Diventa reato l’evasione fiscale per necessità

22 Ottobre 2019
Diventa reato l’evasione fiscale per necessità

Diventa reato anche l’evasione fiscale per necessità, quella non solo di chi non vuole, ma anche di chi non può pagare le tasse.

«Carcere per i grandi evasori» è il motto dell’Esecutivo. Peccato, però, che la misura venga estesa anche ai piccoli. Con il nuovo decreto fiscale che il Governo sta per approvare, si abbassano difatti le soglie dell’evasione fiscale oltre le quali scatta il reato. A risponderne saranno non solo quelli che non vogliono pagare ma anche quelli che non possono. In sostanza chi, in un solo anno, avrà accumulato 100mila euro di debiti col fisco sarà punito con non meno di quattro anni di galera (per arrivare a un massimo di otto). 

Il punto è che, come dimostrano numerose pronunce della Cassazione, un imprenditore con un modesto volume d’affari raggiunge facilmente la soglia dei 100mila euro, specie quando c’è da pagare lo stipendio ai dipendenti. E non sono stati pochi, in passato, i casi di contribuenti che hanno tentato invano di giustificare il mancato pagamento delle tasse con la crisi economica, il calo dei fatturati, l’arrivo della rivoluzione tecnologica. Niente da fare: per la giurisprudenza, la difficoltà deve essere “oggettiva” e non legata a una semplice congiuntura economica. 

Ok al decreto fiscale: carcere per chi non paga le tasse e le cartelle esattoriali

L’evasione fiscale, ad oggi, è punita come semplice illecito amministrativo se si tratta di “piccola evasione”. In pratica, l’unica conseguenza è la famigerata cartella esattoriale. Oltre una certa soglia – variabile a seconda della gravità del comportamento commesso dal contribuente – si subisce, invece, un procedimento penale. Ebbene, questa soglia sta per essere abbassata per alcune figure delittuose. 

La maggioranza ha scritto il testo del decreto fiscale 2020 a una settimana dal via libera, salvo intese: l’accordo viene raggiunto durante un vertice durato oltre due ore e mezza. Ora la bozza – che puoi scaricare a questo link – può essere considerata una versione semi-definitiva.

Scatta così il carcere, da un minimo di quattro a un massimo di otto anni per chi evade le imposte per più di 100mila euro (attualmente le pene vanno da un anno e mezzo a sei anni). Ma il giro di vite contro i grandi evasori entrerà in vigore soltanto dopo che il Parlamento avrà convertito il decreto in legge, in modo da consentire alle Camere di approfondirne gli effetti. 

Ritorna quindi il carcere per chi non può pagare le tasse. Dal punto di vista delle modifiche delle soglie di punibilità, per cui sarà più facile per tutti commettere un reato tributario, vanno segnalati i seguenti ritocchi:

  • il reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate scende da 150mila a soli 50mila euro;
  • il reato di dichiarazione infedele passa da 150mila a 100mila euro;
  • il reato di omesso versamento dell’Iva scende da 250mila a 100mila euro.

Pene esemplari per chi evade

Arrivano le pene esemplari. Dalla confisca per equivalente dei beni degli evasori si passa alla confisca per sproporzione: lo Stato potrà cioè espropriare un valore di beni superiore a quelli ottenuti come profitto del reato. Il tutto in una logica massimamente punitiva. Viene così utilizzata una misura applicata ai mafiosi anche agli evasori fiscali. Essa scatterà sui beni dei quali il condannato non può giustificare la legittima provenienza e di cui risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore non adeguato al proprio reddito.  

Le altre misure del Dl fiscale

La lotta ai contanti, dall’altro lato, subisce uno slittamento di sei mesi: il tetto all’uso del cash passa, a partire dal 1° luglio, da 3mila euro a 2mila per poi scendere a mille euro a partire dal 1° gennaio 2022. 

Rinviate anche all’estate le sanzioni per i commercianti che non si doteranno di Pos.

Per incentivare i pagamenti tracciabili è pronto anche il cosiddetto Bonus Befana: in pratica lo Stato rimborserà il 19% delle spese fatte con strumenti di pagamento tracciabili (carte e bancomat) a partire da luglio 2020: il tutto con una nuova piattaforma online. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

9 Commenti

  1. Semplice ,chiudimo ci mettono in carcere e incominciamo a fare gli abusivi e ci danno anche il redito di citadinanza.

  2. è molto semplice l’azienda licenzia i lavoratori in esubero o meglio porta i libri in tribunale e viene tutelato dal giudice.

  3. È facile trovare scuse dopo che si è stati “beccati”. La soluzione più logica per una crisi reale ed oggettiva è rivolgersi al Tribunale, ma c’è sempre qualcosa da nascondere… ne ho visti troppi additare la “crisi” come causa dei loro mali quando spesso la problematica è una cattiva gestione aziendale per scarsa cultura imprenditoriale o una consapevole sottrazione continua di denaro per scopi personali, con il conseguente azzeramento delle possibilità di far fronte alle spese correnti, indebitamento e liquidazione dell’azienda.

  4. Questa legge avvera il sogno di chi paga le tasse perché non può sfuggire alla ritenuta alla fonte. A tutti coloro che s’indignano per una legge che stabilisce un giusto criterio per colpire gli evasori rammento che il Farò di Civiltà (l’America) che piace tanto al centrodestra (padrone della redazione) applica il carcere agli evasori da parecchio tempo. Forse qualcuna dimenticato come sono riusciti a “pizzicare” Al Capone.

    1. Forse non è chiaro il concetto, con 5 dipendenti in un anno ho già accumulato 100k euro di debiti con il fisco quindi se 2/3 clienti non pagano le forniture sono già in passivo con il fisco, ma stiamo scherzando. Mentre la fiat porta la sede legale in Olanda!

  5. Questi provvedimenti servono per finire di distruggere l’economia italiana e fanno parte del programma del NWO. Altrimenti detto questo governo è un vero pericolo per gli italiani poiché porta avanti solo gli interessi delle grandi banche e delle multinazionali che altro non sono che organizzazioni criminali di altissimo livello posto che riescono a corrompere e piegare persino i parlamenti ed i governi degli stati nazionali che ormai non riescono ad esercitare la loro originaria Sovranità

  6. Eh..già!…l’America di Trump!..proprio lui per non restituire un prestito di 30-40 miliardi di dollari alla Deutsche Bank,propose loro un saldo e stralcio..,adducendo la scusa che la stessa Banca,aveva contribuito alla crisi finanziaria!…naturalmente poi fu costretto a cambiare idea,ma.. è così che lui divenne un miliardario!..L’unica strada è seguire una progressività vera nel pagamento delle tasse..come da Costituzione ..”chi ha tanto,paghi tanto..,chi ha poco,paghi poco e..chi ha niente,paghi niente”(Enrico Berlinguer)

  7. E quando la tua azienda va in crisi di liquidità a causa dei ritardati pagamenti da parte dello Stato?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube