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Sicurezza del lavoratore autonomo: ultime sentenze

1 Novembre 2019
Sicurezza del lavoratore autonomo: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: lavoratore autonomo; infortuni sul lavoro; sicurezza e prevenzione degli infortuni; nomina del coordinatore per la sicurezza; responsabilità per il decesso del lavoratore.

Committente affida lavori edili a lavoratore autonomo

In materia di infortuni sul lavoro, è titolare di una posizione di garanzia nei confronti del lavoratore il committente che affidi lavori edili in economia ad un lavoratore autonomo senza averne previamente verificato l’idoneità tecnico-professionale, in relazione anche alla pericolosità dei lavori affidati.

(Fattispecie in cui la Corte ha confermato la responsabilità del committente che aveva affidato lavori edili ad un soggetto svolgente una diversa attività lavorativa, che si era avvalso della collaborazione del proprio padre, il quale, durante i lavori, svolti non in sicurezza, era deceduto a seguito della caduta da una scala).

Cassazione penale sez. IV, 15/05/2019, n.26898

Obbligo del committente di nominare il coordinatore per la sicurezza

In tema di infortuni sul lavoro, l’obbligo per il committente di nominare il coordinatore per la sicurezza, di cui all’art. 90, d.lg. 9 aprile 2008, n. 81, è connesso già solo alla previsione che più imprese lavorino nello stesso cantiere, anche non in contemporanea, e non alla verifica successiva di tale situazione.

(Fattispecie nella quale è stata ritenuta la responsabilità del committente per omicidio colposo di un dipendente di una ditta subappaltatrice e di un lavoratore autonomo, caduti dal piano di copertura di un capannone di proprietà del committente, essendo la possibilità di subappalto prevista in contratto).

Cassazione penale sez. IV, 11/12/2018, n.4644

Esclusione della responsabilità del committente 

In caso di decesso del lavoratore autonomo, nell’ipotesi in cui lo stesso abbia contrattato direttamente con il committente, non possono configurarsi in capo a quest’ultimo le violazioni di cui all’art. 18 comma 1 lett d) (sull’obbligo del datore di lavoro di fornire ai lavoratori i “necessari e idonei dispositivi di protezione individuale”) e 96 comma 1 del d.lg n. 81/2008 (sull’obbligo del datore di lavoro di redigere “un piano operativo di sicurezza”), a cui è correlata la disposizione sanzionatoria di cui all’articolo 159 comma 1 del decreto legislativo in parola, in quanto le summenzionate norme si applicano esclusivamente ai “datori di lavoro” o ai “dirigenti” preposti.

Tribunale Locri, 12/03/2018, n.343

Violazione dell’obbligo di sottoporre a visita medica i lavoratori con mansioni rischiose

Soggetto attivo del reato di cui all’art. 125 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, che prevede l’obbligo della preventiva sottoposizione a visita medica per accertare l’assenza di tossicodipendenza dei lavoratori adibiti a mansioni che comportano rischi per la sicurezza, la incolumità e la salute di terzi, è solo il datore di lavoro nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato e non il titolare di un lavoro autonomo.

Cassazione penale sez. III, 01/12/2016, n.43796

Coordinatore dei lavori e responsabilità per il decesso del lavoratore

In tema di infortuni sul lavoro, la funzione di alta vigilanza che grava sul coordinatore per l’esecuzione dei lavori ha ad oggetto esclusivamente il rischio c.d. generico, relativo alle fonti di pericolo riconducibili all’ambiente di lavoro, al modo in cui sono organizzate le attività, alle procedure lavorative ed alla convergenza in esso di più imprese; ne consegue che il coordinatore non risponde degli eventi riconducibili al c.d. rischio specifico, proprio dell’attività dell’impresa appaltatrice o del singolo lavoratore autonomo.

