Politica | News

Lettera dell’Ue al Governo: la manovra non rispetta i patti

22 Ottobre 2019 | Autore:
Lettera dell’Ue al Governo: la manovra non rispetta i patti

Richiesta di chiarimenti in arrivo: l’Ue vuole sciogliere il nodo delle coperture. Governo tranquillo e pronto a rispondere. Altri Paesi coinvolti.

L’appuntamento è di quelli da non sottovalutare: niente scuse, ritardi o buche. Bisogna arrivarci preparati bene, che in questo caso significa con i conti in ordine. L’Unione Europea stamattina ha inviato all’Italia una lettera per richiedere chiarimenti sui documenti programmatici di bilancio che il Governo le aveva trasmesso la scorsa settimana.

La Commissione può farlo: la procedura prevede che può interpellare lo Stato membro entro una settimana dal ricevimento del Dpb (termine che scade oggi) in caso di “inosservanza particolarmente seria del patto di stabilità”. Insomma, prende questa iniziativa se pensa che la manovra non rispetta i patti comunitari. Se i chiarimenti non sono ritenuti esaurienti, allora viene chiesta una revisione della manovra. Adesso siamo al primo passo: chiamati preliminarmente a rispondere fornendo le nostre “giustificazioni”.

Ma in questo caso le violazioni non sembrano serie: fonti della Ue e del nostro Governo, come riporta la nostra agenzia stampa AdnKronos, osservano che la lettera in arrivo è un “atto dovuto”, che fa parte del “dialogo costruttivo” tra l’Italia e la Commissione europea. Non sono in discussione né l’impianto, né i saldi della manovra, ma si tratta di chiarire il dettaglio di alcune misure di coperture e spiegare come esattamente si intende trovarle.

Ecco la contestazione formulata dall’Ue nella lettera giunta stamattina: il Documento programmatico di bilancio 2020 dell’Italia «non rispetta il parametro della riduzione del debito nel 2020»; firmano il documento il vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis ed il commissario agli Affari economici Pierre Moscovici.

Va ricordato che il nostro Governo aveva stimato una crescita del rapporto debito/Pil al 135,7% entro la fine di quest’anno «principalmente a causa del basso tasso di crescita nominale dell’economia» ma aveva anche previsto un progressivo miglioramento dell’avanzo primario (previsto all’1,1% del Pil per il 2020 ed al 1,3% per il 2021) in modo da far scendere il rapporto debito/Pil al 135,2% l’anno prossimo ed al 131,4% nel 2021.

Tutto questo è troppo poco per la Commissione Ue. In particolare il Dpb – scrivono Moscovici e Dombrovskis – «indica una variazione del saldo strutturale nel 2020 che consiste in un peggioramento dello 0,1% del Pil, sia al valore facciale sia ricalcolato dai servizi della Commissione secondo la metodologia concordata, che non rispetta l’aggiustamento strutturale raccomandato dello 0,6% del Pil». Inoltre il Dpb, continuano, «prevede un tasso nominale di crescita della spesa netta primaria del governo dell’1,9%, che supera la riduzione raccomandata, almeno dello 0,1%. Complessivamente, questi elementi appaiono non essere in linea con le richieste contenute nella raccomandazione del Consiglio del 9 luglio 2019, dato che segnalano un rischio di deviazione significativa nel 2020, e nel 2019 e 2020 complessivamente considerati, rispetto allo sforzo di bilancio  raccomandato».

Questione di soli decimali? Non proprio: la Commissione individua subito questi scostamenti minimi prefigurando il rischio che potrebbero aggravarsi, sforando il deficit programmato e instaurando una tendenza contraria al rispetto dei parametri di bilancio imposti. Ma i toni utilizzati sono morbidi e la lettera si conclude con un rassicurante: «Le informazioni che il governo italiano invierà ci aiuteranno a determinare se sussiste un rischio di deviazione significativa dall’aggiustamento di bilancio nel 2020».

Anzi, in tarda mattinata interviene direttamente lo stesso commissario Moscovici per spegnere sul nascere ogni possibile equivoco e spiega: «Se avessimo voluto un cambiamento lo avremmo scritto; questa lettera è completamente diversa da quelle inviate al precedente Governo Conte 1». Quindi dialogo aperto e nessuna bocciatura della manovra che sta predisponendo la nuova legge di Bilancio, solo un’interlocuzione necessaria per garantire una maggiore precisione rispetto a quanto il nostro Governo aveva comunicato la settimana scorsa, basandosi anche su delle semplici stime.

Il punto che interessa l’Europa è proprio questo: ci sono alcuni aspetti della manovra che preoccupano la Commissione, come la riduzione dell’importo atteso dalla lotta all’evasione fiscale, che è considerato incerto. Gli obiettivi di bilancio secondo la Commissione europea sono a rischio perché il gettito inizialmente atteso, di 7 miliardi di euro, è stato ridotto a appena 3 con le ultime modifiche apportate.

Inoltre, il documento sottoposto all’Ue non è ancora definitivo, i lavori sono ancora in corso: tutti i provvedimenti sono in discussione nella maggioranza di governo che è ancora divisa su parecchi punti e lo dimostra la riunione del Consiglio dei ministri della scorsa notte: come cambia la manovra dopo il Cdm di ieri.

Da Roma trapela un tranquillo ottimismo: il ministro dell’Economia Gualtieri e lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte si aspettavano questa mossa dell’Ue e a margine della riunione dell’ultimo Consiglio europeo il premier aveva dichiarato «Se ci saranno richieste di chiarimenti li daremo tutti: siamo molto sereni e sicuri».

Non siamo soli: altri Paesi europei, che come noi in questi giorni stanno elaborando la loro legge di bilancio,  stanno per ricevere una lettera analoga. Ci sono la Francia, la Spagna, il Portogallo, e la Finlandia: tutti “accusati” di aver violato il Patto di Stabilità e Crescita.

Intanto, il nostro Governo è pronto a rispondere oggi stesso, in modo da non lasciare dubbi in sospeso con l’Unione, il cui benestare è necessario in via preventiva anche per rafforzare l’efficacia dei provvedimenti in arrivo ottenendo subito l’assenso di Bruxelles. L’obiettivo italiano sarà quello di spiegare le scelte fatte, in modo da rassicurare senza però toccare i contenuti programmati nel documento già presentato. L’Italia chiederà flessibilità di bilancio, innanzitutto, per gli interventi climatici e naturali, come terremoti e alluvioni.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube