L’esperto | Articoli

Interruzione pubblico servizio: ultime sentenze

2 Novembre 2019
Interruzione pubblico servizio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: svolgimento di un pubblico servizio, reato di interruzione del servizio pubblico; manifestazione di protesta; assenteismo dei dipendenti.

Camminare lungo i binari del treno integra il reato di interruzione di pubblico servizio ferroviario? Il postino che omette di proposito il recapito della corrispondenza è responsabile per interruzione di pubblico servizio? Per scoprirlo, leggi le ultime sentenze.

Reato di interruzione di pubblico servizio: configurabilità

Ai fini della configurabilità del reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità, l’irrilevanza della condotta perturbatrice va ravvisata ogniqualvolta essa rientri nella fisiologica prevedibilità delle tensioni umane connesse alle forme, ai tempi e alle modalità dell’intervento posto in essere da un pubblico ufficiale, rientrando nella ordinaria quota di maleducazione, sgarbo o petulanza che durante lo svolgimento di un tipo di pubblico ufficio o servizio può ragionevolmente presumersi verrà manifestata.

Cassazione penale sez. VI, 28/05/2014, n.36404

Reato di nterruzione di pubblico servizio: elemento soggettivo

In tema di elemento soggettivo del reato di interruzione di pubblico servizio, va disattesa la tesi difensiva di mancanza in capo all’imputato della consapevolezza dell’idoneità della condotta a cagionare l’interruzione o la turbativa del servizio, atteso che, se si percuote con un bastone l’autista di un autobus, che per questo viene trasportato al pronto soccorso dove gli è diagnosticata tra l’altro una contusione cranica, l’accettazione di tale rischio è in re ipsa.

Cassazione penale sez. V, 19/12/2013, n.5271

Manifestazione di protesta sui binari e chiusura della stazione per oltre un’ora

In tema di interruzione di un pubblico servizio, nella specie relativa al traffico ferroviario a causa di una manifestazione di protesta, va esclusa la non punibilità allorché per le modalità di esecuzione, per il numero di persone coinvolte e per la sua portata simbolica, la condotta degli imputati abbia arrecato disagi al traffico ferroviario, avendo costretto alla chiusura della stazione per oltre un’ora.

Cassazione penale sez. fer., 01/08/2019, n.37456

Svolgimento dell’ufficio o del servizio pubblico

L’art. 340 c.p. sanziona la condotta che abbia comportato l’interruzione del servizio pubblico, ma anche il comportamento che abbia inciso sul mero regolare svolgimento dell’ufficio o del servizio pubblico (annullata, nella specie, la sentenza di assoluzione nei confronti dell’imputato che aveva ritardato la partenza di un autobus dopo che l’autista, raggiunta la capienza massima, aveva chiuso le porte accingendosi alla corsa senza aver potuto caricare tutti gli utenti in attesa al capolinea).

Cassazione penale sez. VI, 12/12/2018, n.1334

Museo chiude in anticipo per l’assenteismo di alcuni dipendenti

Il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. è integrato da qualsiasi comportamento che provochi l’interruzione o turbi il regolare svolgimento di un pubblico servizio (la norma punisce chi “cagiona”, in qualsiasi modo, l’interruzione o il turbamento). Non rileva che l’interruzione sia definitiva, ne’ che il turbamento sia totale, essendo il reato integrato da una interruzione momentanea, purché di durata non irrilevante, e da un turbamento relativo, purché non insignificante (fattispecie relativa alla chiusura anticipata di un museo per l’assenza ingiustificata di alcuni dipendenti).

Cassazione penale sez. II, 09/11/2018, n.56361

Reato di interruzione di pubblico servizio ferroviario

Camminare lungo un tratto di strada ferrata del binario del treno integra il reato di interruzione di pubblico servizio ferroviario.

Tribunale Pescara, 07/05/2018, n.1454

Omissione volontaria del recapito della corrispondenza

Integra il delitto di interruzione di pubblico servizio la condotta dell’addetto alla distribuzione della posta che ometta volontariamente il recapito della corrispondenza adducendo l’insufficiente indicazione dei destinatari e del luogo di consegna, nonostante tali dati siano ugualmente individuabili in modo certo ovvero senza particolari difficoltà.