(In applicazione di tale principio, la Corte di Cassazione ha annullato parzialmente con rinvio la sentenza di condanna del coordinatore per la sicurezza dei lavori in relazione al decesso causato dalla precipitazione dal tetto di un dipendente dell’impresa appaltatrice dei lavori di rimozione delle lastre di copertura, rilevando che non era stato accertato se si trattava di un rischio generico, relativo alla conformazione generale del cantiere, ovvero di un rischio specifico attinente alle attività oggetto del contratto di appalto).

Cassazione penale sez. IV, 27/09/2016, n.3288

Cantiere di impresa e obblighi del datore di lavoro committente

Allorquando un cantiere temporaneo o mobile viene in essere all’interno del processo produttivo di un’impresa, il datore di lavoro committente, oltre che alla valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 17 d.lg. n. 81 del 2008, è tenuto: a) nel caso di appalto interno conferito ad una sola impresa o ad un singolo lavoratore autonomo, a redigere il documento di valutazione dei rischi di cui all’art. 26, comma terzo, del d.lg. n. 81 del 2008; b) nel caso in cui i lavori contemplino l’opera di più imprese o lavoratori autonomi, anche in successione tra loro, a nominare il coordinatore per la progettazione, il quale, ai sensi dell’art. 91 del citato d.lg., deve redigere il piano di sicurezza e di coordinamento, che ha valore di documento di valutazione del rischio interferenziale.

Cassazione penale sez. IV, 04/02/2016, n.11384

Lavoratore autonomo di non verificata professionalità

È titolare di una posizione di garanzia nei confronti del lavoratore il committente che affida lavori edili in economia ad un lavoratore autonomo di non verificata professionalità.

(In motivazione la Corte ha precisato che l’unitaria tutela del diritto alla salute, indivisibilmente operata dagli artt. 32 Cost., 2087 cod. civ. e 1, comma primo, legge n. 833 del 1978, impone l’utilizzazione dei parametri di sicurezza espressamente stabiliti per i lavoratori subordinati nell’impresa, anche per ogni altro tipo di lavoro).

Cassazione penale sez. IV, 14/05/2015, n.35534

Responsabilità del datore di lavoro

È titolare di una posizione di garanzia nei confronti del lavoratore il proprietario (committente) che affida lavori edili in economia ad un lavoratore autonomo di non verificata professionalità, ed in assenza di qualsiasi apprestamento di presidi anticaduta, pur a fronte di lavorazioni in quota superiore a metri due.

(La Corte ha precisato che l’unitaria tutela del diritto alla salute, indivisibilmente operata dagli art. 32 cost., 2087 c.c. e 1 comma 1 l. n. 833 del 1978, impone l’utilizzazione dei parametri di sicurezza espressamente stabiliti per i lavoratori subordinati nell’impresa, anche per ogni altro tipo di lavoro).

Cassazione penale sez. IV, 09/07/2010, n.42465

Lavoratori autonomi e sicurezza sul lavoro: hanno le stesse garanzie dei dipendenti?

In tema di sicurezza sul lavoro, ai lavoratori autonomi che operano all’interno di un’azienda spettano le stesse garanzie dei dipendenti in materia di informazione, protezioni, controlli e direttive dei superiori (nella specie, la Corte ha respinto il ricorso di un’impresa e del suo direttore delegato quale responsabile alla sicurezza; l’uomo era stato condannato per omicidio colposo dopo la morte di un lavoratore autonomo che era caduto dal tetto dello stabilimento in seguito al cedimento di un lucernaio su cui stava lavorando).

Cassazione penale sez. IV, 27/03/2009, n.18998

Applicazione dei regimi di sicurezza sociale

Il regolamento relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati; ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata, deve essere interpretato nel senso che non osta a che uno Stato membro, la cui normativa previdenziale sia l’unica applicabile a un lavoratore autonomo residente, escluda dalla base di calcolo di contributi come il contributo sociale generalizzato e il contributo per il ripianamento del debito sociale i redditi percepiti da tale lavoratore in un altro Stato membro, in applicazione, in particolare, di una convenzione diretta a evitare la doppia imposizione in materia di imposte sui redditi.

Corte giustizia UE sez. III, 03/04/2008, n.103


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