dei parenti più stretti del defunto;

– patti di famiglia, ossia quei contratti tra l’imprenditore, i propri figli e gli altri parenti più stretti aventi a oggetto il passaggio generazionale dell’azienda o delle partecipazioni sociali;

– locazione, cioè gli affitti di beni immobili urbani;

– comodato ossia il prestito di un bene immobile a titolo gratuito;

– affitto di aziende;

– risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione.

Come si potrà notare l’elenco delle materie per le quali bisogna passare prima dal mediatore è nutrito, tuttavia mancano alcune tipiche vicende fonte di numerose controversie, come ad esempio le cause da risarcimento danni per incidente stradale. Queste ultime quindi continueranno a passare dalle aule del tribunale senza essere oggetto di preventiva mediazione.

Come faccio a iniziare la mediazione? A chi bisogna rivolgersi?

Per iniziare la procedura obbligatoria di mediazione bisogna rivolgersi a un apposito organismo, un ente cioè che organizza l’attività di soluzione delle controversie fornendo alle parti un professionista apposito che si farà carico di condurre il procedimento.

Gli organismi di mediazione operanti in Italia sono iscritti in un apposito registro diviso per province e tenuto dal Ministero della Giustizia, consultabile all’indirizzo internet http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_10_4.wp?previsiousPage=mg_16_1 .

Il decreto che ha reintrodotto la mediazione obbligatoria ha previsto che tutti gli avvocati iscritti all’albo siano di diritto considerati mediatori. Tuttavia il loro inserimento come tali negli organismi di mediazione iscritti al registro avviene a discrezione di questi ultimi che potranno perciò controllare la sussistenza dei requisiti di professionalità, indipendenza e competenza.

In quanto tempo si svolge la mediazione?

Una volta presentata domanda di mediazione a uno degli organismi deputati il procedimento deve concludersi obbligatoriamente in tre mesi. In particolare è previsto che entro trenta giorni dal deposito della domanda di mediazione si svolga davanti al professionista incaricato di quest’ultima un incontro di programmazione atto a individuare i margini di soluzione della controversia.

Se entro i tre mesi previsti dalla legge non si riesce a concludere in maniera positiva l’intero procedimento di mediazione o comunque se all’incontro di programmazione il mediatore riscontra l’assenza di margini di trattativa le parti potranno iniziare la causa davanti al Tribunale.

Quanto costa la mediazione obbligatoria?

I costi della mediazione sono per una parte fissi,  40 Euro soltanto per iniziare il procedimento, e per un’altra parte invece variano in base al valore della controversia da risolvere. Qui di seguito in particolare sono riportati tutti gli importi, comprensivi già della quota fissa:

– da un minimo di 40 euro a un massimo di 83 per le liti fino a 1.000 euro;

– da un minimo di 83 euro a un massimo di 127 per le liti da 1.001 euro a 5.000 euro;

– da un minimo di 127 euro a un massimo di 200 per le liti da 5.001 euro a 10.000 euro;

– da un minimo di 200 euro a un massimo di 280 per le liti da 10.001 euro a 25.000 euro;

– da un minimo di 280 euro a un massimo di 440 per le liti da 25.001 euro a 50.000 euro;

– da un minimo di 440 euro a un massimo di 707 per le liti da 50.001 euro a 250.000 euro;

– da un minimo di 540 euro a un massimo di 1.040 per le liti da 250.001 euro a 500.000 euro;

– da un minimo di 1.040 euro a un massimo di 1.940 per le liti da 500.001 euro a 2,5 milioni di euro;

– da un minimo di 1.940 euro a un massimo di 2.640 per le liti da 2.500.001 euro a 5 milioni di euro;

– da un minimo di 2.640 euro a un massimo di 4.640 per le liti con valore di oltre 5 milioni di euro.

Sia la quota fissa che quella variabile è a carico di ognuna delle parti in lite. Inoltre i costi sopra raffigurati sono quelli adottati dagli organismi pubblici di mediazione, come ad esempio le camere di commercio e gli ordini professionali. Gli organismi privati invece hanno facoltà di fissare loro tariffe sottoponendole al Ministero della Giustizia .

Sono previsti degli sconti sui prezzi della mediazione?

Innanzitutto vale anche per la mediazione obbligatoria la riduzione per legge prevista per chi ha i requisiti di accesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato. Costoro pertanto non sono tenuti a versare alcuna indennità per la mediazione.

In secondo luogo sono previsti prezzi più bassi di quelli visti sopra per il caso in cui la mediazione non vada a buon fine: da 60 a 200 Euro a seconda del valore della controversia è il prezzo da pagare laddove il mediatore riscontri che non ci sono margini di trattativa già al primo incontro di programmazione con le parti.

Per fare la mediazione serve l’avvocato?

Sì, è necessaria l’assistenza del legale per tutto il procedimento di mediazione per far sì che il suo esito, se positivo, possa essere omologato: il verbale contenente l’accordo frutto della mediazione infatti deve essere sottoscritto dagli avvocati delle parti per poter essere reso efficace e divenire titolo esecutivo per avviare un eventuale esecuzione in caso di mancata osservanza del suo contenuto.

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4 Commenti

  1. Con tutto il rispetto per l’autore dissento dall’ultimo punto. L’assistenza dell’Avvocato non è obbligatoria. Il verbale sarà sottoscritto anche dall’Avvocato se quasti è presente. Ma nulla obbliga una parte a presentarsi con l’Avvocato

  2. L’assistenza dell’avvocato è necessaria proprio ai fini della efficacia ed esecutività del verbale; non a caso il nuovo art. 12 del d. lgs 28/2010 prevede proprio la sottoscrizione degli avvocati che assistonole parti.

  3. La parte istante , dopo che il procedimento di mediazione obbligatoria non ha avuto luogo per ferma posizione delle parti, può comunque decidere di non andare in causa?

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