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Quali rimedi se la banca mi applica interessi poco trasparenti?

2 Novembre 2019
Quali rimedi se la banca mi applica interessi poco trasparenti?

Ho sottoscritto nel 2009 con una banca un contratto di leasing immobiliare che presenta diverse anomalie (interessi non determinati, oneri poco chiari ecc.).

Sono vizi che ci possono consentire di porre fine al contratto?

Occorre premettere che al contratto di leasing immobiliare è applicabile la normativa del Testo unico bancario relativa alle attività (compresi i contratti) svolte nel territorio della Repubblica dalle banche e dagli intermediari finanziari.

In questo senso si è ad esempio espresso il Tribunale di Udine con sentenza del 13 settembre 2016.

Questo vuol dire che anche l’articolo 117 del Testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993), nel testo vigente nel 2009, è applicabile al contratto di leasing immobiliare relativo al suo caso.

Fatte queste necessarie premesse, occorre però dire che gli effetti delle violazioni delle norme contenute nell’articolo 117, comma 4 e 6, sono quelli espressamente indicati nello stesso articolo 117 e cioè la nullità delle singole clausole contrattuali difformi con la sostituzione di esse secondo le indicazioni contenute nel comma 7 dello stesso articolo 117.

Questo significa che se, attraverso una perizia contabile di parte (poi confermata da una perizia d’ufficio disposta dal giudice), fossero accertate le violazioni indicate in quesito, l’effetto non potrebbe essere quello di considerare nullo l’intero contratto di leasing immobiliare in modo da poterlo considerare cessato e rilasciare quindi l’immobile che ne è oggetto.

L’effetto, invece, che l’accertamento delle violazioni dell’articolo 117 (sulla indeterminatezza del contenuto del contratto relativamente a tassi, oneri e parametri) può produrre è quello (a seguito di riconteggio in corso di causa) di stabilire l’ammontare delle somme effettivamente dovute a titolo di interessi ed oneri in modo da poterne ottenere la restituzione (se già corrisposti in eccesso) e l’esatta quantificazione per gli importi a corrispondersi in futuro (in questo senso si è espresso sempre il Tribunale di Udine con sentenza del 13 settembre 2016).

Naturalmente il contratto in corso, come ogni contratto, può essere “sciolto” ma solo di comune intesa tra le parti (il contratto da lei allegato, infatti, non contiene clausole che consentono il recesso su iniziativa del singolo contraente).

Se cioè le parti contrattuali ritengono di voler concordemente porre termine anticipatamente al leasing immobiliare, la cosa è sicuramente possibile attraverso la stipula di un accordo scritto in cui potranno essere definite tutte le clausole relative alle modalità con cui si pone fine all’accordo contrattuale in corso e, quindi, si provvede anche alla restituzione dell’immobile.

Se invece un accordo del genere non si raggiunge, è possibile, come le dicevo, far accertare dal giudice (e toccherà a lei darne la prova) che il contratto presenta le violazioni indicate in quesito e, di conseguenza, ottenere l’esatta quantificazione degli interessi dovuti (con restituzione di quanto eventualmente pagato finora in eccesso).

Articolo tratto da consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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