Cassazione penale sez. VI, 18/01/2018, n.12674

Interruzione di pubblico servizio: opposizione alla richiesta di archiviazione

Nel reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità l’interesse tutelato ha natura sopraindividuale, cosicchè il singolo utente, o aspirante utente, danneggiato dall’omessa o irregolare prestazione del servizio non assume la qualità di persona offesa dal reato e, pertanto, non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione né il ricorso per cassazione avverso la decisione di archiviazione.

Cassazione penale sez. VI, 02/03/2017, n.17590

Illegittimità del foglio di via e interruzione di pubblico servizio

È illegittimo il decreto con cui il Questore ha vietato a un cittadino di fare ritorno in un Comune per tre anni, per aver fatto irruzione nella Prefettura e, stando seduto a terra, per aver impedito al pubblico sia l’accesso che l’uscita dalla medesima, realizzando così le fattispecie penali della interruzione di pubblico servizio e della partecipazione a manifestazione non autorizzata, poiché difettano gli “elementi” idonei a sostenere il giudizio – attuale e prognostico – di pericolosità sociale richiesto dal combinato disposto degli art. 1 e 2 d.lg. 159 del 2011, che solo potrebbe giustificare l’adozione di un provvedimento che limita la libertà di movimento e di soggiorno.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. III, 10/01/2017, n.17

Pregiudizio arrecato alla regolarità di un servizio pubblico

Il reato di interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità, di cui all’art. 340 c.p., è reato di evento la cui consumazione richiede un pregiudizio effettivo della continuità o della regolarità di un servizio pubblico o di pubblica necessità. Poiché peraltro l’evento del reato è identificato nel pregiudizio effettivo della continuità o della regolarità di un servizio pubblico o di pubblica necessità, una volta accertate tali evenienze, non occorre che si materializzi alcunché di diverso sul piano fisico-materiale, essendo infatti l’evento “in re ipsa”.

Cassazione penale sez. VI, 02/02/2016, n.6412

Truffa aggravata ed interruzione di pubblico servizio

In tema di motivazione delle ordinanze cautelari personali, la necessità di autonoma valutazione da parte del giudice procedente è compatibile con un rinvio “per relationem” o per incorporazione della richiesta del PM che non si traduca in un mero recepimento del contenuto del provvedimento privo dell’imprescindibile rielaborazione critica.

(Nella specie, in tema di truffa aggravata ed interruzione di pubblico servizio, la S.C. ha ritenuto immune da censure l’ordinanza del GIP che aveva richiamato la richiesta del pm – il quale, per ogni indagato, aveva riassunto gli elementi a carico costituiti da un cospicuo numero di elementi investigativi obiettivi, quali fotografie, pedinamenti, timbrature di cartellini marcatempo e fotogrammi tratti da videoriprese – ed aveva graduato, altresì, le misure cautelari applicate ai ricorrenti, così evidenziando una autonoma valutazione circa la rilevanza delle emergenze investigative e delle esigenze cautelari inerenti ciascun indagato).

Cassazione penale sez. II, 14/12/2015, n.3289

Dipendenti assenti dal lavoro per due giorni consecutivi

Non è possibile escludere la commissione di reati per il semplice fatto che l’assenza collettiva dal lavoro per malattia sia giustificata dall’invio di certificati medici, qualora esista il fondato sospetto che l’azione di protesta sia stata attuata con metodi illeciti. In tal caso, è necessario che si svolga il processo penale in modo da disporre tutti gli accertamenti necessari a valutare l’attendibilità dei certificati e a riscontrare la sussistenza delle patologie legittimanti l’assenza di massa dal lavoro.

Così la Cassazione ha annullato con rinvio la decisione con cui un g.u.p. aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di più di 30 dipendenti di una ditta di trasporti, accusati di interruzione di pubblico servizio per essersi assentati dal lavoro in due giorni consecutivi, giustificando l’assenza con l’invio di certificati medici.

Cassazione penale sez. II, 26/11/2015, n.48328


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA