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Stitichezza: come si cura?

11 Novembre 2019 | Autore: Roberta Jerace
Stitichezza: come si cura?

Di cosa si tratta e quali sono le cause della stipsi; responsabilità del medico per diagnosi affrettata; alimentazione per la stitichezza; stile di vita e rimedi naturali per la stipsi; farmaci per la stipsi.

La stipsi è un disturbo che interessa circa 10 milioni di italiani e che può colpire adulti, bambini, anziani e donne in gravidanza. In generale secondo le stime sembra che ne siano maggiormente affette le donne e la popolazione adulta che ha superato i 65 anni di età. Forse anche tu accusi i sintomi tipici e ti stai chiedendo la stitichezza: come si cura? In questo caso, dopo aver escluso con il tuo medico curante che non si tratti di altre patologie il primo passo è quello di cambiare stile di vita.

Il movimento, i ritmi regolari dei pasti e della toilette, l’idratazione e un’alimentazione ricca di fibre sono uno step fondamentale da compiere per liberarti di questo disturbo. Ricorrere al sostegno farmacologico può essere necessario se il tuo è un caso di stipsi cronica, ma non dimenticare che dalla natura possono provenire una serie di aiuti efficaci come quelli della fitoterapia e/o dei fiori di Bach.

Di cosa si tratta e quali sono le cause della stipsi

Secondo le definizioni correnti, la stipsi, anche detta stitichezza, è un disturbo dello svuotamento intestinale caratterizzato da una frequenza di evacuazione inferiore alle tre volte settimanali, con diminuzione della massa fecale, difficoltà ad espellere feci dure e disidratate, accompagnato da dolore e dalla sensazione di non essersi completamente liberati. Quando questa condizione si ripete si parla di stitichezza cronica, ma esistono anche episodi di stitichezza acuta o occasionale che si riscontrano in concomitanza di situazioni particolari come un intervento chirurgico, l’assunzione di determinati farmaci o un viaggio che altera i bioritmi personali.

Tra le cause principali di stitichezza cronica idiopatica (cioè nel caso in cui non esistano malattie di diversa origine) le più comuni sono: la sedentarietà; una dieta non ottimale e ben calibrata; la sindrome del colon irritabile; la gravidanza a causa dello spostamento del colon per far spazio all’utero e in seguito ai cambiamenti ormonali. Anche condizioni come il diabete, l’ipotiroidismo o altre patologie possono portare a sviluppare la stipsi.

Tuttavia, se i sintomi principali sono accompagnati da altra sintomatologia come la perdita di sangue nelle feci, l’astenia o il dolore addominale non accompagnato dalla presenza di stimolo, le cause della stitichezza potrebbero essere dovute a patologie più serie come un tumore del colon-retto, endometriosi, ernie, ecc… Nel caso di questi segnali d’allarme, è, quindi, bene rivolgerti subito al tuo medico di famiglia, il quale per effettuare una diagnosi corretta ed escludere altre patologie potrebbe prescriverti delle indagini più approfondite come: la colonscopia; il clisma opaco; lo studio del transito ano-rettale; la defecografia; analisi ematiche che escludano malattie metaboliche o infiammatorie ecc…

Responsabilità del medico per diagnosi affrettata

Se il tuo medico curante o lo specialista al quale ti sei rivolto ha effettuato una diagnosi affrettata senza considerare indagini necessarie e specifiche che avrebbero evidenziato una patologia magari seria, potresti trovarti davanti a un caso di responsabilità del medico per diagnosi affrettata.

La responsabilità è tanto maggiore quanto più grave è il danno determinato dal ritardo della terapia; infatti, secondo la legge, è compito del medico servirsi delle indagini strumentali e di tutti gli accertamenti necessari per considerare le ipotesi anche meno plausibili ed escludere ogni incertezza. Anche nel caso di sintomi generici il medico deve tener conto delle linee guida generalmente condivise per la diagnosi, a maggior ragione nel caso in cui i sintomi siano ambigui e non depongano in modo chiaro per una malattia.

Alimentazione per la stitichezza

Nel trattamento della stipsi, è fondamentale un intervento di tipo dietetico, ecco alcuni suggerimenti:

  • incrementa il consumo di fibre alimentari poiché sono in grado di aumentare la massa fecale e stimolare la peristalsi. Consuma quindi una porzione di verdura cruda o cotta ad ognuno dei pasti principali. Da preferire zucchine, melanzane, fagiolini, spinaci e verdura a foglia larga; attenzione invece al consumo di cavolfiori, broccoli e carciofi che possono aumentare i problemi di meteorismo;
  • mangia frutta negli spuntini, in particolare kiwi, fichi, prugne, pere, albicocche, ciliegie; quando è possibile e i frutti sono biologici consumali con la buccia, ma puoi scegliere anche la frutta cotta che è in grado di incidere sulla frequenza delle evacuazioni;
  • anche i legumi sono ottimi per aumentare le fibre della tua dieta; introduci almeno due volte nella settimana legumi come: piselli, lenticchie, ceci, fagioli e fave e ricorda che possono essere consumati come passato per evitare di provocare meteorismo e/o aerofagia;
  • l’idratazione per combattere la stipsi risulta fondamentale; bevi quindi almeno due litri di acqua al giorno cominciando la mattina con due bicchieri a digiuno poiché i liquidi vengono assorbiti dalle feci e ne aumentano il volume. Puoi assumere liquidi anche in forma di tisane (non tè che risulta astringente) o brodo;
  • tra gli alimenti da evitare in caso di stipsi sono da bandire alcolici, caffè, fritti, grassi di origine animale e formaggi fermentati, tutti nemici di coloro che combattono contro questa problematica.

