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Eredità con beneficio d’inventario: quali rischi?

21 Ottobre 2019
Eredità con beneficio d’inventario: quali rischi?

Accettare con beneficio d’inventario non evita il pagamento dei debiti, ma l’erede non risponde oltre al valore dei beni ricevuti in successione.

Se dovesse morire un tuo familiare e non hai certezza dei debiti che questi ha lasciato dopo di sé e, quindi dei rischi che assumeresti con l’accettazione della sua eredità, potresti sempre presentare un’accettazione con beneficio di inventario. Molti, però, credono che la cosiddetta “accettazione beneficiata” non comporti alcun obbligo di pagamento dei creditori. Le cose non stanno così, tant’è che spesso, dinanzi alle notifiche di cartelle esattoriali o decreti ingiuntivi, gli eredi sgranano gli occhi. Quali rischi corre chi accetta l’eredità con beneficio di inventario? A spiegarlo è una recente ordinanza della Cassazione [1]. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione per comprendere meglio come stanno le cose. 

La differenza tra chiamato all’eredità, erede ed erede con beneficio di inventario

Una cosa è certa: solo chi rinuncia all’eredità non risponde dei debiti del defunto. Le cose vanno diversamente, invece, per l’erede e per l’erede con beneficio di inventario. Dobbiamo chiarire alcuni concetti per comprendere meglio i rischi dell’eredità con beneficio di inventario.

Chi è il chiamato all’eredità? 

È colui che, in assenza di testamento, viene indicato dalla legge come uno degli eredi necessari o chi, in presenza di un testamento, è stato citato dal testatore. In pratica, il “chiamato” è colui che potrebbe essere erede, ma che non lo è ancora perché non ha dichiarato se intende accettare o rinunciare all’eredità. Il chiamato all’eredità è, dunque, un erede potenziale; potrebbe diventarlo (se decidesse di accettare l’eredità) o non esserlo mai (se, invece, la rifiutasse). 

Non risponde dei debiti del defunto: nessun creditore può cioè bussare alla porta dei familiari del defunto solo perché li unisce a quest’ultimo un rapporto di parentela. Se non c’è un atto di accettazione di eredità, anche con beneficio di inventario, non c’è neanche responsabilità per i debiti del de cuius.

Chi è l’erede?

L’erede è colui che ha già accettato l’eredità, in modo espresso o con comportamenti tali da considerarsi un’inequivocabile manifestazione di volontà in tal senso (ad esempio, un prelievo dal bancomat o la vendita dei beni del defunto). Così come acquista il patrimonio del defunto, egli ne eredita anche i debiti che è chiamato a corrispondere in proporzione alla propria quota.

Chi è l’erede con beneficio di inventario?

L’erede con beneficio di inventario è colui che, invece, accetta l’eredità, ma chiede che il proprio patrimonio sia separato da quello del defunto. In questo modo, in caso di pignoramento da parte di uno degli eventuali creditori del defunto, egli non rischia i propri beni, ma solo quelli che ha ricevuto in successione. 

Cerchiamo di capire meglio come funziona questo meccanismo. 

Cosa comporta l’accettazione con beneficio di inventario?

L’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario comporta “la separazione del patrimonio personale dell’erede da quello ricevuto con l’eredità”. In tal modo, quest’ultimo non risponderà, con il proprio patrimonio, delle passività ereditate, quando queste risultino essere superiori all’attivo.

Questo concetto giuridico può essere più facilmente compreso con un esempio pratico.

Luciano è proprietario di una casa. Alla morte del padre, accetta l’eredità con beneficio di inventario e riceve, con la divisione, un vecchio garage di scarso valore. Un giorno, l’Agenzia Entrate Riscossione gli notifica, in qualità di erede, 10 cartelle non pagate dal genitore per un ammontare di 100mila euro. Luciano decide di non pagare. Cosa rischia? Il Fisco potrà pignorargli solo il garage ricevuto in successione e non anche l’immobile di proprietà in quanto bene personale. 

Tale tipo di accettazione viene effettuata quando non è chiaro inizialmente a quanto ammonti l’attivo e il passivo del patrimonio da ereditare e l’erede tema di vedere i propri beni personali sottoposti all’azione esecutiva dei creditori del defunto.

In alcuni casi, invece, il chiamato deve accettare l’eredità con beneficio d’inventario: ciò è previsto per alcune tipologie di soggetti (incapaci e persone giuridiche).

Chi accetta l’eredità con beneficio di inventario deve pagare i debiti?

Non va confusa la situazione del chiamato all’eredità con quella dell’erede con beneficio d’inventario. Chi accetta l’eredità con beneficio d’inventario è a tutti gli effetti erede, con la sola differenza che un eventuale pignoramento non potrebbe aggredire i beni personali del soggetto in questione. Dunque, l’accettazione con beneficio d’inventario non determina, di per sé sola, il venir meno della responsabilità patrimoniale degli eredi per i debiti, anche di natura tributaria, ma fa solo sorgere il diritto di questi ultimi a non risponderne al di là del valore dei beni lasciati dal de cuius. 

In sintesi, i rischi di chi accetta l’eredità con beneficio di inventario sono minimi perché questi può subire un pignoramento – sempre ammesso che non paghi i creditori – solo sui beni ricevuti con la successione e non su quelli di cui era proprietario prima. 

note

[1] Cass. ord. n. 23961 del 25.09.2019.


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