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Riduzione dell’ipoteca: ultime sentenze

1 Novembre 2019
Riduzione dell’ipoteca: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: iscrizione dell’ipoteca giudiziale; rapporto tra l’ammontare del debito residuo e il valore dei beni ipotecati a seguito della riduzione; consenso alla riduzione delle iscrizioni ipotecarie; provvedimento cautelare d’urgenza.

Riduzione dell’ipoteca con provvedimento d’urgenza

È ammissibile il ricorso alla tutela d’urgenza ex art. 700 c.p.c. per ottenere la riduzione dell’ipoteca giudiziale, in quanto il disposto di cui all’art. 2884 c.c. trova applicazione nella sola ipotesi della cancellazione, dalla quale la prima si differenzia per essere una mera rettifica tendente a correggere l’eccedenza dell’iscrizione.

Tribunale Foggia sez. II, 28/07/2018

Riduzione dell’ipoteca: presupposti

Sebbene la cancellazione del vincolo ipotecario non possa essere disposta mediante un provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., in quanto ne è presupposto, ai sensi dell’art. 2884 c.c., una sentenza passata in giudicato o un altro provvedimento definitivo, è nondimeno ammissibile, nel silenzio del legislatore sulla questione, tale rimedio cautelare nel caso in cui venga richiesta la riduzione dell’ipoteca.

Corte appello Milano sez. I, 14/10/2008

Iscrizione ipotecaria a garanzia degli assegni di mantenimento

L’applicazione dell’art. 156 c.c., nella parte in cui prevede che la sentenza di separazione costituisce titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale ai sensi dell’art. 2818 c.c., non richiede la valutazione di un periculum in mora che il legislatore ha effettuato ex ante.

L’eventuale comportamento vessatorio del creditore, astrattamente rinvenibile nell’iscrizione dell’ipoteca per un valore eccedente il presumibile calcolo dell’ammontare complessivo del mantenimento da garantire, potrà essere corretto dal giudice a seguito della richiesta del debitore di riduzione dell’ipoteca ai sensi dell’art. 2872 c.c..

Corte appello Firenze sez. II, 25/02/2017

Assenso alla riduzione dell’ipoteca

Sussistono i presupposti per ordinare a una banca che aveva erogato un mutuo fondiario di dare immediato assenso alla riduzione dell’ipoteca, restringendola in modo tale da escludere una parte degli immobili su cui era stata originariamente concessa la garanzia, subordinatamente al contestuale versamento da parte del mutuatario della rata in scadenza onde mantenere entro parametri accettabili il rapporto tra l’ammontare del debito residuo e il valore dei beni ipotecati a seguito della riduzione, qualora il predetto mutuatario, ammesso al concordato preventivo, abbia l’esigenza di alienare tempestivamente gli immobili liberati dalla garanzia, al fine di dare concreta esecuzione al piano previsto nella proposta di concordato, scongiurando il rischio di compromettere le sorti della procedura concorsuale.

Tribunale Ancona, 16/07/2011

Riduzione dell’ipoteca iscritta su determinati cespiti immobiliari

In base all’art. 669-octies, comma 6, c.p.c. i provvedimenti emessi in via cautelare, quando idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, acquistano efficacia definitiva, essendo meramente facoltativa l’instaurazione del giudizio di merito, così dimostrando la loro possibile attitudine alla stabilità.

Pertanto, deve ritenersi ammissibile il rimedio cautelare invocato ex art. 700 c.p.c., unitamente ai sensi e per gli effetti dell’art. 614 bis c.p.c. alla fissazione di una somma per ogni giorno di eventuale ritardo nell’esecuzione della chiesta misura cautelare, al fine di conseguire la riduzione dell’ipoteca iscritta su determinati cespiti immobiliari, atteso che in primo luogo, il disposto di cui all’art. 2884 c.c., a mente del quale la cancellazione deve essere eseguita dal conservatore, quando è ordinata con sentenza passata in giudicato o con altro provvedimento definitivo emesso dalle autorità competenti, non può che trovare applicazione con esclusivo riferimento alla sola ipotesi ivi contemplata, e cioè di cancellazione del vincolo ipotecario e non anche di riduzione dello stesso, com’è nel caso di specie, in considerazione del fatto che la riduzione non equivale ad una cancellazione, ma piuttosto ad una “rettifica” tendente a correggere l’eccedenza dell’iscrizione.

Diversa è, infatti, la ratio della fattispecie se soggiacesse a ciascun istituto: la cancellazione mira ad eliminare la garanzia per insussistenza originaria dei relativi presupposti o per difetto sopravvenuto degli stessi, la riduzione, invece, è finalizzata alla contestazione della sproporzione esistente tra la garanzia, il credito ed i beni cauzionali.

Aggiungasi, inoltre, come nel caso di specie, il ricorso non ha ad oggetto la prescrizione di un ordine rivolto al conservatore di procedere alla cancellazione dell’ipoteca, bensì il diverso ordine, rivolto direttamente alla controparte creditrice munita di garanzia reale, di prestare il proprio consenso alla riduzione delle iscrizioni ipotecarie eccedenti a norma dell’art. 2873, comma 2, c.c., costituzione obbligo di “facere” infungibile, non potendo prescindere la soddisfazione dell’interesse dei ricorrenti dalla volontà e fattiva collaborazione dell’obbligato per quanto previsto a norma dell’art. 2882 c.c.