Stile di vita e rimedi naturali per la stipsi

Lo stile di vita e alcune sane abitudini possono dare la svolta al tuo problema di stipsi e un ulteriore aiuto può venire dal mondo della fitoterapia:

  • fare regolare attività fisica secondo gli studi favorisce la motilità intestinale; in particolare sono consigliate la corsa e la camminata veloce che stimolano i muscoli dell’intestino. Tuttavia, l’esercizio fisico è utile solo se praticato non saltuariamente, la frequenza ideale è una passeggiata veloce di almeno mezz’ora ogni giorno ma anche lo yoga, la danza o uno sport con sessioni di almeno tre volte la settimana sono ottimali per ottenere i benefici voluti;
  • mantieni sempre la stessa routine della toilette; preferisci sempre lo stesso orario per andare in bagno, preferibilmente dopo uno dei pasti principali per stimolare la funzionalità intestinale;
  • mangia ad orari regolari e mastica lentamente per non introdurre aria durante l’ingestione che porterebbe a ulteriore meteorismo;
  • non rimandare se hai lo stimolo di recarti al bagno poiché si tratta di una pessima abitudine che può con il tempo inibire lo stimolo allo svuotamento del retto;
  • non sforzarti per andare in bagno perché rischi di compromettere i normali meccanismi fisiologici che prevedono la contrazione dei muscoli intestinali e il concomitante rilassamento dello sfintere anale. Oltre a compromettere questi meccanismi e a rappresentare un rischio se soffri di problematiche all’apparato cardiovascolare, rischi di andare incontro all’insorgenza di emorroidi e sanguinamento. Prenditi, quindi, tutto il tempo che serve, assumi una posizione che favorisca la compressione dell’addome tra le cosce (ad esempio, ponendo un rialzo davanti al wc) e munisciti di mezzi di intrattenimento come un buon libro o un giornale per favorire il rilassamento;
  • i rimedi fitoterapici alla stipsi possono essere d’aiuto per risolvere problemi di stitichezza acuta, in questo caso l’uso dev’essere saltuario per non incorrere nell’irritazione della mucosa intestinale. Tra questi ultimi vi sono: il rabarbaro, che oltre alle caratteristiche lassative aiuta anche in caso di cattiva digestione e insufficienze epatiche poiché possiede anche proprietà digestive e toniche; la corteccia di frangula che è in grado di ridare tono alle fibre muscolari dell’intestino attraverso un’azione “dolce”, ciò consente di utilizzarla anche per lunghi periodi senza che sia irritante per la mucosa intestinale;
  • tra le piante contro la stitichezza vi sono quelle che costituiscono dei lassativi meccanici che lubrificano le pareti intestinali per favorire l’evacuazione e che a contatto con l’acqua producono un gel per ammorbidire la massa fecale. Tra di esse vi sono: le foglie e i fiori di malva che, oltre ad avere funzione antinfiammatoria per l’intestino, hanno un’azione lassativa dolce grazie alle mucillagini (sostanze attive in grado di creare una sorta di gel). Per questo motivo la malva è adatta anche ai casi di stipsi dei bambini, degli anziani e delle donne in stato di gravidanza; la tisana ai semi di lino è un efficacie e innocuo lassativo naturale grazie alle mucillagini contenute nei semi che aumentano di volume favorendo l’espulsione delle feci e mantenendo un effetto emolliente e protettivo sulla mucosa intestinale;
  • i fiori di Bach possono essere utili quando vi è una causa psicosomatica della stipsi. Gli aspetti emotivi e caratteriali che sono alla base dei problemi di stipsi possono essere differenti, ad esempio derivare da una tendenza a trattenersi o al contrario a un’impazienza di chi non vuole perdere tempo con i bisogni del proprio corpo. Per questi motivi, il tipo di floriterapia dev’essere calibrata con attenzione seguendo il temperamento e le difficoltà emotive di ciascuna persona.

Farmaci per la stipsi

Se hai già apportato alla tua dieta e al tuo stile di vita dei cambiamenti sostanziali e i tuoi problemi di stipsi permangono, il tuo medico potrebbe prescriverti dei farmaci. Molto spesso, si tratta di lassativi, ma il medico stimerà più precisamente quale classe di farmaci fa al tuo caso, ecco di seguito alcuni esempi tra i medicinali più frequentemente impiegati:

  • gli integratori di fibre (es: Psyllogel, Benefibra) assorbono l’acqua presente nell’intestino e ammorbidiscono le feci;
  • gli emollienti e lubrificanti (es: Glicerolo Carlo Erba, Zetalax, Paraffina liquida Marco Viti) sono indicati nel caso di presenza di emorroidi e ragadi concomitanti alla stipsi;
  • gli stimolanti intestinali (es: Pursennid, Dulcolax, Guttalax) causano o aumentano le contrazioni dell’intestino favorendo la peristalsi;
  • i lassativi osmotici (es: Duphalac, Portolac, Levolac, Normase) sono in grado di trattenere i liquidi all’interno dell’intestino o redistribuire gli stessi all’interno della massa fecale;
  • i lassativi salini (es: Magnesia, Biochetasi, Sod Fos Sof Clisma) sono da usarsi occasionalmente e agiscono come una spugna, intrappolando l’acqua nel colon per facilitare il passaggio della massa fecale.

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Di Roberta Jerace


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