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L’Italia è ferma, situazione seria: l’accusa della Commissione Europea

22 Ottobre 2019
L’Italia è ferma, situazione seria: l’accusa della Commissione Europea

Moscovici: «Conosciamo le difficoltà dell’Italia», «ma non siamo noi i responsabili della crisi».

Conte ha ricevuto, in questi giorni, la lettera della Commissione Europea sulla manovra di fine anno, che non è certo critica come quella dell’anno scorso, ma sottolinea ancora una volta il forte scostamento del nostro Paese dai patti comunitari. L’Italia viene additata come uno Stato sostanzialmente «piatto, fermo». E non solo: il Documento programmatico di bilancio 2020 dell’Italia – si legge nella comunicazione dell’Ue – «non rispetta il parametro della riduzione del debito nel 2020».

Ora arrivano, puntuali come un orologio svizzero, proprio le parole del commissario agli Affari economici Pierre Moscovici a margine dei lavori della plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo. Alla Commissione UE guidata da Jean-Claude Juncker «abbiamo fatto in modo che l’Italia benefici di tutte le flessibilità previste dal patto e che il dialogo sia costante. Perchè? Perché conosciamo le difficoltà economiche dell’Italia e le difficoltà sociali». «Siamo qui – continua Moscovici – per far sì che le regole di bilancio siano rispettate, e rispettate in modo intelligente. Siamo una Commissione in carica per gli affari correnti». Ed ancora: «Mi ha colpito molto – aggiunge – l’intervento di Manfred Weber (capogruppo del Ppe, bavarese, ndr): ha detto che la Commissione Juncker, che mi comprende, ha fatto bene, facendo rispettare le regole, ma con la preoccupazione dell’umanità. E’ quello che la Commissione ha sempre fatto».

«Non abbiamo mai, mai – prosegue Moscovici – dovuto essere dei responsabili di crisi, e non lo saremo mai. E questa lettera testimonia della nostra volontà di avere contemporaneamente il rispetto della crisi, ma tenendo conto di una situazione economica, politica e sociale che è molto specifica». 

«Dunque – dice ancora – questa Commissione ha lavorato in questo spirito. Sono contento di vedere ora che tutti i partiti dell’Emiciclo del Parlamento, anche quelli che ci hanno duramente criticati, perché non ho sempre sentito queste parole dalla bocca di alcuni, riconoscano che questo è l’approccio giusto e desiderano che sia mantenuto dalla prossima Commissione». 

La lettera inviata dalla Commissione Europea al governo italiano in cui si chiedono chiarimenti sul documento programmatico di bilancio 2020 «deve essere presa sul serio»,  sia «perché indica un certo numero di problemi e di segnali d’allarme“, sia «perché suggerisce una gestione seria” delle finanze pubbliche» prosegue Pierre Moscovici, a margine dei lavori della plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo. La Commissione ha inviato lettere simili a quella mandata all’Italia anche alla Finlandia (nei giorni scorsi) e, tra ieri e oggi, pure a Belgio, Spagna, Portogallo e Francia.

Per l’Italia «c’è un rischio serio di deviazione significativa – continua Moscovici – che noi siamo obbligati a rilevare, nell’ambito della procedura». «Ma -aggiunge il commissario- non tiriamo altre conseguenze procedurali, come chiedere un altro bilancio, ciò significa che questo aspetto verrà esaminato nella procedura ulteriore del semestre europeo».

«Avremo l’occasione -prosegue Moscovici- per verificare che il bilancio, così come proposto, è un bilancio che deve essere eseguito. Ma la deviazione significativa è una terminologia nella graduatoria sottile delle disposizioni del patto». «Pensavo -continua il politico francese- che questa lettera sarebbe stato il mio ultimo atto da commissario, ma mi sbagliavo. Ci rivedremo il 7 novembre, per le previsioni economiche della Commissione e poi sarà sempre questa Commissione che darà le opinioni sul bilancio, prima di fine novembre, e sarà in quel momento che si conoscerà il giudizio finale».

Alla domanda se lo stupisca che, per l’ennesima volta, l’Italia risulta nonrispettare la regola del debito, Moscovici risponde sorridendo: «Niente mi stupisce».

In Spagna, conclude Moscovici, «la situazione è completamente diversa» da quella italiana, «perché ci saranno le elezioni e la manovra è stata inviata a politiche invariate».

Alla Commissione Europea «teniamo conto del fatto che l’Italia si trova in uno stato di crescita debole. Altre istituzioni», mentre «io presenterò le nostre previsioni» il 7 novembre, «prevedono una crescita piatta, nulla» per l’Italia l’anno prossimo. «E’ vero – continua Moscovici – che è stata lanciata una prima discussione sull’orientamento della politica di bilancio. Serve che Paesi come l’Italia, che hanno debiti elevati, continuino ad attuare politiche serie, e serie non vuol dire austere, mentre altri Paesi come la Germania e l’Olanda, che hanno ben altri spazi di manovra, potrebbero utilizzarli per gli investimenti, ma soprattutto per la crescita di loro stessi e dell’Eurozona. E’ per questo che abbiamo inviato una lettera fattuale, con alcuni giudizi positivi, ma che va presa sul serio», conclude.



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