Tribunale Bari, 10/05/2011, n.356

Domanda di riduzione dell’ipoteca

Dalla nozione di garanzia patrimoniale di cui all’art. 2740 c.c. discende che è facoltà del creditore determinare unilateralmente la somma precisa del credito ancora illiquido, come pure i beni sui quali iscrivere ipoteca (o eseguire il pignoramento), salva la reazione del debitore, diretta a ridurre l’oggetto se la somma indicata dal creditore nell’iscrizione ecceda di un quinto quella che l’autorità giudiziaria dichiara dovuta, o se il valore complessivo del bene supera di un terzo il credito garantito e limitatamente all’eccedenza. Ne deriva che il creditore che abbia iscritto ipoteca per una somma esorbitante o su beni eccedenti l’importo del credito non può essere chiamato a risponderne a titolo di responsabilità aggravata qualora non abbia resistito alla domanda di riduzione dell’ipoteca, con dolo o colpa grave.

Cassazione civile sez. I, 30/07/2010, n.17902

Garanzia patrimoniale e responsabilità aggravata

Dal sistema della legge e, in particolare, dalla nozione di garanzia patrimoniale discende che il creditore ha la facoltà di determinare unilateralmente la somma precisa del credito ancora illiquido, come pure i beni sui quali iscrivere ipoteca (o eseguire il pignoramento), salva la reazione del debitore, volta ad ottenere la riduzione dell’oggetto se la somma determinata dal creditore nell’iscrizione ecceda di un quinto quella che l’autorità giudiziaria dichiara dovuta, o se il valore complessivo del bene supera di un terzo il credito garantito e limitatamente all’eccedenza; ne deriva che il creditore che abbia iscritto ipoteca per una somma esorbitante o su beni eccedenti l’importo del credito vantato non può essere chiamato, per ciò solo, a risponderne a titolo di responsabilità aggravata se non abbia resistito alla domanda di riduzione dell’ipoteca con dolo o colpa grave ai sensi dell’art. 96 comma 1, c.p.c.

Cassazione civile sez. I, 30/07/2010, n.17902

Stipula di mutuo e ipoteca sull’immobile

Qualora a seguito della stipula di mutuo l’ipoteca sull’immobile risulti col tempo di gran lunga superiore al mutuo ancora dovuto, il mututatario può chiedere la riduzione dell’ipoteca. Le spese per la suddetta azione, mentre è pacifico che siano a carico della banca mutuante in caso di eccesso nella valutazione iniziale, tali non sono nel caso di specie, in cui, in mancanza di esplicito accordo devono essere compensate.

Tribunale Salerno sez. I, 10/06/2010, n.1366

Riduzione dell’ipoteca iscritta su un numero di beni spropositato o per un valore eccessivo

Il disposto di cui all’art. 2884, c.c., non può che trovare applicazione con esclusivo riferimento alla sola ipotesi contemplata da detta norma, di cancellazione del vincolo ipotecario e non anche di riduzione dello stesso, da cui consegue che in linea di principio deve ritenersi ammissibile il ricorso cautelare d’urgenza volto a conseguire un ordine di riduzione dell’ipoteca iscritta su un numero di beni spropositato o per un valore eccessivo, tenuto altresì conto che la riforma del procedimento cautelare di cui alla l. n. 80 del 2005 ha previsto all’art. 669-octies, comma 6 , c.p.c., la possibilità che i provvedimenti emessi in via cautelare, quando risultino idonei ad anticipare gli effetti della sentenza di merito, acquistino efficacia definitiva, essendo meramente facoltativa l’instaurazione del giudizio di merito.

Tribunale Bari sez. IV, 15/11/2008

Ipoteca e valore eccedente l’importo del credito

Il creditore che abbia iscritto ipoteca su beni eccedenti l’importo del credito vantato non può essere chiamato a rispondere, nei confronti del debitore, per danni da illecito aquiliano ex art. 2043 c.c., non consentendolo le disposizioni di cui agli art. 2740 (circa l’assoggettabilità di tutti i beni del debitore, presenti e futuri, alla responsabilità patrimoniale), 2828 (che legittima il creditore ad iscrivere ipoteca giudiziale su qualsiasi immobile di proprietà del debitore) e 2877 stesso codice (con il quale sono poste a carico del debitore richiedente le spese per l’eventuale riduzione, mentre sono a carico del creditore le sole spese derivanti da riduzione dell’ipoteca per eccesso nella determinazione del credito).

Resta, peraltro, salva la possibilità di configurare, a carico del creditore procedente, una ipotesi di responsabilità processuale, a tenore dell’art. 96, comma 1, c.p.c., qualora quest’ultimo, convenuto per la riduzione dell’ipoteca, resista in giudizio con mala fede o colpa grave.

Cassazione civile sez. III, 07/05/2007, n.10299

Ordine di riduzione dell’ipoteca

Il provvedimento cautelare d’urgenza che ordini la riduzione dell’ipoteca iscritta su un numero di beni o per un valore eccessivi ha natura anticipatoria, e perciò l’instaurazione del giudizio di merito è solo eventuale. In caso di provvedimento cautelare favorevole di natura anticipatoria, è necessario che il giudice della cautela si pronunci sulle spese.

Tribunale Verona, 10/04/2006


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