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I diritti di chi soffre di fibrosi polmonare idiopatica

22 Ottobre 2019 | Autore:
I diritti di chi soffre di fibrosi polmonare idiopatica

Si può ottenere l’invalidità civile e l’esenzione dal ticket per questa malattia?

È una malattia rara, ma non per questo poco diffusa, anzi: la fibrosi polmonare idiopatica è la più frequente delle malattie respiratorie rare. Si manifesta soprattutto dopo i 60 anni, ma c’è chi soffre di questa patologia già prima di quell’età. Qual è il danno provocato da questa patologia? In pratica, e per dirla in parole semplici, il normale tessuto dei polmoni viene sostituito da un tessuto cicatriziale che non consente una corretta ossigenazione del sangue e provoca insufficienza respiratoria. Le conseguenze, pertanto, possono essere molto gravi. A questo punto, è legittimo chiedersi quali sono i diritti di chi soffre di fibrosi polmonare idiopatica.

Alcuni di questi diritti sono stati riconosciuti dalle ultime linee guida pubblicate con decreto ministeriale nel 2017, che ha inserito la fibrosi polmonare idiopatica tra le malattie rare per cui è prevista una percentuale di riduzione della capacità lavorativa piuttosto alta. Pertanto, è possibile ottenere non solo l’invalidità civile ma anche, ad esempio, l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario per patologia.

Vediamo nel dettaglio che cos’è questa malattia, quali sono i sintomi, come si può curare e quali sono i diritti di chi ne è affetto.

Fibrosi polmonare idiopatica: che cos’è?

La fibrosi polmonare idiopatica è una malattia creata da uno specifico danno al tessuto del polmone, chiamato in termini tecnici pattern di polmonite interstiziale o UIP. In pratica, il normale tessuto viene sostituito da un altro cicatrizzale che impedisce al polmone di avere la naturale elasticità. La patologia è cronica e progressiva.

Fibrosi polmonare idiopatica: le cause

Le cause vanno cercate in più fattori, che possono essere genetici o ambientali. Significa che alcuni soggetti (secondo le statistiche non più del 20%) possono essere predisposti a sviluppare la fibrosi polmonare, mentre per altri ci sono degli agenti diversi. In particolare:

  • il fumo (circa il 60% dei malati di fibrosi polmonare idiopatica è oppure è stato fumatore abituale);
  • l’inquinamento atmosferico;
  • il reflusso gastro-esofageo;
  • altri tipi di polveri diverse dallo smog.

Di norma, questa malattia si manifesta dopo i 60 anni, anche in casi più rari è stata riscontrata in età più giovane.

Fibrosi polmonare idiopatica: i sintomi

I sintomi della fibrosi polmonare idiopatica più comuni sono:

  • tosse secca e stizzosa;
  • mancanza di fiato progressiva (nel tempo si può arrivare all’insufficienza respiratoria anche a riposo);
  • difficoltà a fare degli sforzi moderati o intensi, proprio a causa della mancanza di fiato (fare le scale, correre o camminare a passo spedito).

In alcuni casi, si avvertono altri sintomi come le dita a bacchetta di tamburo o la cianosi.

Fibrosi polmonare idiopatica: la diagnosi

Come si arriva a diagnosticare una fibrosi polmonare idiopatica? Ci sono diversi esami che possono stabilire la presenza di questa malattia. Il primo campanello d’allarme può suonare quando il medico ascolta il torace del paziente durante una visita e sente il tipico «velcro distaccato», cioè quel tumore che fanno due strisce di velcro quando si separano. Il «rantolio» che diciamo noi profani.

Il medico può, a questo punto, decidere di approfondire la situazione attraverso degli esami specialistici come la spirometria (si soffia attraverso un boccaglio dentro un tubo collegato ad una macchina) che determina la capacità respiratoria. Oppure, può prescrivere anche una Tac ad alta definizione senza contrasto o una radiografia toracica.

Fibrosi polmonare idiopatica: le conseguenze

Tra le conseguenze della malattia, oltre all’insufficienza respiratoria, ci possono essere l’insufficienza cardiaca e l’embolia polmonare. Inoltre, nei casi più gravi si riscontra un veloce deterioramento delle funzioni polmonari.

Fibrosi polmonare idiopatica: la cura

Trattandosi, come detto, di una malattia cronica, guarire dalla fibrosi polmonare idiopatica può essere assai complicato. Tuttavia, la ricerca sta facendo importanti passi avanti per contrastare la patologia.

Fino a non molto tempo fa, veniva prescritto del cortisone insieme a dei farmaci in grado di rallentare la crescita del tessuto cicatrizzale. Di recente, però, è stato dato il via libera in Europa ad un altro medicinale, il pirfenidone, per frenare lo sviluppo del tessuto connettivo in maniera più efficace. Un altro farmaco disponibile, con caratteristiche molto simili, è il nintedanib. Per procurarseli, occorre la ricetta del medico.

Fibrosi polmonare idiopatica: l’esenzione dal ticket

Con il quadro generale appena descritto, quali sono i diritti di chi soffre di fibrosi polmonare idiopatica? Bisogna dire che la patologia è stata inserita nel 2017, grazie al decreto sulle nuove linee guida, tra le malattie rare che godono dell’esenzione dal pagamento del ticket sanitario. Significa che una volta ottenuto il certificato medico che attesta la malattia, è possibile presentare la domanda all’Asl per ottenere l’esenzione e non pagare visite ed esami specialistici collegati alla patologia. Il codice dell’esenzione è RHG010, relativo alle malattie interstiziali polmonari primitive.

Fibrosi polmonare idiopatica: l’assegno di invalidità

Oltre all’esenzione dal ticket sanitario, chi soffre di fibrosi polmonare idiopatica ha diritto ad altre agevolazioni dettate dalla riduzione della capacità lavorativa riconosciuta nelle tabelle ministeriali. La percentuale di invalidità è del 95%.

Questo significa che il paziente ha diritto all’assegno mensile di invalidità, purché abbia anche questi requisiti:

  • età compresa tra 18 anni e 66 anni e 7 mesi;
  • reddito personale annuo non superiore a 4.906,72 euro;
  • essere cittadino italiano, o comunitario iscritto all’anagrafe del Comune di residenza o extracomunitario in possesso di regolare permesso di soggiorno valido almeno per un anno;
  • non svolgere alcuna attività lavorativa (tranne in situazioni particolari);
  • avere la residenza abituale e stabile nel territorio italiano.

L’importo dell’assegno (ultimo dato Inps: 2019) è di 285,66 euro per 13 mensilità. La prestazione è incompatibile con qualsiasi pensione diretta di invalidità: significa che l’interessato può scegliere quale prestazione è più conveniente.

La domanda per ottenere l’assegno mensile di invalidità va presentata – dopo avere ottenuto il certificato medico ed il verbale sanitario – al servizio dell’Inps «Invalidità civile – Procedure per l’accertamento del requisito sanitario» (InvCiv2010).

Una volta ricevuto il verbale dell’Inps con il riconoscimento dell’invalidità civile, l’interessato deve presentare il modello AP70 sia online, attraverso il sito dell’Istituto, sia attraverso il patronato.


note

Autore immagine: Canva.com


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