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Intestare casa a figlio minorenne: ci vuole il giudice tutelare?

23 Ottobre 2019
Intestare casa a figlio minorenne: ci vuole il giudice tutelare?

Donazione diretta o indiretta al figlio: l’autorizzazione del tribunale e il modello con il facsimile del ricorso al giudice tutelare.

Vuoi comprare casa e intestarla a tuo figlio che è ancora minorenne oppure vuoi donargli un immobile di tua proprietà per ragioni fiscali e pagare così meno tasse. Vorresti stipulare il rogito al più presto e, a tal fine, hai già contattato un notaio, ma questi ti ha fatto sapere che, prima, devi chiedere l’autorizzazione al tribunale. Ti sembra strano visto che il tuo ruolo di genitore ti riveste dell’autorità necessaria e sufficiente a compiere gli atti giuridici in luogo del bambino. Perché mai c’è bisogno di un ulteriore adempimento burocratico? E poi, quale mai potrebbe essere il controllo che il magistrato è tenuto a fare in situazioni come queste: potrebbe opporsi, ad esempio, alla tua richiesta e con quali motivazioni?

Sei deciso ad andare a fondo nella questione e così ti rivolgi anche al tuo avvocato. Al professionista, che ha curato da anni le pratiche legali della tua famiglia, gli chiedi: per intestare casa al figlio minorenne ci vuole il giudice tutelare? Ecco cosa ti risponderà.

Chi rappresenta un figlio minorenne?

La rappresentanza legale del minore e l’amministrazione dei suoi beni è generalmente affidata a entrambi i genitori. È la cosiddetta responsabilità genitoriale. I genitori hanno l’usufrutto legale sui beni dei figli: significa che, anche senza bisogno di uno specifico atto che attribuisca loro tale diritto, hanno il potere di gestire e sfruttare le proprietà dei propri figli, ricavandone i frutti (come l’affitto) e destinandoli ai bisogni della famiglia.

La responsabilità comune dei genitori non cessa quando, a seguito di separazione, scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, i figli vengono affidati a uno di essi.

La responsabilità genitoriale attribuisce ai genitori il potere di sostituirsi al minore in ogni attività giuridica. Essi devono esercitarla di comune accordo.

I genitori si sostituiscono ai figli nel compimento degli atti relativi al loro patrimonio che essi non possono compiere in quanto minori. A seconda che l’atto da compiere nell’interesse del minore sia di ordinaria o straordinaria amministrazione, si ha una disciplina differente.

In base al Codice civile, gli atti di ordinaria amministrazione possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore. Ad esempio, sono atti di ordinaria amministrazione la richiesta di un risarcimento del danno subìto dal minore, la costituzione di una servitù di passaggio in favore del minore, ecc.

Gli atti di straordinaria amministrazione sono, invece, soggetti a una serie di condizioni che a breve vedremo. Essi sono, ad esempio, la vendita di un bene, la concessione di una ipoteca sul bene del minore, l’accettazione di un’eredità o di una donazione, lo scioglimento di una comunione, la sottoscrizione di un mutuo o di un affitto di durata superiore a nove anni ecc.

Per compiere un atto di straordinaria amministrazione è necessario:

  • che sussista una necessità o una evidente utilità per il figlio;
  • che sussista il consenso di entrambi i genitori: il singolo genitore non può, quindi, agire da solo;  
  • che sia stata richiesta e concessa l’autorizzazione del giudice tutelare.

Quando ci vuole l’autorizzazione del giudice tutelare?

Anche per quei minori che hanno sia il padre che la madre, la legge prescrive, al compimento di determinati atti di particolare importanza, l’autorizzazione del giudice tutelare. Il giudice tutelare è una figura “ad hoc”, istituita presso ogni tribunale, che presiede agli interessi dei soggetti ancora incapaci di compiere atti giuridici. Onde evitare che le scelte (non per forza dolose) dei genitori possano pregiudicare i minori, è prescritto, prima di procedere alla stipula in nome e per conto del figlio, di ottenere il nulla osta da parte del magistrato. Questo passaggio è necessario ed a pena di nullità dell’atto stesso che, pertanto, non esplica effetti giuridici.

Ricadono tra gli atti che richiedono l’autorizzazione del giudice tutelare tutti quelli di straordinaria amministrazione, anche se comportano un arricchimento del minore come, ad esempio, l’accettazione dell’eredità o di una donazione. 

Per intestare una casa a un figlio ci vuole l’autorizzazione del giudice?

Da quanto abbiamo appena detto, risulta chiaro che l’intestazione di una casa a un figlio richiede sempre l’autorizzazione del giudice tutelare. E ciò vale sia quando l’intestazione avviene con:

  • donazione diretta: il genitore, proprietario di una casa, la regala e la intesta al figlio;
  • donazione indiretta: il genitore acquista una casa con soldi propri, pagando il costruttore, e ne chiede l’intestazione al figlio.

La competenza del giudice tutelare 

La competenza ad autorizzare l’intestazione di immobili in capo al figlio minore spetta:

  • al giudice tutelare del luogo di residenza del minore;
  • al tribunale del luogo di apertura della successione quando il bene non è stato ancora definitivamente acquistato dal minore (ad esempio, quando è ancora pendente la procedura di accettazione con beneficio di inventario). 

Il curatore speciale

Chi dona o dispone con testamento a favore di un minore, anche se questi è soggetto alla responsabilità genitoriale, può nominare un curatore speciale per l’amministrazione dei beni donati o lasciati.

Cosa succede dopo l’autorizzazione del giudice tutelare?

Una volta presentata l’istanza al tribunale del luogo di residenza del minore, e indirizzata alla cancelleria del giudice tutelare, il magistrato emette una decisione nel giro di poche settimane. Dopodiché, i genitori dovranno richiedere una copia autentica da esibire al notaio per la stipula dell’atto di compravendita (donazione indiretta) o di donazione (donazione diretta).

In alcuni casi, è lo stesso studio notarile, a cui si delega la conclusione del rogito, ad occuparsi del deposito della domanda di autorizzazione da presentare al giudice tutelare.


Modello con richiesta di autorizzazione al giudice tutelare per donazione al minore

Istanza dei genitori di autorizzazione atti nell’interesse del minore

Giudice Tutelare del tribunale di ….

Il sottoscritto (Nome e Cognome), C.F. …. , nato/a a …. il …. , residente in …. alla via …. , tel. …. ; fax …. email: …. , nella sua qualità di padre del minore;

La sottoscritta (Nome e Cognome) C.F. …. , nato/a a …. il …. , residente in …. alla via …. , tel. …. ; fax …. email: …. , nella sua qualità di madre del minore;

GENITORI DEL FIGLIO MINORE:

Nome ….

Cognome ….

Nato/a il …. a ….

Residente in …. alla via ….

CHIEDONO

ai sensi dell’art. 320 c.c.,

DI ESSERE AUTORIZZATI, IN NOME, PER CONTO E NELL’INTERESSE DEL FIGLIO,A COMPIERE IL SEGUENTE ATTO/I SEGUENTI ATTI

Accettazione della donazione relativa all’immobile sito in …, alla via … [indicazioni catastali] del valore commerciale di euro …

Ragioni della richiesta

[Indicare i motivi per cui si richiede il compimento dell’atto e illustrare i motivi per cui l’atto stesso è necessario o di utilità evidente per il figlio].

Si chiede che il decreto venga munito della clausola della immediata esecutività, attese le ragioni di urgenza.

Allegati:

Certificati anagrafici e di residenza

Provvedimenti giudiziali rilevanti

Documenti utili per la decisione

Luogo e Data ….

Firma


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